Dopo il “suo” Palazzo Forti, ora scompare lui. È morto Giorgio Cortenova, per oltre vent’anni direttore della Galleria d’Arte Moderna di Verona

L’azzeramento, nei mesi scorsi, del “suo” Palazzo Forti, con gli spazi destinati al Museo della Lirica e le collezioni congelate, in attesa di un ricollocamento ancora alquanto fumoso al Palazzo della Gran Guardia, certamente non deve averlo aiutato, nella sua battaglia. Perché lui, Giorgio Cortenova, della Galleria d’Arte Moderna di Verona era stato la vera […]

Giorgio Cortenova

L’azzeramento, nei mesi scorsi, del “suo” Palazzo Forti, con gli spazi destinati al Museo della Lirica e le collezioni congelate, in attesa di un ricollocamento ancora alquanto fumoso al Palazzo della Gran Guardia, certamente non deve averlo aiutato, nella sua battaglia. Perché lui, Giorgio Cortenova, della Galleria d’Arte Moderna di Verona era stato la vera anima, direttore dal 1985 al 2008, periodo nel quale lo inserì fra i primissimi attori nelle dinamiche contemporanee del Paese, con mostre intelligenti, anticipatrici, tagliate su standard internazionali. Fino a fare di Verona un centro di quelli che contano, “circolo” artistico animato da personaggi come Massimo Di Carlo, Hélène de Franchis, Luigi Meneghelli, Paola Marini.
Questa notte Cortenova la sua battaglia l’ha definitivamente perduta: arrendendosi ad Arco, in provincia di Trento, ad una malattia che lo sfiancava da anni. Nato a Como nel 1944, negli anni settanta si era affermato nei musei italiani ed europei come curatore di mostre, tra le quali si ricordano le antologiche dedicate a Paul Klee, Wassily Kandisky, René Magritte, Pablo Picasso e a movimenti artistici quali il Surrealismo spagnolo e il Dadaismo.
Docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è stato a lungo collaboratore per la terza pagina de “Il Giorno” di Milano e de “Il Resto del Carlino” di Bologna, per la cui edizione pomeridiana è stato per più di dieci anni curatore responsabile delle pagine culturali.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • un critico italiano

    Mi spiace molto…

  • Mary Spinn

    Mi dispiace, mi dispiace molto che sia mancato questo grande UOMO!
    Grazie a lui ho potuto ammirare grandissime ed interessantissime MOSTRE.
    Da Verona, e per un grande dispiacere.
    Anche se oramai era caduto nel dimenticatoio, ma non per noi “addetti ai lavori”
    Grande professionista dell’arte, aveva un unico difetto: a mio modo
    di vedere avrebbe dovuto occuparsi solo di arte e mostre, invece si occupava anche di “politica”. E questo non era un bene!
    Comunque lo ricorderò con infinita nostalgia.
    Condoglianze alla sua Famiglia, a speriamo che là “nell’altro mondo”
    sia in buona ed “artistica compagnia”
    GRAZIE GIORGIO.