Andrea Bellini Ministro del Commercio Estero. Di mostre. Anche la prossima di Gilardi, da Rivoli passerà prima ad Eindhoven e poi a Nottingham

Ne avevamo parlato in occasione della mostra di Luigi Ontani, all’epoca del suo imminente trasferimento al Consortium di Digione (dove è allestita fino al 25 marzo), annunciandone anche la successiva tappa – con tutte le normali e debite “varianti” – alla Kunsthalle di Berna. Il soggetto dell’articolo era la rinnovata capacità del Castello di Rivoli […]

Il Castello di Rivoli

Ne avevamo parlato in occasione della mostra di Luigi Ontani, all’epoca del suo imminente trasferimento al Consortium di Digione (dove è allestita fino al 25 marzo), annunciandone anche la successiva tappa – con tutte le normali e debite “varianti” – alla Kunsthalle di Berna. Il soggetto dell’articolo era la rinnovata capacità del Castello di Rivoli di “esportare” mostre nate in seno all’istituzione piemontese. Effetto della crisi economica, che fortunatamente impedisce l’acquisto di mostre chiavi-in-mano e che ha l’indubbio merito di rispolverare l’autorevolezza del museo, nonché di promuovere l’arte (in specie italiana) all’estero.
Ora il discorso torna alla ribalta, visto che la mostra di Piero Gilardi, curata da Andrea Bellini e intitolata Effetti collaborativi 1963-1985, che costituirà la prossima tappa delle Scatole viventi (30 marzo – 29 aprile), passerà prima al Vanabbemuseum di Eindhoven (da settembre), come già annunciato, e poi al Nottingham Contemporary (da gennaio 2013) diretto da Alex Farquharson. “È anche un modo per raccontare un’altra storia dell’arte. I musei non devono appiattirsi nel racconto di una sola storia dell’arte, che è un fatto corale – dichiara ad Artribune Andrea Bellini -. Bisogna avere coraggio storiografico e curiosità”.
Confermata inoltre l’attesa personale di Thomas Schütte, che a luglio sarà al NMNM di Monaco (una coproduzione con Dieter Schwarz) e da settembre alla Serpentine, dove saranno allestite le due grandi sculture (4 metri in bronzo) United Enemies, prodotte da Schütte per il Castello di Rivoli.

– Marco Enrico Giacomelli

www.castellodirivoli.org

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.