Damien Hirst immobiliarista. Nel Devon progetta la costruzione di un’intera città, e intanto si compra la casa più grande di Londra

Non sono certamente pochi quelli che, di fronte alle sue non infrequenti cadute di gusto, alle sue crisi creative (sempre superate con immediati colpi di genio, va detto), hanno paradossalmente consigliato a Damien Hirst di cambiare lavoro. E lui sembra fare di tutto per seguire il consiglio: potenziando – ad esempio – il suo lato […]

Non sono certamente pochi quelli che, di fronte alle sue non infrequenti cadute di gusto, alle sue crisi creative (sempre superate con immediati colpi di genio, va detto), hanno paradossalmente consigliato a Damien Hirst di cambiare lavoro. E lui sembra fare di tutto per seguire il consiglio: potenziando – ad esempio – il suo lato imprenditoriale, espresso nella catena di art shop Other Criteria.
Ora però pare emergere un altro degli aspetti della multiforme personalità dell’artista che impersona la Young British Art: quello dell’immobiliarista. Risale ai primi di agosto la notizia dell’approvazione del consiglio comunale al suo progetto di costruire un’intera città nella campagna di Ilfracombe, la località balneare nel nord del Devon dove Hirst vive e possiade già molti immobili, fra cui un ristorante: un progetto che vedrebbe la costruzione di 750 case d’abitazione, altre a una scuola, parchi giochi, negozi, edifici per uffici e un centro medico. Tutto caratterizzato da elementi eco-friendly, dalle turbine eoliche ai pannelli solari fotovoltaici installati sui tetti.
Ma mentre riflette all’impegnativo programma, l’artista ha visto bene di procurarsi un “piccolo” pied-à-terre a Londra: investendo 34 milioni di sterline per comprarsi una delle case più grandi di Londra, uno splendido esempio di architettura Regency. Si tratta di una struttura disposta su cinque piani affacciata su Regent Park, commissionata nel 1811 dal principe reggente al famoso architetto John Nash. La particolarità che ha fatto superare ad Hirst gli ultimi dubbi sull’acquisto? La Principessa Diana fu ospite a una festa tenuta nella casa…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Roberto Scala

    Stupendo da non crederci , una favola , un sogno surreale forse si ! Realizzerà , una città fatta di squali e mucche in formaldeide, di teschi di diamanti, platino e oro.
    Dai Damien Hirts , un piccolo paese fatto solo di arte contemporanea, chiunque vorrebbe viverci per esporre le proprie opere all’aria aperta senza fare più nessuna selezione così vivere al centro dell’attenzione, forse sto sognando , ma no sarà vero , non è fantasia la realtà si sta avvicinando, complimenti per il risultato a Damien aspettiamo gli esiti ciao a presto per stupirci con una tua splenda opera by Prof. Roberto Scala

  • Penso che sia proprio un villaggio residenziale in una zona molto bella del Devon, fra dolci colline e il mare.

    D.Hirst si conferma grande stratega!!!