Wunsch Ordnung/Desiderio Ordine

Palermo - 29/07/2011 : 11/09/2011

Due Isole. Una circondata dal mare. L’altra dagli stati membri dell’Unione Europea. L’una sembra possedere ciò che all’altra è negato. Osservandola dalla Sicilia la Svizzera appare come un luogo di ordine e pulizia, popolata da freddi individui calcolatori senza quella sprezzatura e quello chic che in Italia rappresentano la norma. Il progetto „Wunsch-Ordnung“ si propone di tematizzare questo intreccio e di concretizzarlo nello scambio tra artisti siciliani e svizzeri.

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Comunicato stampa

Due Isole. Una circondata dal mare. L’altra dagli stati membri dell’Unione Europea. L’una sembra possedere ciò che all’altra è negato. Osservandola dalla Sicilia la Svizzera appare come un luogo di ordine e pulizia, popolata da freddi individui calcolatori senza quella sprezzatura e quello chic che in Italia rappresentano la norma.



Dalla prospettiva svizzera la Sicilia rappresenta, secondo un’immagine idealizzata, la terra descritta da Goethe, dove “i limoni fioriscono all’infinito”, dove sotto un infinito cielo azzurro dominano quella tranquillità e leggerezza che ispirarono un'altra immagine goethiana: “ Qui io sono uomo, qui io posso esserlo” (Faust I)

Con questa Sicilia ideale contrasta l’immagine della “vera Sicilia” trasmessa dai mass-media dominata dalle parole “mafia” ed “emergenza rifiuti”.

Come gli antipodi le due regioni si fronteggiano. Ma come è noto in quanto opposti essi si attraggono.



Storicamente è dal settecento, da quando con Salis-Marschlins uno svizzero non solo ha calpestato il suolo siciliano, ma ha anche pubblicato il resoconto delle sue esperienze (Beiträge zur natürlichen und ökonomischen Kenntniss des Königreichs beeder Sicilien; Zürich, 1790; sowie: Reisen in verschiedene Provinzen des Königreichs Neapel; Zürich und Leipzig 1793).

Lo scambio artistico tra i due paesi risulta però ancora più antico: la famiglia di scultori di origine ticinese dei Gagini ha prodotto in Sicilia un numero vastissimo di Madonne tardo-gotiche che per decenni furono il punto di riferimento artistico dell’isola.



Le orme tracciate da scultori e stuccatori sono state seguite più tardi da famiglie di pasticcieri.

Dal tardo novecento fino al secolo successivo la pasticceria svizzera Caflisch rappresentò uno dei saloni più eleganti della Palermo di quegli anni.


La Svizzera dal canto suo ha tratto profitto dalla forza lavoro dei siciliani nel ottocento e nel novecento. Il bisogno spinse molte persone verso nord nella speranza di trovare un lavoro.

I lavoratori siciliani hanno svolto un ruolo importante nella vita economica svizzera. In un numero della rivista svizzera “DU” del 1961, il fotografo siciliano Enzo Sellerio ha colto i motivi di tale esodo in una ricca documentazione neorealistica. Non in Italia, bensì in Svizzera si apprese quindi per la prima volta la grande miseria del sud Italia.


Le due zone sono collegate da una sorta di intreccio del destino. Questo rapporto singolare si instaura più sulla complementarietà che sull’identità. L’opposta percezione ruota attorno ai temi di desiderio e ordine e alla ricerca di una “terra promessa” dove trovare l’”ordine-desiderio”. Dal punto di vista della Svizzera è verso sud e quindi in Sicilia da ricercare tale terra promessa, mentre dal punto di vista opposto è in Svizzera, in quella terra dove in un senso quasi biblico “scorrono il latte e il miele”.



Il progetto „Wunsch-Ordnung“ si propone di tematizzare questo intreccio e di concretizzarlo nello scambio tra artisti siciliani e svizzeri.

È necessario costruire un ponte da un’isola all’altra riunendo le diverse posizioni artistiche sotto un unico tetto e creando nuovi punti di contatto. Allo stesso tempo porre i due spazi culturali separati geograficamente in un dialogo serrato. Tale incontro è reso possibile inoltre anche dal soggiorno degli artisti svizzeri a Palermo e degli artisti siciliani in Svizzera. Lo scopo è quello di permettere ai partecipanti di acuire lo sguardo sul proprio luogo grazie allo sfondo del luogo straniero e allo stesso tempo di riflettere sul problema dei modelli (incerti) e contromodelli, focalizzando quei collegamenti che sfuggono ad un primo e superficiale sguardo attraverso l’osservazione di quegli approcci e processi simili, ma differenti visibilmente nel risultato poiché tradotti in contesti differenti da quelli di origine.



Axel Gampp