Roberto Mariotti – All’ombra del disegno

Roma - 27/11/2017 : 08/12/2017

Roberto Mariotti, architetto nonché uno dei componenti, fin dal 1964, dello studio Grau di Roma, espone in questa mostra una serie di disegni facenti parte del libro All’ombra del disegno, edito nella collana Grau.2 nel 2016.

Informazioni

  • Luogo: AOCF58 GALLERIA BRUNO LISI
  • Indirizzo: Via Flaminia 58 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 27/11/2017 - al 08/12/2017
  • Vernissage: 27/11/2017 ore 18
  • Autori: Roberto Mariotti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì ore 17.00 - 19.30 (chiuso sabato e festivi)

Comunicato stampa

Roberto Mariotti, architetto nonché uno dei componenti, fin dal 1964, dello studio Grau di Roma, espone in questa mostra una serie di disegni facenti parte del libro All’ombra del disegno, edito nella collana Grau.2 nel 2016. Questa collana, unitamente alle mostre personali presso la galleria AOCF58 di Roma, vuole testimoniare l’attività dei singoli architetti (e anche di amici artisti) lungo oltre 50 anni di progettazione, andando ben oltre la fatidica data del 1980, quando il gruppo fu invitato alla Prima Biennale di Architettura, The Presence of the Past, alla Biennale di Venezia



Dice Mariotti in un recente articolo: “Ho sempre cercato di convivere con due esigenze diverse, contrastanti fra loro ma destinate pur sempre a un accordo. La prima esigenza è quella di rispettare, nel progetto, la inscindibilità tra concetto, disegno e forma. La seconda è quella di far vivere queste mie idee, fin dal loro nascere, in contesti (urbani o naturalistici), che dell’idea fossero non lo sfondo, bensì il luogo della misura. E se, come ovvio, non ero io a scegliere il contesto, mai ho inteso viverlo come un nemico, un freno alla mia opera”.

E ancora l’autore a proposito del suo disegno: “… tutti sembrano avere il problema della rappresentazione. Ora io quel problema non ce l’ho, per il semplice fatto che per me tutto è disegno, tutto significa. … E se devo dare una definizione sintetica di me, al di là di quella predisposizione al disegno che tutti mi riconoscono, mi sento di dire che la mia natura ama immaginare dentro la conquista di una proporzione (fosse anche un semplice equilibrio fra le parti)”.

In questa linea di estrema libertà dentro il rapporto, spesso conflittuale, fra disegno e architettura, nasce una mostra che non è la rappresentazione di progetti significativi, ma il rincorrersi di segni, da un disegno all’altro. Dentro il risplendere di una miriade di formati e tecniche che portano in primo piano quell’artigianalità del fare quotidiano dentro cui l’autore ama sentirsi e, soprattutto, essere percepito dagli altri.