Lo Strillone: Andrea Carandini e l’archeologo-Freud su La Repubblica. E poi il Mudec secondo Salvatore Settis, Luca Ronconi, Riccardo Muti

“L’archeologo è come Freud, sono trent’anni che scavo dentro“. Mega-ritratto domenicale di Andrea Carandini, che La Repubblica affida all’intervista di Antonio Gnoli: “Due sogni fatti da bambino convinsero il futuro presidente del Fondo ambiente italiano a dedicarsi allo studio delle civiltà e dei reperti antichi con cui avrebbe riscritto la storia delle origini di Roma”. […]

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L’archeologo è come Freud, sono trent’anni che scavo dentro“. Mega-ritratto domenicale di Andrea Carandini, che La Repubblica affida all’intervista di Antonio Gnoli: “Due sogni fatti da bambino convinsero il futuro presidente del Fondo ambiente italiano a dedicarsi allo studio delle civiltà e dei reperti antichi con cui avrebbe riscritto la storia delle origini di Roma”. Si spazia nella storia dell’archeologia: Ranuccio Bianchi Bandinelli? “Lo chiamavano ‘conte rosso’ perché era comunista ma di origine aristocratica. Non si perdonò mai di aver dovuto fare da guida a Hitler durante una visita in Italia”. Il senso di studiare l’antichità? “Chi va alla ricerca delle origini deve sapere che il mistero è un soffio d’aria che ti investe, ti accarezza, ma ti può anche far male. Non bastano gli strumenti della ragione per indagarlo. Uno dei libri più belli che ho letto è II cammino dell’umanità, di Angelo Brelich, un grande studioso di storia delle religioni”.

Affiancare gli oggetti curiosi di Manfredo Settala all’arte delle civiltà lontane permette di interpretare la storia del collezionismo entro l’arco dei valori che sono alla base della civiltà europea”. Su Il Sole 24 Ore Salvatore Settis legge il futuro Museo delle Culture di Milano come una grande Wunderkammer: “Con l’apertura del Mudec collezioni rinascimentali e raccolte etnografiche riscattate dal colonialismo si riuniranno in un unico grande museo”. A un mese appena dalla scomparsa, il Corriere della Sera ricorda Luca Ronconi: a Roma va in scena Lucia di Lammermoor secondo le indicazioni del maestro. “I bozzetti e la rilettura dark: i retroscena dell’ultima regia”. Teatro e musica anche su Il Messaggero, dove Riccardo Muti, in tournée internazionale con l’orchestra giovanile Luigi Cherubini, racconta “come e perché abbia creato la sua Accademia per direttori, maestri collaboratori e cantanti. Il via in luglio a Ravenna, dieci prescelti sulla base dei titoli, non ammessi gli aspiranti privi del diploma di pianoforte e di composizione”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.