Mirna Manni – Anemos

Tuscania - 10/09/2011 : 24/09/2011

Le sculture in argilla di Mirna Manni aprono lo Spazio della memoria sulle imprevedibili oscillazioni del Tempo. Nel bianco e nel nero, nella vita e nella morte, le memorie dell'artista assumono le sembianze del volto materico delle sue creazioni.

Informazioni

  • Luogo: MAGAZZINI DELLA LUPA
  • Indirizzo: Via Della Lupa 10 - Tuscania - Lazio
  • Quando: dal 10/09/2011 - al 24/09/2011
  • Vernissage: 10/09/2011 ore 18
  • Autori: Mirna Manni
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da lunedì a domenica ore 11-13 e 16-19

Comunicato stampa

L’artista tuscanese ci propone una serie di sculture d’argilla, elemento materico a lei più affine, che ci avvicina ai quesiti fondamentali dell’esistenza umana e ci conduce ad una interpretazione misterica dello spazio e del tempo attraverso un dialogo continuo tra forme piene e forme vuote, tra vita e morte, tra presenza ed assenza, tra bianco e nero. Il bozzolo e poi il seme chiuso, simbolo della vita in fieri, attendono la metamorfosi, lo schiudersi repentino e fragile di un’esistenza che trova nel respiro la certezza dell’esser-ci

Di qui le forme piene appese rigonfie di alito vitale reso magicamente dalla sospensione e dalla leggerezza di un impercettibile movimento dei fili che sostengono precariamente la “nostra vita quotidiana” affidata simbolicamente ad una inquieta semi-stasi che attende la trasformazione di una Morte resa matericamente e spazialmente da forme sgonfie declinate al suolo. Le sculture di Mirna Manni possiedono lo spazio oscillando e sospendendo ogni forma di giudizio, suggeriscono incontri con il proprio vissuto, sono intrise di gioia, di dolore e soprattutto di memorie. I ricordi, fondamento principale di ogni certezza esistenziale, diventano oggettuali, s’incarnano nella materia, nella creazione di forme surreali che invitano lo spettatore a proiettare il visivo nello spazio della propria interiorità per scrutarsi e quindi scrutare il meraviglioso dono della vita, soffio di leggerezza spirituale e altrettanto pesante sgomento nel decadimento della carne. La visione di una luce finale abbaglia e gratifica il doloroso cammino dell’essere umano, viaggiatore e nomade in un mondo enigmatico ed incomprensibile.

Vincenza Fava