La saga dell’Ecce Homo. È sempre più un caso il restauro che ha sfigurato un affresco in Spagna: 40mila visitatori, e oltre 50mila euro raccolti per beneficienza

40mila visitatori per una mostra in una piccolissima cittadina della provincia spagnola. Una mostra blockbuster, facendo le dovute proporzioni: numeri giustificabili per qualche grande nome finito chissà perché esposto in quel luogo appartato e lontano dai circuito. E invece l’arcano si svela leggendo il nome, di quel luogo: Borja, comunità autonoma dell’Aragona. Molti già avranno […]

Folla davanti all'affresco dell’Ecce Homo

40mila visitatori per una mostra in una piccolissima cittadina della provincia spagnola. Una mostra blockbuster, facendo le dovute proporzioni: numeri giustificabili per qualche grande nome finito chissà perché esposto in quel luogo appartato e lontano dai circuito. E invece l’arcano si svela leggendo il nome, di quel luogo: Borja, comunità autonoma dell’Aragona. Molti già avranno capito: è il paesino – 5mila abitanti – dove si trova il Santuario de Misericordia, che ospita il dipinto di Elías García Martínez Ecce Homo, da un anno al centro delle cronache per il controverso restauro di Cecilia Gimenez.
Perché parlarne ancora? Perché l’adagio popolare vuole che quando si sferra un colpo al cerchio, poi se ne dia uno anche alla botte: e allora, dopo aver più volte notato la furbizia dell’anziana ma arzilla vecchietta, che non finisce di trarre benefici anche commerciali e di immagine dall’”incidente”, ora è giusto riconoscerle i risvolti virtuosi. Che si traducono in oltre 50mila euro, ricavati dai biglietti di ingresso al suo “capolavoro”, e devoluti alla fondazione di beneficenza Sancti Spiritus, che li utilizzerà per la gestione di una casa di cura per sessanta anziani.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Angelov

    Alla sacralità dell’icona dell’Ecce Homo, ispiratrice di profondo rispetto e compassionevole partecipazione, ora viene aggiunta una nota di ilare comicità, che stempera un po’ il tradizionale rigore.
    Da Ecce Homo Sapiens a Ecce Homo Ludens.

  • daniele castello

    Un segno dei tempi. Che tristezza. E pensare a quante mostre e iniziative realmente valide che invece non si inc*la nessuno. Agghiacciante. Maledetto marketing

  • Pingback: Black Holes: un astronauta e un melone in viaggio verso Marte | dovesiva()