Beatrice Merz: “non sono una passacarte…”. Il Fatto Quotidiano attacca Giovanni Minoli, “anche” sul Castello di Rivoli, e a rispondere è la direttrice: il museo va alla grande

“Desidero precisare che il ruolo del direttore non è certo quello di un segretario o passacarte quanto piuttosto, come da codice ICOM, ‘il garante dell’attività del museo nei confronti dell’amministrazione responsabile, della comunità scientifica e dei cittadini’”. Esordisce più o meno così, la lettera aperta – apparsa sul profilo Facebook del Castello di Rivoli – […]

Beatrice Merz

Desidero precisare che il ruolo del direttore non è certo quello di un segretario o passacarte quanto piuttosto, come da codice ICOM, ‘il garante dell’attività del museo nei confronti dell’amministrazione responsabile, della comunità scientifica e dei cittadini’”. Esordisce più o meno così, la lettera aperta – apparsa sul profilo Facebook del Castello di Rivoli – con la quale la direttrice Beatrice Merz risponde ad un articolo de Il Fatto Quotidiano che – a firma di Carlo Tecce – metteva nel mirino l’ormai ex presidente Giovanni Minoli e la sua gestione del museo, con toni non propriamente entusiastici.
Una serie preoccupante di inesattezze frutto, senza dubbio alcuno, di cattiva informazione”, rileva la Merz, la quale – impegnata a dimostrare che le sorti del museo dipendono, e tanto, anche da lei – dimentica che quella fra Minoli ed il quotidiano è una querelle lunga e articolata, nella quale le vicende rivolesi non sono che un episodio e non certo il principale, e nel complesso della quale l’oggetto degli attacchi perde relativamente importanza.
Ma lei fa il suo compito: e snocciola una serie lunghissima di dati che proverebbero la virtù assoluta del suo – da nessuno criticato – operato: costi di bilancio contratti del 20%, un’attività espositiva forte di 21 mostre temporanee, 3 riallestimenti completi della collezione permanente, 47 le opere acquisite. Tutte cose probabilmente esatte: ma che altrettanto probabilmente non interessano i protagonisti della disputa, che ha ben altri “campi di battaglia”, contratti Rai, consulenze, produzioni televisive…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.