Presenti! Da Stefano Arienti a Massimo Di Carlo, tante le conferme per la Chiamata per l’arte dell’AMACI il 29 settembre al Maxxi

Cinque mesi, senza essere degnati nemmeno di una risposta. Questa la sorte toccata ai 27 musei d’arte contemporanea pubblici riuniti nell’AMACI, che lo scorso 17 aprile chiesero udienza al premier Monti e ai suoi ministri, in primis Lorenzo Ornaghi, per discutere le problematiche di un sistema in grave sofferenza. C’è anche questo, fra le motivazioni […]

Stefano Arienti, presente al Maxxi

Cinque mesi, senza essere degnati nemmeno di una risposta. Questa la sorte toccata ai 27 musei d’arte contemporanea pubblici riuniti nell’AMACI, che lo scorso 17 aprile chiesero udienza al premier Monti e ai suoi ministri, in primis Lorenzo Ornaghi, per discutere le problematiche di un sistema in grave sofferenza. C’è anche questo, fra le motivazioni che hanno spinto l’associazione a organizzare al Maxxi gli stati generali sotto il titolo di Chiamata per l’arte, di cui abbiamo già parlato e di cui parleremo molto nei giorni prossimi. Un momento di autoanalisi, utile a raccogliere idee, materiali, contributi da sottoporre al ministro quando il medesimo cesserà di fuggire il confronto: e l’occasione potrebbe essere data dalla Giornata del Contemporaneo, in programma il 6 ottobre (o più probabilmente della conferenza stampa nazionale di presentazione dell’evento, prevista per il 2 ottobre a Roma).
Intanto si allunga l’elenco di chi ha già confermato la propria presenza al Maxxi, per la giornata di confronto dal 29 settembre: a partire dai rappresentanti dei musei associati AMACI, con la presidente Beatrice Merz affiancata da Ludovico Pratesi, Giacinto Di Pietrantonio, Anna Mattirolo, Angela Rorro, Giuseppe Appella, Frida Carazzato, Bartolomeo Pietromarchi, Antonella Renzitti, Angela Tecce. Tanti i partecipanti “esterni” già confermati, dagli artisti Stefano Arienti e Alfredo Pirri ai critici Laura Cherubini e Cristiana Perrella, il Presidente dell’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Massimo Di Carlo, la Presidente di Confcultura Patrizia Asproni, per citare solo qualcuno. Mentre invieranno un contributo, non potendo intervenire di persona, Fabio Cavallucci, Massimo Minini, Chiara Parisi, Michelangelo Pistoletto.

www.amaci.org
www.fondazionemaxxi.it

  • Rendo pubblica la richiesta che verrà presentata all’assemblea Amaci per organizzare sia da subito una progetto concreto in risposta all’attuale situazione:

    Progetto “Kremlino”

    BISOGNI/NEEDS

    a cura di Luca Rossi

    Nella primavera 2011 con la supervisione di Fabio Cavallucci, è nata l’idea di proporre un evento che potesse abbinarsi alla Biennale di Venezia 2013. Nella primavera 2012 è nato il blog Kremlino (http://kremlino.blogspot.it/) dove viene presentato il progetto-contenitore e i primi progetti-contenuto.

    L’idea è quella di organizzare una mostra che possa attraversare i luoghi e il periodo di tempo della Biennale, senza però avere connotati spaziali e temporali definiti. Le opere e i progetti faranno parte della mostra nel momento in cui saranno indicati e documentati sul blog Kremlino. Nella realtà i progetti e le opere verranno contrassegnati e indicati dal colore arancione e da un simbolo convenuto (che sarà una K). Una mostra senza pareti e senza vincoli temporali, per la quale verranno invitati artisti consolidati e dove chiunque potrà proporre un progetto; tale progetto diventerà operativo e parteciperà a Kremlino solo previo confronto e decisione del curatore Luca Rossi. I luoghi potranno essere quelli della Biennale (giardini, padiglioni, luoghi di servizio) ma anche le piazze, i bar e gli appartamenti di Venezia. I progetti potranno inoltre avvenire in qualsiasi parte del mondo, essendo poi possibile comunicarli e documentarli sul blog Kremlino. Per tanto il progetto Kremlino sarà una vera e propria linea che attraverserà la Biennale di Venezia e la città di Venezia, ma che potrà poi toccare ogni possibile altro luogo al mondo. Una mostra realmente globale che potrà iniziare subito (è già in atto con alcuni progetti) e terminare anche dopo la chiusura della prossima Biennale di Arti Visive di Venezia.

    Il tema proposto da Kremlino, come descritto sul blog, sarà quello della necessità di rinegoziare i propri bisogni. In un’epoca in cui molti modelli di crescita sembrano in crisi, una soluzione potrebbe essere non tanto quella di aggiustare modelli inefficaci, ma quella di rinegoziare i propri bisogni in modo tale da non avere bisogno di certi modelli.

    Con questa presentazione vorrei chiedere il patrocinio dell’Associazione Amaci. Questo perchè credo che il progetto possa contribuire fortemente ad una nuova idea di museo, maggiormente fluido, adattabile e sostenibile rispetto le attuali condizioni economiche e politiche mondiali. La novità del progetto sarebbe anche, per Amaci, un modo per richiamare l’attenzione di possibili investitori italiani e stranieri; un comparto museale italiano che proprio alla luce delle sue difficoltà contingenti, può trovare nuovi stimoli di innovazione, originalità e qualità.

    Inoltre l’eventuale patrocinio di Amaci favorirà la ricerca di sponsor e partner per il progetto Kremlino e quindi la possibilità di organizzare e comunicare il progetto al meglio.

    Rimango in attesa di un Vostro riscontro,

    Cordialmente
    Luca Rossi

  • SAVINO MARSEGLIA

    L’Amaci, è davvero tanto interessato per condividere il tuo progetto “Kremlino”, come tu sostieni?

  • Zorba

    “rinegoziare i propri bisogni. In un’epoca in cui molti modelli di crescita sembrano in crisi, (…)rinegoziare i propri bisogni in modo tale da non avere bisogno di certi modelli. ”
    neanche i trobadori avevano una prosa così. Fossi l’AMACI ci cascherei in pieno e lo ricoprerei di soldi proprio perché amor amato amar perdona.

  • Gerardo Vinci

    Fa bene lo stato a non darvi fondi che sarebbero comunque sprecati per le solite cavolate di mostre, sempre con gli stessi artisti oppure artisti internazionali senza badare a quelli italiani. un gruppo, una lobbie di curatorini in cerca di prestiggio che si fregiano di nomi blasonati al solo fine di un loro personale tornaconto o di un vano riconoscimento pubblico. Io taglierei ancora di più fino a quando il mondo dell’arte italiana non cambia strada proponendo arte e non le solite cagate ( mi scuso per il termine ma è il più appropriato) di stile post duchampiano che fanno ridere davvero tutti.

  • Lorenzo Marras

    Luca non ti offendere se ti dico che la parola BISOGNI anche se le dai un colorito estero non funziona in un ambito pubblico ma con quel suo vago suggerire un stimolo, fa pensare piu’ alle turche,ovverossia ad una dimensione intima ecco.
    Mio dio non vorrei sembrare il solito bacchettone ma mi sembra poi una cosa buttata cosi’ , tanto per fare presenza , tra l’altro anche posticcia come il dito di Cattelan.

  • Al di là di tutto mi sembra interessante tentare un’idea più sostenibile di “museo” che non necessita di grandi fondi, anzi che può, paradossalmente, vivere a zero budget. Se ci si vuole arricchire meglio tentare la lotteria o il gratta e vinci.

    • flavio

      spero davvero che sabato ci siano proposte realmente interessanti e non roba come questa Kremlino, che già che ha l’K al posto della C è da bocciare, poi il curatore è un anonimo. con queste cose non si va da nessuna parte, servono solo all’anonimo per fare vedere che anonimamente esiste.

  • Ludovico

    Io credo che questo Luca Rossi sia davvero l’emblema della crisi culturale e arristica che sta attraversando l’Italia. Non è lui che è anonimo e anomalo ma le sue capacità. Guardando questo pseudo progettino da 4 soldi denominato Kremlino traspare davvero tutta la sua mancanza di senso.
    Senza offesa per questo tale Luca Rossi vorrei dirgli che ha ormai rotto le scatole, che provi ad occuparsi di altro.

  • Gigiotto

    Salve a tutti. io voglio solo dire di andar via dall’Italia come ho fatto io. Qui dove sono adesso finalmente ho un successo che nessuno può togliermi e guardando l’Italia posso solo restare basito e contrariato. Voi dell’Amaci state perdendo il vostro tempo, come avete sempre fatto anche con la giornata del contemporaneo. All’estero c’è la vera realtà non nell’italietta ed io grazie a paesi esteri più evoluti che ho raggiunto la mia fama e il mio successo.

    • Antonio

      Internet è piena di “cervelli in fuga” che hanno talmente tanto successo professionale ed economico da avere molto tempo libero da dedicare a denigrare l’Italia sui forum: sorge il dubbio che non siano poi così tanto “cervelli” e così tanto in “fuga”…

    • Arianna

      Che tristezza questo commento, Gigiotto! Spero non sia davvero tu a scrivere ma un fake, ti facevo più intelligente di così… Mi tocca ricredermi!
      Ma come si fa a scrivere “All’estero c’è la vera realtà non nell’italietta ed io grazie a paesi esteri più evoluti che ho raggiunto la mia fama e il mio successo”: fama? successo? Manco fossi Hans Ulrich Obrist o Harald Szeemann (professionisti che pur avendo fama e successo nel loro campo non parlerebbero/avrebbero mai parlato di sè in questi termini…)
      E poi, come si misura questa fama e questo successo? Dal fatto di avere una galleria/spazio no profit a Kreuzberg? Suggerisco un bagnetto di umiltà.
      Se l’Italietta va male, è anche grazie a personaggi snob come te, che preferiscono denigrare piuttosto che essere costruttivi, che sono troppo egoriferiti per fare sistema, perchè dall’alto del loro pulpito credono che nessuno sia alla loro altezza.
      Caro Gigiotto (o chi per te), goditi la tua fama e il tuo successo nei sobborghi berlinesi, anzi restaci proprio nei sobborghi berlinesi, l’Italia non ha bisogno di gente piccola e intellettualmente misera come te.

  • coda

    L’unico museo (inteso come spazio per gustarsi un lavoro artistico) oggi ammissibile è la propria casa o, al massimo, quella di qualche amico. Dovrebbe essere organizzato un circuito per noleggiare le opere, da tenere in casa x qualche giorno, così uno se le può godere quando vuole, come vuole (avete mai provato a guardare una natura morta bevendo un succo di frutta fatto con i fiori esposti nel quadro?). Uno si farebbe la sua mostra continuamente, opera dopo opera, pescando da un catalogo on line dove tutti possono inserire quello che vogliono (opere, idee…). Il costo non deve essere alto, a tendere si dovrebbe mirare alla gratuità, salvo pagare eventuali danni fatti all’opera (che potrebbe anche essere una buona copia e quindi non costare troppo). E i curatori, che vogliono essere artisti, propongano la loro view – la loro mostra-opera, che qualcuno potrebbe noleggiare, sempre a basso costo, per la propria casa. Noi potremmo diventare curatori al quadrato, sempre che ciò ci interessi.
    L’importanza di fare la cosa senza dare troppa importanza al denaro, dovrebbe rendere l’approccio all’arte genuino, sincero. La smetteremmo così di continuare a parlare di sistema dell’arte, chiuso o aperto, lobbistico o meno, solo perchè siamo dentro e non vogliamo uscire o siamo fuori e vorremmo entrare; concentrarsi sul sistema è anche una scusa perchè non si sa cosa dire sull’arte. La smetteremo così di parlare e ognuno creerebbe le proprie opere guardando e vivendo quelle degli altri. Torneremmo finalmente a parlare con noi stessi, dimenticando o prendendo a prestito dagli altri quello che vogliamo. Ognuno sarà finalmente libero di dire che Picasso o Duchamp o Bartolomeo Pestalozzi a lui non dice proprio niente, mentre il vicino Romano Dionigi è un personaggio interessante. Democrazia?

  • coda

    scusate rileggendolo mi sono accorto del “succo di frutta fatto con i fiori”. Intendevo succo fatto con i frutti del quadro.

  • Zorba

    che grafomani onanisti che siete