E questa la chiamereste pornografia? Ecco la (castissima) foto che accusa Ai Weiwei. Una nuova scusa delle autorità cinesi per segregare l’artista-attivista

Alzi la mano non tanto chi è d’accordo sulle accuse di pornografia legate alla foto che vedete qui sopra, ma anche soltanto chi se ne sente disturbato. È qualcosa di ridicolo solo parlarne: eppure per le autorità cinesi è qualcosa degno di un procedimento penale. Per lo meno, lo è se sul banco degli imputati […]

One Tiger, Eight Breasts, ecco la porno-foto di Ai Weiwei

Alzi la mano non tanto chi è d’accordo sulle accuse di pornografia legate alla foto che vedete qui sopra, ma anche soltanto chi se ne sente disturbato. È qualcosa di ridicolo solo parlarne: eppure per le autorità cinesi è qualcosa degno di un procedimento penale. Per lo meno, lo è se sul banco degli imputati siede Ai Weiwei.
Già, perché in questi giorni sono scaduti i termini che limitavano la libertà dell’artista-attivista dopo l’accusa di frode fiscale, vicenda anche questa “accessoriata” di episodi che sarebbero comici, se non ci fossero di mezzo i diritti della persona. Basti pensare che dopo la contravvenzione di 15 miliardi di yuan (1,7 milioni di euro), in Cina è partita uno sottoscrizione popolare per sostenere Ai Weiwei, che però è stata anche questa vietata dalla polizia. C’è stato qualcuno che è arrivato ad inviare denaro all’artista in buste nascoste dentro ceste di frutta, e addirittura con banconote trasformate in aerei di carta fatti planare nel giardino della sua casa.
Insomma: scaduti i termini, riguadagnata la libertà? Nemmeno per idea, perché resta in piedi il procedimento legato alla foto, titolo One Tiger, Eight Breasts: capi di imputazione, bigamia e pornografia…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Angelov

    Questa foto non è per niente pornografica: è solo oscena.

    • Brigat

      quoto in pieno :)

  • …Be’ però, dai….chi cerca trova….

  • C’è qualcosa che mi sfugge negli interventi Angelov e Santoro: ma di cosa parlano?
    Quale giudizio critico espongono?
    Come giudicherebbero L’origine du Monde di Courbet o all’estremo opposto la statua amplesso di Koons e Cicciolina?
    E mi fermo qui per evitare una storia dell’arte in Bignami.
    Osceno è il pensare osceno (me lo diceva moltissimi anni fa il mio prof. di estetica)
    Chi cerca trova…?
    Mia cara artribune ma nel tuo sito si argomenta di arte o di che?

  • Angelov

    Scusa se ti ho ricordato il tuo professore di estetica.
    L’Origine del mondo, è un quadro bellissimo; e la statua amplesso di Koons, è un’opera di ottimo artigianato.
    La foto di un qualsiasi uomo, sovrappeso e circondato da quattro ragazze non particolarmente belle, tutti nudi, non avrebbe percorso migliaia di chilometri, se non perché questo signore è una persona speciale.
    Ma essere una persona speciale in un regime comunista, e sbandierarlo pubblicamente, è forse vietato?
    Da quello che è accaduto dopo, sembrerebbe di si.
    Oltretutto la foto fa senz’altro parte di un contesto che non è dato conoscere.
    Il mio commento, lo devo ammettere, era proprio “a pelle”.
    A livello di “battuta”.
    Ma non siamo in Cina, e quindi ho pensato fosse legittima.

  • francesco cangiullo

    Ma basta con questi furbacchioni travestiti (ed in questo caso svestiti) da artisti. E soprattutto basta con questo Ai Weiwei, finto martire da società dello spettacolo. Se ne approfittano perché nessuno ha più uno straccio di pensiero critico.

    • … a proposito di pensiero critico e di “furbacchioni”: l’artista di cui pesantemente porti
      il nome aveva (mi pare abbia ha anche ora) problemi con l’analisi critica.
      Ricordo infatti che nel 1914 prendeva a schiaffi l’immagine in creta di Croce.
      Gesto d’arte futurista degno di Wei Wei, tra le cui prime opere/azioni voglio ricordare
      quella dove rompeva, in tre scatti fotografici, un’anfora cinese.

  • Rita

    Questa foto non è per niente pornografica, è buffa.

  • Angelov

    Potrebbe anche trattarsi di un gruppo di Nudisti, in posa per una foto-ricordo da inviare a degli amici lontani.
    Si, questa potrebbe anche essere una delle molteplici soluzione di questo difficile Rebus.