È giusto che a Venezia le navi da crociera arrivino fin dentro il Bacino di San Marco? Nuovo sondaggio Artribune, venite a dirci come la pensate

Per un motivo o per l’altro, Venezia non ci sta a mollare le luci della ribalta. Per un po’ le monopolizzò persino con un problema tutto sommato secondario, come il titorno del lampione a Punta della Dogana; poi si entrò in clima Biennale Arti Visive, ed è normale che tutte le attenzioni siano andate alla […]

Per un motivo o per l’altro, Venezia non ci sta a mollare le luci della ribalta. Per un po’ le monopolizzò persino con un problema tutto sommato secondario, come il titorno del lampione a Punta della Dogana; poi si entrò in clima Biennale Arti Visive, ed è normale che tutte le attenzioni siano andate alla Serenissima. E ora, che la vernice della kermesse si allontana? Riesplode la polemica mai sopita sulle navi da crociera che arrivano ad attraccanare fin davanti a Piazza San Marco, con tanto di proteste e manifestazioni che guadagnano le prime pagine dei giornali e l’apertura dei tg.
E anche i sondaggi di Artribune seguono il trend: vi avevamo consultati chiedendovi quale – a parere vostro – poteva essere l’evento-rivelazione della Biennale; ora cambiamo panorama, e vogliamo farvi pronunciare sulla nuova emergenza. Come risolvere il problema delle navi da crociera? Bacino di San Marco vietato, attracchino a Malamocco? Bacino di San Marco vietato, ma facciamole arrivare fino alla Giudecca? Istituiamo una commissione di studi internazionale? Oppure tutto resti com’è ora, non si può bloccare l’economia della città? Queste le risposte sulle quali vogliamo che vi pronunciate, in tantissimi.
A proposito: com’è andato il sondaggio precedente? Il vostro evento più promettente è Edward Munch al Padiglione Norvegese, con il 21% dei suffragi, seguito dal Padiglione Tedesco ai Giardini, con Ai Weiwei, Karmakar, Mofokeng, Singh (17%), con Anri Sala al Padiglione Francese sul terzo gradino del podio, al 16%. Ora non vi resta che andarci di persona, a verificare se il sondaggio ci aveva visto giusto…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Se con questi bestioni del mare, ci vuole troppo tempo per distruggere Venezia, perchè non acceleriamo i tempi, facciamo entrare anche le portaerei, così facciamo più in fretta!!!

    • Savino Marseglia (critico d’arte sui generis)

      c’è anche la biennale dei mostri da crociera che somigliano parecchio a color che, animati da gigantismo e da un’insaziabile mania di potenza, vogliono oscurare e fare quadro a ciò che è sublime e sublime ciò che è un brutto quadro….

      • Greg

        Queste navi sono bellissime, vere opere d’arte. In laguna poi appaiono in tutta la loro immensitá. Venezia sprofonderá un giorno e laserá a loro lo spazio che meritano, nascerá una Venezia nuova , più bella ed inaffondabile.

      • filippo

        le navi creano problemi o creano posti di lavoro a Venezia?
        la biennale delle crociere???
        se ti interessi di arte vai ad un museo, se le navi ti piacciono o meno francamente non mi interessa !! la questione e’ ben altra, sai chi lavora paga le tasse chi non fa niente ha tempo di fare il filosofo ed il critico, del brutto quadro alla gente comune che fatica ad arrivare a fine mese non credo importi tanto dell’estetica ma bensi di sfamare i proopri figli.

    • MauroVe

      I bestioni del mare, come li chiama lei, attraversano l’unico canale al momento percorribile a una velocità che permette all’acqua tutto intorno allo scafo di rimanere liscia, non esiste alcun inchino, il fondo di queste navi è studiato perchè non debba creare danno alle rive circostanti, i carburanti usati, come da recente direttiva, devono essere a bassissimo contenuto di zolfo e, infine, nel Porto di Venezia danno lavoro e sostentamento a oltre 6 mila famiglie, per non parlare dell’indotto. In caso di perdita di questa opportunità a favore di altri porti, la San Benedetto sarebbe molto probabilmente costretta a rivedere il proprio piano di occupazione. Prima di parlare, anzi di scrivere, bisognerebbe qualche volta contare fino a dieci. …Invece le centinaia di imbarcazioni che tutti i giorni imperversano per tutti i canali della città a qualsiasi velocità e con tutti i tipi di carburante sono assolutamente innocenti e non provocano degrado, con le loro onde e con il loro inquinamento, vero?

    • capitano

      Potendo liquidare la questione con una battuta, diremmo che le portaerei e le navi militari sono sempre entrate ed anzi hanno trovato regolare ormeggio anche sulle boe che sono poste di fronte a Piazza San Marco, e non è un caso se le boe siano ancora lì.
      Eh si, perché molti dimenticano che la citta che ha avuto -per esempio- la più lunga e lungimirante politica monetaria, con 500 anni di stabilità della sua moneta, oltre alla storia che conosciamo, ha fondato la sua ricchezza sui traffici e sul mare e quindi sulla portualità.
      Che dire poi circa le dimensioni delle navi. Per tutti rinvio a F.C. Lane, Venetian Ship’s, in italiano: Le Navi di Venezia. Ma anche ai numerosi trattati di storia economica e tecnica che affrontano la questione delle navi e delle loro dimensioni che, evidentemente, sono proporzionate in ogni epoca.
      Il vero problema (in troppi parlano senza conoscere a fondo le questioni, soprattutto quelle tecniche) è che la soluzione sulle tematiche dell’impatto dei traffici portuali sulla città non può essere trovata semplificando: via le navi da Venezia, altrimenti viene il dubbio che al posto delle navi ci vogliano costruire qualche cosa in calcestruzzo, che sicuramente non giova…..Ragioniamo di razionalizzazione dei flussi di turisti, di riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti (che avvengono con motori diesel e su un numero di mezzi che nessuno conosce -o pubblica), di divieto di circolazione nei canali interni alle barche con scafo in acciaio, di velocità dei mezzi ma anche di costi e di condizioni generali affinché i veneziani possano ritornare a Venezia (da tempo sono esiliati in terraferma in relazione a politiche abitative e sui servizi che hanno reso la città come Disneyland, ma senza Paperino, altro che navi. Nel tempo otterremo sicuramente una città migliore.
      Dimenticavo: Confrontare i dati sull’inquinamento tra estate ed inverno prima di dire (o scrivere) stupidaggini.
      Dimenticavo bis: leggendo certi commenti radical chic sembra di avere a che confrontarsi con quei veneziani (originali o acquisiti a tempo determinato – questi ultimi la maggioranza -) che traggono motivo di lamentela da tutto, compresi i bimbi che giocano in campo.
      Dimenticavo ter: ringrazio tutti coloro che manifestano le loro idee in modo pacifico ed assennato; mi chiedo tuttavia come mai i veneziani che dicono di rappresentare la città, in certe occasioni debbano trovare conforto nel sostegno dei cittadini Vicentini (sic, una volta sudditi del Dominio) e nei Piemontesi (leggi No dal Molin, No TAV) o di altre regioni italiane. Forse perché rappresentano una forte minoranza che per ottenere visibilità sgomita, spinge ed urla slogan?

  • Angelov

    Queste navi sono dei veri e propri monumenti alla megalomania umana.
    Già quando solcano gli oceani, rappresentano un pericolo.
    Attraversare Venezia poi rappresenta per i loro armatori, qualcosa come una consacrazione…
    Ed il violento accostamento tra la bellezza delicata della Laguna, ed un design tecnologico che irrompe inesorabile, da la cifra di un estetismo mascherato di progresso.

  • dario cangelli

    fuori queste cose mostruose dal San Marco, per pietà

    • Greg

      Sono bellissime!

  • Angelo Minardi

    NAVI DA CROCIERA NEL BACINO DI SAN MARCO?
    ASSOLUTAMENTE NO!

  • elisabetta genoni

    NO! ASSOLUTAMENTE NO !
    che cosa si attende, l’ incidente devastante ?

    • MauroVe

      Prima di scrivere tentate almeno di documentarvi. I casi di Genova e del Giglio nulla hanno da spartire con la laguna di Venezia e con il porto di Venezia. Disastri in bacino non sono possibili in quanto, anche ammettendo che possa accadere un errore di rotta, la nave si incaglierebbe nel fango. Il lato estetico è l’unica cosa dove ognuno di noi può democraticamente avere la propria opinione. Ma non parliamo di disastri da effetti speciali tipo film di 007, perchè siamo fuori strada. Parliamo invece dell’occupazione che è cosa più delicata. Questo traffico dà lavoro a oltre 6000 famiglie. Tutti i contrari sono disposti ad adottare un futuro disoccupato a testa? O facciamo assumere tutti i lavoratori del porto che rimarrebbero senza lavoro dal Comune di Venezia? Meditate gente, meditate…

  • maria grazia

    Appena tornata da Venezia, una città devastata, mercificata, svenduta agli interessi economici, ridotta a un suk tra i peggiori al mondo. Un’invasione di venditori di chincaglierie che ostacolano il passaggio in qualunque angolo della città. E le Grandi Navi che la attraversano come fossero in pieno oceano, inquinando e deturpando la vista della laguna. Ma Orsoni sa di essere il sindaco di una città unica al mondo e che chi va lì vuole trovarala come era e non stravolta? Si vergogni!!!

    • MauroVe

      Cara Maria Grazia di dove sei? Tutto quello che esponi nel tuo messaggio poco ha a vedere con il traffico delle navi da crociera. Le navi NON attraversano il bacino come se fossero in pieno oceano (ti direi una parolaccia) ma ad una velocità che permette loro addirittura di NON creare onda, mentre tutt’intorno natanti di ogni genere sfrecciano a qualciasi velocità, quelli sì causano erosione e degrado. Credo che devi essere tu a doverti vergognare, per la tua assoluta ignoranza sulla questione.

  • Umberto Calvi

    Ero presente una volta al passaggio di una, più alta dei palazzi, davanti alla Piazzetta San Marco e, di fronte al flashare dei turisti, mi sono sentito a metà tra il [solito?] cretino italiano che accetta quelo che all’estero non sarebbe neppure ipotizzabile e un animale da zoo.
    Lasciamo stare Venezia: chi vuole fotografare monumenti e persone dal ponte durante una vacanza vada pure a Las Vegas o a Gardaland…

    • MauroVe

      Sei patetico!

  • valeria

    Ma dopo la tragedia del Giglio non erano vietati gli inchini? questi di Venezia sono inchini……..

    • MauroVe

      Valeria, le navi attraversano il bacino di S. Marco unico canale percorribile senza fare alcun inchino e a velocità ridottissima tale da non generare onda. Valeria NON scrivere sciocchezze.

  • Giulia

    BASTA!

    Venezia è una città lagunare in buona parte costruita su palafitte. Il moto di qualunque motore ad elica genera vibrazioni dannose per i vecchi pali, figuriamoci quando si passa dai motoscafi e vaporetti alle navi da crociera!

    Sì, lo penso anch’io: il Giglio non ci ha insegnato niente.

    In generale bisognerebbe regolamentare il turismo mordi e fuggi, che concepisce le città come prolungamento dei centri commerciali, possibilmente discount, con chincaglierie scadenti d’importazione e fast food. Bisogna cambiare le abitudini del turista che va non alla scoperta di cose nuove, ma alla ricerca dei luoghi comuni, quello che fa la fila massiva per vedere il David di Michelangelo alle Gallerie dell’Accademia, salta i Prigioni, e dopo aver visto il David esce dal museo. E qui ci vorrebbero anni per cambiare la mentalità mondiale, purtroppo…E’ una specie di rivalsa di chi in genere scompare nella media, e questo dovrebbe far riflettere…Non è cultura e bellezza a portata di tutti, perché si sviliscono da una parte i monumenti, e da parte dei turisti non c’è volontà di conoscenza e messa in discussione. Cos’è più massa di una comitiva di turisti?

    Ci saranno anche introiti economici, ma fino a che punto? Perché tutto deve essere sottomesso al pil?

    • MauroVe

      Cara Giulia, il Giglio NON deve insegnare niente a Venezia. Fin dall’ingresso in laguna le navi devono sottostare a tutta una serie di norme e disposizioni che in nessun altro porto esistono. L’assoluta sicurezza è garantita. Poi a Venezia potrebbe accadere qualsiasi cosa come in qualsiasi altra città del mondo. Chiudiamo anche l’aeroporto? Atterrano in laguna centinaia di aerei ogni giorno che potrebbero causare un disastro pur non passando davanti ai palazzi del bacino di San Marco. Allora evitiamo anche di uscire di casa, altrimenti potrebbe arrivarci un vaso di fiori in testa… Cosa ben più importante è che questo traffico permette a oltre seimila famiglie “normali” di vivere con il proprio lavoro. E la stragrande maggioranza sono veneziani.

  • Lidia

    Il sondaggio è mal posto. Ci sono altre soluzioni, in questi giorni discusse a Venezia, che non condannano la Laguna (prima e seconda ipotesi ) o Venezia (quarta), come ad esempio l’avamporto in mare (male minore) per navi di dimensione media o l’applicazione del decreto Clini-Passera: in Bacino solo navi di 40 mila di stazza (il Titanic nel aveva 46 mila), il resto in altri porti. Eliminando il gigantismo e puntando a un turismo compatibile anche in Laguna.

    • MauroVe

      Lidia, se parliamo di possibili disastri, sono proprio le navi di minori dimensioni quelle più a rischio in quanto più vecchie, inquinanti e con meno dispositivi di sicurezza. Inoltre anche il minor pescaggio le rende meno sicure in caso di errori di rotta. Ma avete tutti quanti gli ingranaggi del cervello arrugginiti? Ragionate un attimo prima di scrivere.

  • cacciare quei mostri al più presto assieme al sindaco che permette ancora una simile vergogna!!

    • MauroVe

      …Il Sindaco ci pensa molto bene prima di mettere a rischio oltre 6 mila posti di lavoro. Al contrario di tutti quelli che scrivono qui.

  • Carla

    Basta! non se ne puo’ piu’ facciamo vedere (una volta almeno) che non siamo in un paese sottosviluppato … sindaco sia dia una mossa!!!!

    • Savino Marseglia

      il problema è serio: l’Italia è diventata un’ effettiva repubblica delle banane: Tale è la percezione delle scimmie…

      • MauroVe

        L’Italia NON è diventata la repubblica delle banane, lo è sempre stata. E NON è sicuramente il traffico delle navi da crociera la causa. Questo traffico consente di percepire uno stipendio a 6 mila e oltre lavoratori, comunque VENEZIANI, a parte qualche caso. Non pensiamo SOLO agli armatori, pensiamo anche al lavoro delle persone “normali”.

  • via ste navi son brutte. (e restiamo in attesa che una tagli a metà la città o distrugga un’isola)

  • CANE

    ho sentito dire che ogni nave (il porto credo ne ospiti fino a 6 contemporaneamente) paga almeno 150.000 euro al giorno. senza contare l’indotto (carburante, rifornimenti, biglietti del treno dei turisti, visite guidate….). ormai chi gestisce questo business (da un lato il porto, dall’altro gli armatori) è molto ricco e potente. non sarà facile per il comune opporsi ad una simile forza politica ed economica.

  • reciproco

    Tutti scandalosamente allibiti per il frastuono visivo di questi mostri a contatto con la trina gentile di una città irripetibile. Nessuno si sofferma sulla volgare voracità dei passeggeri, sponsor mefitici, di un voyerismo malato che risponde solo a bisogni frustranti. Siamo tutti responsabili dei nostri vizi, indotti o autoprodotti. Devastiamo tutto per guardare…senza vedere. Meglio che affondi. giù nel profondo, nel silenzio occhieggiante di sole tremulo. Come girini sull’acqua, galleggiando, scrutare la sagoma incantevole dell’atlantide di vetro… granoturco ai pesci. No! Che poi si ricomincia. Sciavo vostro…

    • MauroVe

      Ecco, è arrivato anche il poeta! Ossequi alla ricchezza del suo linguaggio, ma pollice verso per la scarsa capacità di ragionamento. Un “ringraziamento” per il suo commento a nome di tutti i 6 mila e oltre occupati nelle aziende portuali grazie al traffico delle navi crociera.

  • maria cristina silvera

    ne ho viste passare tre una dopo l’altra in un pomeriggio domenicale. Fumo dei rimorchiatori e oscuramento della vista sul bacino di san marco. Una cosa inaccettabile con migliaia di persone affacciate a guardare la città dall’alto, come se fosse questo il modo di amare venezia! Turismo irresponsabile e devastante. Per tutti quei passeggeri basterebbe una Minitalia direttamente sulla nave e lasciassero in pace venezia

  • Chiara Berardelli

    Ovvio che è un’aberrazione tutta italiota….che dovrebbe cessare oggi, non domani.
    ma è una domanda retorica…
    C’è davvero qualcuno, tra le persone “normali”, non spinte da interessi di parte, che potrebbe pensarla in modo diverso?

    • MauroVe

      “Italiota” sarài tu!
      Tra le persone “normali”, come le definisci tu, ci sono oltre 6 mila famiglie veneziane, tranne qualche raro caso, che campano grazie ad uno stipendio percepito proprio perchè queste navi arrivano a Venezia. Ringraziamo di avere questa fortuna, che porta utilità a tutta la collettività veneziana. Per il resto è solo e assolutamente una questione estetica. Su questo ognuno può assolutamente avere un proprio parere. Ma non parliamo di disastri da effetti speciali tipo film di 007, perchè resterete delusi. Ripeto, non scrivete di getto, prima contate fino a dieci…

  • Antonio

    Ma cosa state dicendo????? Questo è il classico esempio di disinformazione assoluta!!!! Le navi di njuova generazione non inquinano, non fanno moto ondoso e soprattutto mantengono Venezia viva, dando la possibilità a migliaia di famiglie e giovani di lavorare!!!!
    Quanti di voi ne sanno veramente di crocieristica? Venite a Venezia e parlate con i lavoratori e i tecnici!!!

  • Massimo

    Ma sì, certo. Via le navi da Venezia. E già che ci siamo direi via pure gli aerei. Via tutto. Via i turisti, via quindi anche i fondi per sostenere una città che si mantiene solo grazie a loro. Crogioliamoci pure nel nostro brodo, veneziani. Quando capiremo che è solo grazie al turismo che campiamo, sarà troppo tardi.

  • Alessio

    Il problema esiste ma tutti questi commenti sono frutto di una disinformazione totale. Sono anni che esimi studiosi sulla loro scrivania hanno grafici, progetti ecc ecc ma come tutto qui da noi a Venezia è l’immobilismo e il pressapocismo della nostra classe dirigente a regnare sovrano da nativo del Centro Storico dovuto come tantissimi miei concittadini ad emigrare in Terraferma dico che la cosa è disarmante. Volete che parliamo del NOSTRO CARNEVALE finito, dimenticato esistente solo nei palazzoni dei ricchi, del nuovo stadio promesso 50 anni fa e ora costretto ad emigrare a Portogruaro?? Del nuovo palazzetto dello Sport ai Pili, della Torre Loumiere di Cardin che riconvertiva un’area dove ora il topo più piccolo è grosso come un cucciolo di elefante, parliamo del Tram che invece di dislocare gli arrivi dei pendolari in altro sito in città arriverà anch’esso in Piazzale Roma don distruzione di manufatti con appena tre anno di vita (paga sempre Pantalone) volete che continui ???? Le grandi navi portono lavoro a tantissima popolazione locale e perdere questo traffico sarebbe un colpo mortale alla nostra MERAVIGLIOSA ECONOMIA !! Dislocare il Porto in Mare come afferma qualcuno essere una soluzione porterebbe un aggravio ancora maggiore migliaia di lancioni vetusti ed inquinanti che vanno avanti ed indietro dentro e fuori in mare.

  • Mario

    Forse sono io che sbaglio: forse in questa città nessuno vive di turismo!
    Ma davvero si pensa che questa città, specie in un periodo come questo, possa sopravvivere senza la crocieristica? E tutto l’indotto? E gli stipendi alle persone che di questo vivono chi glieli paga? Se il vostro lavoro, la vostra sopravvivenza dipendesse da questo sareste così ferocemente talebani contro le navi? ma avete idea di quanto persone grazie alla crocieristica si portano a casa stipendi da 900 / 1000 euro al mese?
    Dovremmo solo ringraziare il cielo che questa città possa sentire la crisi meno di altre proprio grazie alla crocieristica ed invece facciamo di tutto per perdere anche questa risorsa. Von Masoch non sarebbe riuscito a pensare a tanto!
    Fuori le navi dalla Laguna per via dell’ambiente? certo una bella colata di tonnellate di cemento in mezzo al mare e centinaia di lancioni che portano la gente a Venezia quelli si farebbero un gran bene all’ambiente!
    Ragioniamo con le nostre teste senza farci influenzare da campagne giornalistiche mono orientate e da qualche snob con la puzza sotto il naso!!!

  • Mi associo al Sig. Alessio che pur riconoscendone il problema, cerca soprattutto dai politici soluzioni compatibili con l’esigenza di salvaguardare l’immenso giro d’affari che gira attorno alle navi da crociera che oltre a dare guadagno a tutti gli imprenditori impegnati, danno lavoro anche a migliaia di famiglie.

    In questi momenti non si può dire NO tout-court. Perchè dovremmo tornare all’età della pietra.

    Se dovessi parlare dei problemi di Venezia e la sua Provincia dovrebbero pure spiegarmi come mai per anni Porto Marghera che ha fatto danni MOLTO SUPERIORI (e un po’ continua ancora) a quelli causati dal passaggio delle Grandi Navi (la soluzione ci sarebbe facendo fare un giro alternativo) e nessuno dei ben pensati si sognava di riempire pagine di protesta !?!

    Senza contare dello spopolamento dei nativi Veneziani …

    Senza contare l’effetto ondoso che risulta essere molto superiore delle Grandi Navi causato dai vaporetti e motoscafi che viaggiano in laguna.

    Certo quello che è successo al Giglio fà da pensare, allora troviamo (e presto) soluzioni che possano dare Sicurezza per la città e Lavoro che in questi tempi manca in maniera così drammatica, allora si sarebbe il vero disastro.

    Per non dire della Torre Piere Cardin, che ne pensate ?, va bene così? quale futuro se diciamo sempre no a tutto?

  • Filippo

    Che il termine “attraccannare” letto in questo articolo mi faccia sorridere sarete d’accordo ma che attraccannino a San Marco mi fa piangere! Quando si scrive bisogna sapere quello che si sta facendo, le navi attraccano in marittima ben lontane da San Marco e in riva dei 7 martiri non ormeggiano più. Fate pure morire l’economia del turismo ma che il motivo sia che le navi sono brutte ed antiestetiche oppure che provochino l’acqua alta, beh decidete voi se ridere o se piangere.
    Io sono favorevole perché da bambino mia mamma mi vestiva bene ed andavamo a salutare i passeggeri che navigavano lontano… Ma son solo ricordi da bambini

  • Luca ignoto

    Pare che la nostra povera Italia abbia come unica risorsa futura lo sviluppo turistico legato a una migliore fruizione degli enormi beni artistici a disposizione . In questo panorama stupisce la polemica sulle grandi navi a Venezia alimentata certo da una mancata seria programmazione dello sviluppo portuale in passato ma oggi certo molto di più dalla cattiva informazione che i media fanno sull’argomento. Da italiano dico che la strada mi sembra corretta e da veneziano dico che vorrei vedere la mia città di domani come un modello di sviluppo turistico moderno, compatibile con la sua unicità. Ma possiamo immaginare, nel XXI sec., la città voltare le spalle al mare costringendola a rinunciare al suo secolare porto?

  • Beh, alla Biennale 2009 (quella dei due Beatrice) avevo notato questo palazzo galleggiante che transitava davanti ai Giardini. M’era sembrata una visione ‘titanica’ che mi impressionò e lo inserii nelle prime immagini del video dedicato al Padiglione Italia che tra l’altro quel giorno venne investito da un acquazzone che allagò prima di tutto piazza san Marco. Ecco il video:
    https://www.youtube.com/watch?v=Zn5GZZk0bZ8

  • filippo

    Ho assistito alla manifestazione contro le grandi navi, ho visto gente del piemonte, da verona, da roma e dalla toscana venuti solo a fare “festa” interessati a fare confusione e baldoria, sembravano usciti da una festa rasta mista punk che seguivano un camioncino con sopra uno che gridava che voleva salvare venezia e intanto cercavano di caricare la polizia con scudi fatti di plexiglass unito a stifferite con un aspetto amichevole perche’ avevano attaccato dei salvagenti da bambino.
    gli stessi indossavano caschi e giubbotti salvagenti arancioni prevedendo gia’ le eventuali manganellate della polizia.
    dimenticavo quello nel furgone sembra essere il nipote del personaggio che ha permesso la realizzazione di quel ponte di MERDA DI CALATRAVA che ROVINA L’ESTETICA della città in quanto troppo moderno e pericoloso per le vecchiette che continuamente cadono, ora mi domando:
    VI INTERESSANO LE PROBLEMATICHE DI VENEZIA CON IL TRAFFICO MARITTIMO O SEMPLICEMENTE LE MIGLIAIA DI METRIQUADRI DELL’AREA PORTUALE PER UNA BELLA SPECULAZIONE EDILIZIA?? GIU’ LA MASCHERA!!!

  • Sono le solite demenzialità all’italiana, come la scelta di costruire in passato il polo petrolchimico della Montedison a Marghera a ridosso della laguna veneta e di Venezia