Fotografia, cibo, e poi un contest video. Non solo Lido: a Venezia in mostra (e in tavola) le “ultime cene” dell’americano Henry Hargreaves

“Se vi lasciassero scegliere, quale sarebbe l’ultimo piatto della vostra vita? Una ricetta che vi ricorda l’infanzia? Un sapore che evochi un viaggio, un incontro, un affetto?”. Questioni da sempre al centro della ricerca del fotografo Henry Hargreaves, focalizzato proprio sul rapporto cibo e cultura di massa: e in special modo dalla serie fotografica No […]

Se vi lasciassero scegliere, quale sarebbe l’ultimo piatto della vostra vita? Una ricetta che vi ricorda l’infanzia? Un sapore che evochi un viaggio, un incontro, un affetto?”. Questioni da sempre al centro della ricerca del fotografo Henry Hargreaves, focalizzato proprio sul rapporto cibo e cultura di massa: e in special modo dalla serie fotografica No Seconds, dedicata all’ultimo pasto di alcuni condannati a morte americani. Proprio da questa prende le mosse la mostra dal titolo Henry Hargreaves No Seconds, Comfort Food e Fotografia, la sua prima personale mai organizzata al di fuori degli Stati Uniti, allestita fra il 7  settembre e il 24 novembre al Museo della Follia di San Servolo (l’isola del vecchio manicomio di Venezia).
Un progetto multidisciplinare, e anche multisensoriale, quello ideato da Mauro Zardetto e curato da Chiara Casarin: visto che unisce all’arte fotografica quella culinaria, grazie alla partecipazione dei tre cuochi Pietro Leemann, Andy Luotto (sì, proprio l’ex cabarettista, oggi raffinato gastronomo) e Pierchristian Zanotto. Il tutto al centro di un video-contest aperto a tutti quelli che vogliono raccontare la loro emozione gastronomica: primi autori a “concorrere”, proprio i tre chef e il protagonista, Henry Hargreaves. Artribune vi racconterà tutto corredando di immagini e video…

events.artmovie.it
Per partecipare al video-contest: contest.artmovie.it

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.