Centrale elettrica-centro d’arte accoppiata vincente? Ci prova La Térmica, a Malaga, che sfida la crisi spagnola debuttando con l’aura warholiana

Se la scaramanzia ha qualche valore, qui i presupposti sono tutti positivi: dopo il successo che ha fatto della Tate Modern di Londra – sorta sugli spazi di una ex centrale elettrica – il più visitato museo d’arte contemporanea al mondo, un nuovo centro d’arte che si lega, fin dal nome, ad una centrale, potrebbe […]

Se la scaramanzia ha qualche valore, qui i presupposti sono tutti positivi: dopo il successo che ha fatto della Tate Modern di Londra – sorta sugli spazi di una ex centrale elettrica – il più visitato museo d’arte contemporanea al mondo, un nuovo centro d’arte che si lega, fin dal nome, ad una centrale, potrebbe nascere sotto una buona stella. Così è per La Térmica, nuovo spazio polifunzionale inaugurato oggi, 18 gennaio, a Malaga, in Spagna: che appunto deve il nome – ma solo quello – alla centrale termica presente nella zona.

In precedenza era un centro civico: ora dedicato ad accogliere le più diverse forme d’arte, dalla musica dal vivo allo spettacolo, a tutta una gamma di attività in tutti i settori della cultura. Un progetto in controtendenza, nella Spagna dilaniata dalla crisi economica e dai vertiginosi tagli proprio alla cultura: ma che è stato perseguito come uno degli obbiettivi strategici della Diputación de Málaga, nell’ottica di ottimizzare nei 13mila metri quadrati attività ed iniziative prima dislocate su diverse aree. Debutto affidato alle arti visive, con la mostra Lady Warhol, opere del fotografo Christopher Makos, grande amico del creatore della Factory. Noi documentiamo il tutto con la fotogallery, e con un video di presentazione del nuovo centro…

www.latermicamalaga.com


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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.