Turi Rapisarda – Nigredo

Torino - 13/09/2011 : 27/09/2011

In mostra lavori inediti dal 1990 ad oggi (la serie delle “Piante” “Candele+Mani in alto” “Leda e il cigno”) ed alcuni progetti già elaborati negli anni in collaborazione con altri artisti come il progetto “I sovversivi” con Davide Bramante che raccoglie una carrellata di personaggi tra cui Moana Pozzi, Keith Haring, Renato Curcio, Joseph Beuys, Jannis Kounellis e il progetto “Storie di spettri e di fantasmi” a quattro mani con Simona Galeotti.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ALLEGRETTI - SCATOLA NERA
  • Indirizzo: Via San Francesco D'assisi 14 torino - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 13/09/2011 - al 27/09/2011
  • Vernissage: 13/09/2011 ore 19
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle ore 15.00 alle19.00
  • Uffici stampa: EMANUELA BERNASCONE

Comunicato stampa

La Galleria Allegretti inaugura il 13 settembre la personale di Turi Rapisarda Nigredo con la curatela di Marisa Vescovo: all’interno dell’esposizione verranno presentati lavori inediti dal 1990 ad oggi (la serie delle “Piante” “Candele+Mani in alto” “Leda e il cigno”) ed alcuni progetti già elaborati negli anni in collaborazione con altri artisti come il progetto “I sovversivi” con Davide Bramante che raccoglie una carrellata di personaggi tra cui Moana Pozzi, Keith Haring, Renato Curcio, Joseph Beuys, Jannis Kounellis e il progetto “Storie di spettri e di fantasmi” a quattro mani con Simona Galeotti



Rapisarda presenta da Allegretti anche il nuovo progetto UNT HITLER un’idea in conserva con la formula beckettiana NON IO - LUI: iniziato nel 2011 il progetto raccoglie 170 fotografie analogiche stampate su carta baritata ai sali d’argento. “l’immaginazione poetica puo’ essere talmente forte da divenire realtà, anche testata a livello scientifico” spiega Rapisarda che considera il lavoro dell’artista come sintomo della realtà.
In un ambiente buio l’illuminazione acceca e l’individuo mette in atto un sistema di protezione direttamente proporzionale all’intensità della luce quale metafora della cultura contemporanea trasposizione appunto della formula beckettiana. Durante l’inaugurazione l’artista proseguirà il lavoro fotografando gli intervenuti che faranno parte dell’installazione in divenire
Nelle immagini rigorosamente in bianco/nero di Rapisarda troviamo un continuo rinnovamento della sua dura identità, in cui dolore, gioco e favola, diventano via d’accesso all’universo, alla conoscenza del reale come insieme delle contraddizioni, che sono alla base della fragilità dell’uomo e della donna, e danno forza e significato all’esistenza dell’arte.
Troviamo volti che si illuminano rivelando proprie “storie”, il nostro occhio ne percorre i passaggi stretti lungo i quali incontriamo il senso di un’avventura e di infinite peripezie, dopo aver sperimentato la strada di questi segni troviamo cose che non conoscevamo, ma che ora diventano nostre.