Vegetazione incolta? No, opera d’arte. A Firenze torna per il secondo anno il progetto botanico-sociale “Il Terzo Giardino”: lo scorso anno fu distrutto da operai zelanti…

Rendere attraversabile uno spazio abbandonato, che in questo modo ritorna fruibile per la città, permettendo di osservare una bellezza spontanea ed inaspettata frutto di un lento ed autonomo accularsi della flora. È questo l’obbiettivo del progetto Il Terzo Giardino, che il collettivo di artisti Studio ++ (Ciaravella, Daina, Fiore) torna a proporre per la seconda […]

Rendere attraversabile uno spazio abbandonato, che in questo modo ritorna fruibile per la città, permettendo di osservare una bellezza spontanea ed inaspettata frutto di un lento ed autonomo accularsi della flora. È questo l’obbiettivo del progetto Il Terzo Giardino, che il collettivo di artisti Studio ++ (Ciaravella, Daina, Fiore) torna a proporre per la seconda edizione a Firenze sulla riva dell’Arno, sulla sponda opposta alla Biblioteca Nazionale.
Un intervento su un’area di 5mila mq in pieno centro storico, che consiste nel tracciare dei percorsi nella vegetazione spontanea: per “caricare nella bellezza e potenzialità evolutiva dell’abbandono un significato etico e sociale”, spiegano i creativi. E allo stesso tempo riproporre un dibattito sulla valorizzazione delle rive dell’Arno a Firenze, attraverso l’arte, l’architettura e le sperimentazioni dei linguaggi contemporanei.
La prima edizione, lo scorso anno, è legata ad un tragicomico “incidente”: dopo essere stato inaugurato a fine giugno, il Terzo Giardino è stato visitabile per meno di due mesi perché – raccontano gli ideatori – “un diligente ed anonimo cittadino pensò bene di comunicare alle autorità competenti, che un’ampia area delle rive d’Arno non era stata rasata a dovere e che questa negligenza avrebbe potuto causare pericolosi incendi. La provincia, che è l’ente competente per la gestione sponde del fiume, accolse repentinamente la sollecitazione del cittadino e pensò bene di rasare il mattino dopo quella parte di vegetazione incolta”. L’inaugurazione è per domani, mercoledì 10 luglio, alle 19, presso il lungarno Serristori: nella gallery, alcune immagini del progetto…

www.studioplusplus.com

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • biagio antonacci castello

    Fateci un paio di crop circle a questo punto