Marco Pezzotta – Swap

Venezia - 02/07/2011 : 22/07/2011

Prima mostra personale di Marco Pezzotta a Venezia. L’esposizione s'inserisce nelle serie di eventi selezionati da scatolabianca in occasione della Biennale di Venezia.

Informazioni

Comunicato stampa

SWAP è la prima mostra personale di Marco Pezzotta a Venezia. L’esposizione s’inserisce nelle serie di eventi selezionati da scatolabianca in occasione della Biennale di Venezia. In un periodo così importante per la città e per l’arte contemporanea internazionale l’obiettivo di scatolabianca è quello di dare spazio ai giovani talenti emergenti più rappresentativi del panorama italiano.
Marco Pezzotta svolge una ricerca che lo porta nella direzione della mimesi, della mistificazione

Così si esprime l’artista riguardo al suo lavoro: Sono maggiormente attratto da ciò che è fuori fuoco o estremamente sintetizzato, reso carente di particolari e parte di un universo poroso da riempire.
Nella mostra di scatolabianca Pezzotta presenta "sostitutivi", installazione composta da 20 disegni su carta, 30x40 cm l'uno - accompagnata da uno schema in ritagli di moquette a pavimento. Si tratta di una serie di proposte per la costruzione di un'opera nello spazio per la quale però non vengono date indicazioni precise, ma compaiono solo i disegni che poi si sviluppano nel lavoro in moquette sul terreno. La quantità bulimica dei disegni prende numericamente il sopravvento mentre in verità il lavoro in moquette posto a terra parte come propagazione dei disegni per autodeterminarsi in una realtà altra, a se stante, autonoma, ma sempre risultato di più soggetti che si trasformano per assumere lo stato d’unione che si manifesta in un unicum.
Il secondo lavoro s’intitola "commando" ed è un video proiettato all'interno di una cornice fotografica digitale. Partendo Pezzotta sempre da un qualcosa che appare in un modo ma che in realtà è qualcosa d’altro, lo spettatore solo attraverso un’attenta osservazione arriverà a comprendere che non si tratta di una fotografia della facciata di un edificio di Berlino, città nella quale il giovane artista italiano vive e lavora, bensì di un video appunto svelato solo da pochi particolari quali lievi variazioni di luce e, soprattutto, il movimento prodotto da un uomo che pulisce i vetri di una finestra.
La terza opera è "Enduring things", un lavoro che parte dal concetto di Premio: coccarde in carta millimetrata a parete mimano il trofeo che spogliato dalla narrazione di una competizione avvenuta e vinta perde la connotazione di testimonianza di successo, quindi di “superoggetto”, per originare un terzo elemento, ibrido irrisolto, svuotato, mimetizzato, privo anche di memoria.
Ciò che maggiormente costituisce l’ossessione di Pezzotta è quindi la distanza e il confronto tra 2 zone, la Zona 1 e la Zona 2 che è quella della sintesi vista come “pratica di ridurre o unire molte cose in una sola cosa nuova”. Tali zone nel divenire dell’opera formano quindi un unico organismo somma gestaltica in cui il tutto risulta più della somma delle singole parti.