Nella patria del marmo e dell’anarchismo italiano, la parola ad Avelino Sala. Primo appuntamento per Database, a Carrara: ecco la fotogallery della serata e del progetto

Lo avevamo già detto: nel sistema sempre più frantumato del contemporaneo italiano, dove le grandi realtà chiudono e quelle più piccole campano alla giornata, il progetto Database si pone (con tutte le sue limitazioni: spaziali, economiche e anche istituzionali) come uno stimolo al rinnovamento. L’obiettivo finale, condiviso con molti progetti simili in Italia, è quello […]

Lo avevamo già detto: nel sistema sempre più frantumato del contemporaneo italiano, dove le grandi realtà chiudono e quelle più piccole campano alla giornata, il progetto Database si pone (con tutte le sue limitazioni: spaziali, economiche e anche istituzionali) come uno stimolo al rinnovamento. L’obiettivo finale, condiviso con molti progetti simili in Italia, è quello di un sistema museale sempre più innestato di contemporaneità, che da essa tragga nutrimento e anche – perché no – un certo profitto.
Un primo esempio di questo impegno è andato in scena sabato 30 giugno, con la presentazione del progetto Distopia: Right Now, portato dall’artista spagnolo Avelino Sala nelle stanze del Museo del Marmo. Conformandosi ai principi di Database, il percorso curato da Federica Forti si è relazionato alla collezione permanente del museo, non solo scegliendo l’utilizzo del marmo, ma anche impostando un dialogo serrato con la grande tradizione anarchica della cittadina toscana. La spersonalizzazione dei soggetti ribelli e “indignati” nei disegni e nelle sculture, diviene così ideale risposta a quella impostaci dal processo di “globalizzazione” in atto, orwellianamente rappresentato dalle telecamere (in marmo) che controllano le stanze. Di fronte a scenari sempre più distopici, l’utopia anarchica potrebbe fornirci una via d’uscita, ma solo se osservata fuori dalle derive storiche, come anelito di comunione e fratellanza umana.
Per questo motivo, gli interventi dell’artista e del critico José Luis Corazón Ardura sono stati preceduti dalle letture di Matteo Procuranti, che ha interpretato alcuni estratti da Dai paesi dell’anarchia del poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi. Nel giardino sul retro del museo, spazio anche alla breve relazione di Emanuela Minuto, ricercatrice in storia contemporanea all’Università di Pisa, che ha ricostruito la storia del movimento anarchico carrarese nel ’44-’45, quando le contingenze storiche suggerirono una svolta in chiave “praticista” (guidata in primo luogo da ragioni umanitarie).
Il programma d’incontri di Database continua mercoledì 4 luglio con Yuri Ancarani, autore del video in mostra Il Capo, in cui protagonista assoluto è ancora una volta il marmo, nel suo rapporto quasi simbiotico con il cavatore. Sabato 7 luglio sarà invece la volta degli studenti del corso di installazioni multimediali di Massimo Cittadini, che presenteranno i loro progetti ai visitatori del Museo. La mostra di Avelino Sala sarà visibile fino al 29 luglio, su Artribune si può “visitare” l’ampia fotogallery.

– Simone Rebora

www.database-carrara.com

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.