Verdi e Wagner, in vacanza a Ravello. A Villa Ruffolo in mostra anche i costumi storici del Teatro dell’Opera di Roma, assieme ai manifesti griffati Paladino. Ecco le immagini…

Non serve certo una scusa, in questa stagione, per suggerire – a chi potrà – di farsi un giro in una bella località di villeggiatura, che oltretutto non lesina stimoli artistici e culturali. Se poi questa località è una perla della Costiera amalfitana come Ravello, l’invito è ancora più naturale: basti pensare alla grande mostra […]

Non serve certo una scusa, in questa stagione, per suggerire – a chi potrà – di farsi un giro in una bella località di villeggiatura, che oltretutto non lesina stimoli artistici e culturali. Se poi questa località è una perla della Costiera amalfitana come Ravello, l’invito è ancora più naturale: basti pensare alla grande mostra – che vi abbiamo già ampiamente documentato – dedicata quest’anno a Mimmo Paladino, e all’omaggio alll’ideatore del famoso auditorium Oscar Niemeyer.
Ora però il Ravello Festival tira fuori dal cilindro un nuovo progetto adatto ad ingolosire gli ospiti melomani: la mostra Verdi e Wagner, due secoli di eleganza, che sceglia le Sale Superiori di Villa Rufolo come scenografia per esporre alcuni preziosi abiti di scena disegnati negli anni Trenta, esemplari del patrimonio storico del Teatro dell’Opera di Roma. Costumi di grandi opere dei due compositori come “Aida”, “Otello”, “La Traviata”, “Rigoletto”, e “Tristano e Isotta” e “Lohengrin”, per citarne alcune. Accompagnati dalle note in sottofondo di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, dei quali quest’anno si celebra il doppio bicentenario.
E come se non bastasse, c’è anche una sezione che va ad ampliare la citata mostra di Paladino: 23 bozzetti che l’artista ha disegnato quest’anno per la realizzazione dei manifesti delle quattro produzioni verdiane del Teatro dell’Opera di Roma (19 di questi per la prima volta esposti al pubblico). Mostra visibile fino al 31 ottobre: ma anche qui arriva la fotogallery…

www.ravellofestival.com

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.