Florens Updates: (ancora) nel segno della croce. A fianco della grande installazione di Paladino, anche due piccole mostre di arte religiosa. Ma è proprio questo il miglior mix fra tradizione e innovazione? Ecco la fotogallery

Ne avevano già abbastanza i fiorentini di croci e crocifissi? Florens 2012 rincara la dose, imbottendo il programma degli eventi OFF non solo di enogastronomia e National Geographic, ma anche con una doppia mostra di arte religiosa, nel Chiostro Antico della Basilica di Santa Croce e presso i locali dell’Arciconfraternita della Misericordia di Firenze. In […]

Filippo Rossi, In hoc signo - Basilica di Santa Croce, Firenze

Ne avevano già abbastanza i fiorentini di croci e crocifissi? Florens 2012 rincara la dose, imbottendo il programma degli eventi OFF non solo di enogastronomia e National Geographic, ma anche con una doppia mostra di arte religiosa, nel Chiostro Antico della Basilica di Santa Croce e presso i locali dell’Arciconfraternita della Misericordia di Firenze. In entrambe le location, spazio a Filippo Rossi, agli onori della cronaca per essere stato il più giovane tra gli artisti invitati da Benedetto XVI per festeggiare i suoi sessant’anni di sacerdozio nella Cappella Sistina. Sul valore delle opere preferiamo soprassedere (non proprio un esempio brillante di ricerca contemporanea e di freschezza pittorica). Un’idea potrete farvela voi stessi sfogliando la fotogallery, ma al di là della qualità intrinseca, questi lavori confermano ancora una volta la centralità del simbolo della croce per questa edizione di Florens 2012. Non solo come metafora relazionale, ma anche come immagine di identità religiosa. Una “vocazione ecumenica” che si attaglia non poco a molti degli interventi succedutisi in questi giorni a Palazzo Vecchio.

– Simone Rebora

www.fondazioneflorens.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
  • Sandro

    Gentile Simone, eri presente a Florens?
    A quali incontri hai partecipato?

  • paola

    Avete tanto da criticare ma i lavori di Artissima per quale motivo vi sembrano cosi’ eccezionali rispetto a questi solo per spirito di contraddizione no sarebbe troppo ritengo piu’ per casta e pensiero dominante di chi presume di sapere di arte ma l-avete studiata negli anni ll’arte

    • Fabiola

      Si, l’abbiamo studiata. Come anche la grammatica italiana e la punteggiatura.

  • …quanto fastidio dà ancora, dopo quasi duemila anni, lo “scandalo della croce”…

  • pietro c.

    lo scandalo della croce? ma per cortesia qui si parla di brutta pittura, di pessima arte. basta con questa retorica secolarizzata. vogliamo fare una mostra sulla croce (che equivale a fare una mostra sull’attaccapanni) e le sue varie interpretazioni? ben venga! ma che ci sia un progetto curatoriale e soprattutto un confronto critico in atto.

    • …non ti scaldar troppo che se no ti si fondono i fusibili… a parte che anche il tuo post non fa che confermare la mia considerazione, ma il discorso sarebbe molto lungo e tu, dopo quattro righe, sei gia stanco e smetti di leggere, in realtà io mi riferivo ad un certo fastidio che (ovviamente a parer mio) traspare da alcuni titoli ed articoli di Artribune su Florens… “scandalo della croce” è una nota espressione che fa riferimento alla croce come simbolo della religione cristiana e che io ho qui usato in senso ironico (accostata a “fastidio”) ma forse per te è un po’ troppo complicato … comunque se poi mi spieghi che cosa significa “retorica secolarizzata” e che intendi per “confronto critico in atto” te ne sarò grato.

  • Lorenzo Marras

    Scusa Luciano, piu’ che la croce (che rappresenta un esito , un destino, simbolicamente indagato in tutte le implicazioni) penso che si dovrebbe (escludo apposta il si deve) discorrere dello scandalo del “VERBO” .
    Lo dico perche’ concentrarsi sulla “croce” rischia di trasformare la stessa in un inoffensivo simbolo (o se preferisci feticcio) a cui un pochino tutti possono spprocciare per allungare il brodo e si esclude quella parte, consiste nella rivelazione , che oggi piu’ che mai è attualissima.
    Il ri-velato è che fa scandalo . Oh ancora oggi.

    Ti faccio presente ma forse lo sai che nel ri-velarsi , un qualcosa si s-vela e si nasconde allo stesso tempo. Dunque , un NON dato per sempre.

    • Caro Lorenzo, fai un discorso che capisco ed apprezzo, ancor più perché proviene da un non credente ed è quindi, se possibile, più profondo e più sentito.
      Ho già chiarito però che ho usato la locuzione “scandalo della croce” (che in origine, come tu sai, vuol sottolineare il sublime paradosso di un Dio che, fatto uomo, sceglie ed accetta per la conclusione della sua vita la fine, al tempo ed in quel luogo, più abietta e disonorevole quasi a contrappunto alla gloria della successiva Resurrezione) in un senso “ironico” (Dio mi perdoni), in accostamento al “fastidio” che mi era parso di cogliere in alcuni titoli ed articoli dedicati a Florens. Grazie per le tue profonde considerazioni.