Sky Arte update: innovazione tecnologica, sostenibilità e un’attenzione particolare alla moda. Questi i caratteri fondamentali della Dutch Design Week, che ha portato ad Eindhoven i nuovi maestri della creatività olandese

È stata recentemente definita come una delle città più creative al mondo. Riconoscimento che le arriva da una Design Academy di fama internazionale, ma anche dalla capacità di accogliere – o trattenere, nel caso delle aziende di vecchia data – imprese ad alto tasso tecnologico e innovativo. Il colosso Philips su tutti: ma naturalmente non […]

Dutch Design Week - photo Lisa Klappe

È stata recentemente definita come una delle città più creative al mondo. Riconoscimento che le arriva da una Design Academy di fama internazionale, ma anche dalla capacità di accogliere – o trattenere, nel caso delle aziende di vecchia data – imprese ad alto tasso tecnologico e innovativo. Il colosso Philips su tutti: ma naturalmente non solo. Si avvia alla conclusione in queste ore una nuova edizione della Dutch Design Week, calendario di oltre trecento tra mostre, incontri, tavoli e workshop chiamati ad animare sessanta diverse location di Eindhoven.
Un appuntamento con i nomi emergenti di una scena, quella olandese, che non si tira indietro quando si tratta di sperimentare nuove soluzioni e suggerire altri modi di intendere il design. Tra i temi caldi di quest’edizione, che sembra prossima al doppiaggio dei 200mila visitatori dell’anno passato, la sostenibilità e la più armonica integrazione con le nuove tecnologie. Il riciclo e il riuso diventano must da declinare secondo standard sempre differenti: passando dalle sneakers ormai distrutte che Elisa Von Joolen tramuta in eclettiche infradito e rinnovate calzature fino agli ingegnosi macchinari con cui Dave Hekkens riesce a trasformare la plastica usata in una pasta morbida e malleabile, che diventa materia prima da “spremere” per costruire nuove suppellettili.
La moda è un comparto a cui guardano in molti. Con il marchio del tessile Vlisco a presentare nuove collaborazioni con giovani creativi locali, mentre Christien Meindertsma si spinge verso l’opera d’arte documentale, operando un censimento della popolazione olandese attraverso l’evoluzione dei suoi… maglioni! Arriva dal campo della moda anche la vincitrice del Dutch Design Award 2013: riconoscimento che molti si attendevano quello assegnato alle futuristiche stoffe optical, capaci di strabilianti effetti tridimensionali, ideate da Iris Van Herpen. Già presentate con successo nel corso della Settimana della Moda di Parigi. Quello di un più sano rapporto con l’ambiente è punto in cima all’agenda per una rassegna che nel titolo di quest’anno rispolvera il più celebre motto di Sid Vicious e Johnny Rotten e lo trasforma da No future a un speranzoso Now future. Impressionante allora la Mycelium Chair di Eric Klarenbeek, popolata di colonie di funghi (veri!) che ne garantiscono stabilità e concretezza: uno tra i pezzi più interessanti della ricca sezione Agri meets Design.

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