Man on the Moon

Sfilata-evento per Pierre Cardin all’Accademia di Francia a Roma. Al tramonto, Villa Medici dà il meglio di sé e la passerella diventa uno spazio lunare, avveniristico e romantico. Un défilée? Più che altro uno spettacolo.

La sfilata di Pierre Cardin - a latere

C’è il fashionbiz e c’è la moda. Il primo ha a che fare con le quotazioni in Borsa, le fusioni societarie, le holding acchiappatutto. La seconda c’entra con l’arte, con le qualità innate dello stile. Ovvio che non si vuol demonizzare il primo – che è quello che manda avanti la barchetta a volte stanca del Made in Italy, ad esempio – ma è anche bello, ogni tanto, ritrovarsi di fronte la moda, quella vera.
È accaduto nel giardino di Villa Medici, affacciato sul cuore di Roma. Qualcuno l’ha definita un kolossal, questa sfilata di Pierre Cardin: una summa, dagli abiti “spaziali” argentati o fluo ai tocchi bon ton, dagli impermeabili gialli e verde smeraldo agli abiti da gran sera, con lo strascico che diventa mantella, a quelli da sposa.
Lo stilista novantenne, veneto di origine ma naturalizzato francese, ha giocato – senza risparmiarsi – con il suo repertorio di forme: abiti a bolle, tute e stivaletti, vestiti scultura, giacche da uomo con il taglio a “tight” e guizzi di quel futuro “futuribile” che sta tutto nell’immaginario degli anni ‘50 e ‘60.
È stata una sfilata colorata, nostalgica, divertente, ricca. Con Cardin seduto nel front row, grande vecchio della moda, che vorrebbe vendere il suo gruppo (ma non cede sul prezzo) e intanto annuncia il suo nuovo progetto: un albergo di lusso, da aprire nell’amata Venezia.

Maria Cristina Bastante

www.pierrecardin.com