Il Faro di Alessandria potrebbe tornare a illuminare le coste egiziane. In via di approvazione, la ricostruzione di una delle Sette Meraviglie del mondo antico

Fu costruito nel I secolo a.C, su un’isoletta all’ingresso dell’insenatura di Alessandria d’Egitto. Per secoli, accompagnò le navi che lasciavano il porto per le acque del Mediterraneo e ne guidò l’attracco sicuro. Sino a quando nel 1323, un terribile terremoto lo distrusse. Oggi, è reale l’ipotesi che il Faro di Alessandria, una delle Sette Meraviglie […]

Il faro di Alessandria secondo una ricostruzione del 1909 dell'archeologo Hermann Thiersch

Fu costruito nel I secolo a.C, su un’isoletta all’ingresso dell’insenatura di Alessandria d’Egitto. Per secoli, accompagnò le navi che lasciavano il porto per le acque del Mediterraneo e ne guidò l’attracco sicuro. Sino a quando nel 1323, un terribile terremoto lo distrusse. Oggi, è reale l’ipotesi che il Faro di Alessandria, una delle Sette Meraviglie del mondo antico, torni a illuminare la costa egiziana.
Mostafa Min, Segretario Generale della Commissione Permanente per le Antichità Egiziane, ha infatti recentemente approvato il progetto di ricostruzione. Mancherebbe soltanto il sì del governatore della regione di Alessandria, Hany El-Messiry. A quel punto, quello che fu per molto tempo l’edificio più alto mai costruito dall’uomo, risorgerà in tutti i suoi oltre 130 metri di magnificenza, a una decina di metri a sud-ovest dalla sua posizione originaria, attualmente occupata dalla fortificazione di Qaitbay del XV secolo.
Grazie alla sua imponenza e alle ultime tecnologie, il nuovo faro sarà in grado di illuminare fino a un raggio di 50 chilometri. Il progetto restituirà la struttura originaria, così com’è nota da antichi documenti: concepito dall’architetto greco Sostrato di Cnido, il faro era costituito da un alto basamento quadrato su cui era innestata una sezione intermedia ottagonale. Nella sommità circolare, specchi di bronzo riflettevano la luce del giorno, mentre di notte l’illuminazione proveniva da un grande fuoco centrale.
La notizia segue di qualche mese l’annuncio del presidente della Repubblica egiziana, Abd Al-Fattah Al-Sisi, dell’apertura di un secondo canale di Suez e della costruzione nel nulla del deserto africano di una capitale che prenda il posto del Cairo, considerata dal governo in carica emblema scomodo delle primavere arabe. Il Faro di Alessandria potrebbe dunque candidarsi per diventare il nuovo simbolo del potere e della leadership del faraone militare nello scacchiere arabo mediorientale.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.