A spasso nel tempo. Con William Kentridge

Dallo studio d’artista al palcoscenico, dal teatro al museo. Le opere di William Kentridge sono arrivate al Maxxi. Modellini teatrali, disegni, video e una grande installazione per illustrare il “Vertical Thinking” dell’artista sudafricano. Un sovrapporsi di immagini e pensieri, a Roma fino al 3 marzo.

William Kentridge (Philip Miller, Catherine Meyburgh, Peter Galison) - The Refusal of Time - 2012 - still da video, proiezione a cinque canali, megafoni, macchina che respira - courtesy Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli

Pensate a qualcosa a metà fra una serata futurista e un esperimento cinematografico dada. Aggiungete un film comico muto degli Anni Venti e sovrapponeteci scrittura automatica surrealista quanto basta. Un marchingegno ligneo in stile leonardesco ad animare la sinestesia di suoni, figure e parole, e avrete una vaga idea dell’ultima installazione generata da William Kentridge (Johannesburg, 1955).
Già presentata alla scorsa edizione di Documenta a Kassel, The Refusal of Time è stata riadattata agli spazi del Maxxi di Roma in occasione della nuova personale dedicata all’artista. La mostra ruota intorno allo sforzo di imbrigliare l’immaterialità dello scorrere del tempo. Che il risultato sia una melodia, un segno grafico o un film, poco importa. Kentridge dà ancora una volta prova della sua maestria nel passare da un medium a un altro, mescolando spesso fra loro varie forme espressive.

William Kentridge – Preparing the Flaute – 2004-05 – teatro in miniature con disegni e proiezioni – collezione MAXXI

Le opere che accompagnano The Refusal of Time – alcune parte della collezione permanente del museo romano – sono uno strumento efficace per comprendere meglio questa osmosi. I lavori su carta, per lo più disegni preparatori per le opere teatrali, hanno la gestualità compulsiva memore di un espressionismo figurativo quanto astratto. I corpi umani sono pronti ad agire, irradiati da un’energia incontenibile.
Ciò nonostante, i protagonisti delle pièce teatrali come dei video non sono mai eroi. Ulisse, Zeno, Ubu sono uomini moderni, fragili perché impossibilitati a cambiare il corso degli eventi, che soccombono sotto il peso del proprio tragico destino. Specie in teatro, la tematica politica trova sfogo. La dolorosa storia del Sudafrica legata alla discriminazione razziale riaffiora in drammi storici rivisitati e corretti.

William Kentridge – photo Marc Shoul

Refuse the Hour, opera presentata in anteprima al Teatro Argentina in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, nell’ambito del Romaeuropa Festival 2012, affronta il concetto di entropia attraverso una più universale riflessione sulla caducità della vita. Al Maxxi ne resta la testimonianza negli oggetti scenici e nel modellino di teatro esposti a completare la suggestiva collezione di scenografie.
Un senso di movimento sottende tutti i lavori, fondendoli in un unicum perfettamente omogeneo. Non resta che farsi avvolgere dal flusso di coscienza e seguire l’andamento dei pensieri di Kentridge in una dimensione temporale sospesa perché libera da ogni convenzione, eppure incapace di cancellare il segno tangibile e davvero autentico di questo passaggio.

Stella Kasian

Roma // fino al 3 marzo 2013
William Kentridge – Vertical Thinking
a cura di Giulia Ferracci
MAXXI
Via Guido Reni 4a
06 3225178
[email protected]
www.fondazionemaxxi.it

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Stella Kasian
Stella Kasian, nata a Roma nel 1981, si laurea in Studi storico-artistici alla Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti, scegliendo di specializzarsi in Storia dell’Arte Contemporanea. La passione per l’arte e il desiderio di comunicarla spingono, sin da subito, la giovane Stella a muovere i primi passi nell’ambito del giornalismo on line. Trasferitasi a Londra, ancora oggi sua dimora elettiva, approfondisce le proprie conoscenze con esperienze variegate che arricchiscono la cultura accademica di nuove contaminazioni internazionali: dal corso curatoriale presso la University of The Arts alle collaborazioni con il Barbican Centre e con il Camden Arts Centre, nella quali si avventura nell’attività promozionale, organizzativa e curatoriale di eventi. Intanto Stella prosegue con sempre più impegno la sua attività di redattrice free lance, collaborando proficuamente con varie testate italiane su web e su carta.
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