E se la visione etica di Michelangelo Pistoletto fosse la chiave giusta? Sentite come ci racconta il Terzo Paradiso presentato alle Nazioni Unite di Ginevra: arte, fra moda ed ecologia…

C’erano ambasciatori e delegati da tutto il mondo, c’erano tanti studiosi e ricercatori per una conferenza dedicata alle foreste, c’era Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda, c’era Michelangelo Pistoletto, con una buona fetta di quella factory permanente che è Cittadellarte, a Biella. Mix improponibile, direte, per questo evento che come scenografia aveva quella […]

C’erano ambasciatori e delegati da tutto il mondo, c’erano tanti studiosi e ricercatori per una conferenza dedicata alle foreste, c’era Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda, c’era Michelangelo Pistoletto, con una buona fetta di quella factory permanente che è Cittadellarte, a Biella. Mix improponibile, direte, per questo evento che come scenografia aveva quella del Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra? Il tema in verità lega tutte queste componenti: perchè l’ente sovranazionale ogni anno sceglie una tematica “di studio” e le abbina una pratica attraverso la quale approfondire la stessa. E per il 2014 le tematica è quella delle foreste con tutte le problematiche legate alla salvaguardia e protezione in chiave ecologica, e la pratica è quella della moda.

Ed ecco che è giunto quasi obbligato il coinvolgimento di Cittadellarte: che se da sempre assegna grande valenza alle istanze ecologiche, da un po’ di anni le proietta anche nell’area creativa del fashion, con bandi, workshop e residenze tesi a formare giovani creativi ecoresponsabili. Che a loro volta sono giunti – molti dall’Italia – per testimoniare il tutto con le loro creazioni in una sfilata nel meraviglioso Salone dei Passi Perduti, alle Nazioni Unite. Che concludeva una giornata – quella del 21 marzo – iniziata al mattino con un allestimento del Terzo Paradiso nell’enorme piazza di PlanPalais, vicina al Centre d’Art Contemporain diretto da Andrea Bellini che infatti coproduceva l’evento. Ci racconta tutto Pistoletto nel video…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • soliti concetti del 1968 i giovani dovrebbero uccidere metaforicamente i propri padri per crescere
    il Terzo Paradiso è solo retorica stanca degli anni 60 l’unica rivoluzione possibile è una rivoluzione nel proprio micro locale non certo la rivoluzione utopistica e fallimentare del Terzo Paradiso

  • Alma

    ‘A Kathmandu / c’è anche il gurú / ci porta in paranoia / predicando a testa in giú’
    Gaetano docet

  • angelov

    Da quello che mi sembra di aver capito, il Terzo Paradiso rappresenterebbe una di quelle invenzioni che, dopo la Ruota e l’Acqua Calda, hanno rivoluzionato la civiltà umana.
    Ci sarebbe da aggiungere che Pistoletto, da grandissimo artista e uomo di cultura quale è, sia anche riuscito a sdoganare la Megalomania, e a declinarla in modo imprevedibile e geniale.

  • ca$H Mere

    vabè ma biella è nota solo per carlo rivetti e la lana si sa, tutto il resto è futile .