Un grande museo, di livello europeo. Sorprendono le enormi installazioni scultoree di Nagasawa al Camusac di Cassino: ecco le immagini della preview

La domanda sorge legittima: siamo in Italia, o in qualche tempio del contemporaneo internazionale, Tate Modern, Reina Sofia, Mumok? Legittima, a partire dagli spazi: due enormi hangar ex industriali, recuperati all’uso museale con un’attenzione alla funzionalità e all’illuminazione che ha pochi eguali in Italia. E legittima per la principale delle ben tre mostre che vi […]

La domanda sorge legittima: siamo in Italia, o in qualche tempio del contemporaneo internazionale, Tate Modern, Reina Sofia, Mumok? Legittima, a partire dagli spazi: due enormi hangar ex industriali, recuperati all’uso museale con un’attenzione alla funzionalità e all’illuminazione che ha pochi eguali in Italia. E legittima per la principale delle ben tre mostre che vi si inaugurano oggi, 9 maggio: cinque installazioni scultoree di grandissime dimensioni del Maestro di origini giapponesi Hidetoshi Nagasawa, con una monumentalità ed una padronanza delle dinamiche spaziali e dell’utilizzo dei materiali che ne rendono obbligatoria la visita (vedete la fotogallery per comprendere tanto inusitato entusiasmo).
Dove siamo, invece? Siamo a Cassino, nel lembo di Lazio che sfiora la Campania, dove da nove mesi si è inaugurato il museo Camusac, nato per iniziativa del grande collezionista Sergio Longo e diretto da Bruno Corà. Museo che caratterizza la sua stagione addirittura con un tris di mostre: la principale è senza dubbio appunto Caos vacilla, che presenta queste nuove opere di Nagasawa appositamente ideate e realizzate per questa importante scadenza. Realizzate con differenti materiali, dal marmo rosso Luana del Paravento, al ferro di Interferenza (di dieci metri di lunghezza), alle travi in legno di rovere di Ombra di Melissa, ai blocchi di marmo con il ferro di Groviglio di quanto.
I lavori di Nagasawa sono collocati nell’area centrale del padiglione espositivo del Museo, mentre nelle pareti circostanti e nei restanti spazi trovano ospitalità le opere della “Collezione permanente 2”, seconda edizione del focus sulla raccolta Longo: da Sol LeWitt a Botto e Bruno, Claudio Parmiggiani, Yayoi Kusama, Julian Opie, Anne et Patrick Poirier, Beverly Pepper, Antony Gormley, Rebecca Horn, Louise Bourgeois, Pedro Cabrita Reis. C’è poi Imusmis 2, personale di Brunella Longo con nuove opere esito di una elaborazione digitale da foto analogiche e stampe lambda. Noi eravamo alla preview, ecco a voi le immagini…

– Massimo Mattioli

 

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.