Azerbaijan contemporaneo, idee italiane. Si inaugura a Baku l’Heydar Aliyev Cultural Centre, di Zaha Hadid: e la mostra di Warhol la cura Gianni Mercurio

Ve ne parlavamo su Artribune nell’ottobre 2011, quando vi facemmo vedere le immagini del cantiere allestito da Zaha Hadid per la costruzione dell’Heydar Aliyev Cultural Centre in Azerbaijan, nella capitale Baku. Oltre 110mila metri quadrati, con un museo, archivi, biblioteca, centro conferenze: il fulcro di una vocazione al contemporaneo che da qualche tempo caratterizza lo […]

Ve ne parlavamo su Artribune nell’ottobre 2011, quando vi facemmo vedere le immagini del cantiere allestito da Zaha Hadid per la costruzione dell’Heydar Aliyev Cultural Centre in Azerbaijan, nella capitale Baku. Oltre 110mila metri quadrati, con un museo, archivi, biblioteca, centro conferenze: il fulcro di una vocazione al contemporaneo che da qualche tempo caratterizza lo stato caucasico ex sovietico, vista anche a Venezia in occasione della recente vernice della Biennale, con la forte presenza azera, specie con l’attività della Yarat Foundation.
Ora il centro è pronto per l’inaugurazione – come vedete nella fotogallery -, che avverrà con una forte impronta italiana: sarà infatti Gianni Mercurio il curatore della mostra che inaugurerà – il 21 giugno, fino al 5 settembre – il museo, titolo Andy Warhol, Life, Death and Beauty. Un’ottantina di opere dagli anni cinquanta, comprese fotografie e video, per un’esposizione realizzata in collaborazione con il Warhol Museum.
Ho ripreso nella struttura uno spunto dalla mostra del Chiostro del Bramante di qualche anno faspiega Mercurio ad Artribune -, cercando di evidenziare quanto Warhol fosse stato un ‘profeta degli stati d’animo’, cioè anticipatore di tendenze e comportamenti della società, per esempio la sua progressiva estetizzazione, che aveva intuito già negli anni sessanta e di cui oggi vediamo la deriva”.

www.warholfoundation.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.