Intersezioni – Mauro Staccioli

Catanzaro - 24/07/2011 : 09/10/2011

Mauro Staccioli è il protagonista della sesta edizione di Intersezioni. L'attesa rassegna, diventata uno degli appuntamenti culturali italiani più importanti della stagione con ampia risonanza internazionale, anche questanno si sdoppia. Comè già avvenuto nelle due precedenti edizioni, il progetto dal titolo Cerchio imperfetto prevede la realizzazione di due mostre organizzate al Parco Archeologico di Scolacium e al museo MARCA di Catanzaro. Entrambi gli appuntamenti sono curati da Alberto Fiz, Direttore Artistico del MARCA.

Informazioni

Comunicato stampa

Un nuovo progetto
in due sedi con una serie di installazioni monumentali inedite







Comunicato Stampa



Mauro Staccioli è il protagonista della sesta edizione di Intersezioni.

Lattesa rassegna, diventata uno degli appuntamenti culturali italiani più importanti della stagione con ampia risonanza internazionale, anche questanno si sdoppia. Comè già avvenuto nelle due precedenti edizioni, il progetto dal titolo Cerchio imperfetto prevede la realizzazione di due mostre organizzate al Parco Archeologico di Scolacium e al museo MARCA di Catanzaro. Entrambi gli appuntamenti sono curati da Alberto Fiz, Direttore Artistico del MARCA



Se negli spazi del museo sono di scena gli anni Settanta con una selezione di opere in cemento, il Parco di Scolacium ospita una mostra monumentale particolarmente emozionante con una serie di nuove installazioni realizzate per loccasione da uno dei protagonisti più significativi della scultura contemporanea.

Levento espositivo, accompagnato da un esauriente catalogo monografico in italiano e inglese edito da Electa, sinaugura il 23 luglio per rimanere aperto sino al 9 ottobre 2011.

La sesta edizione di Intersezioni è organizzata dalla Provincia di Catanzaro con la collaborazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e il patrocinio della Regione Calabria - Assessorato alla Cultura, di Sensi Contemporanei - Ministero dello Sviluppo Economico e della Fondazione Mimmo Rotella. Liniziativa fa parte delle celebrazioni per il 150° anniversario dellUnità dItalia.

Intersezioni, insieme, al MARCA, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile. La manifestazione ha dimostrato di rappresentare un modello di strategia culturale fortemente innovativo con ampi consensi in Italia e allestero, spiega Wanda Ferro Presidente della Provincia di Catanzaro con delega alla Cultura. Dopo Michelangelo Pistoletto, siamo particolarmente orgogliosi che nel 150° anniversario dellUnità dItalia la rassegna venga dedicata a Mauro Staccioli, uno degli artisti italiani più rappresentativi della scena internazionale.

Come afferma Alberto Fiz, Intersezioni 2011 è un ulteriore passo avanti nella realizzazione di un evento di anno in anno sempre più ambizioso. Le grandi installazioni di dieci metri daltezza hanno richiesto una progettazione che coinvolge i principi dellingegneria e dellarchitettura nel contesto di una mostra dove vengono sconvolti i parametri della visione. La storia e la memoria del Parco non sono più esterne ma diventano parte integrante delle opere concepite da Staccioli. Il luogo dellarcheologia e quello della contemporaneità si pongono su un piano di assoluta simultaneità. Non cè più un prima e un dopo ma qui e ora

Il visitatore viene accolto da Anello Catanzaro 11, una scultura in acciaio corten di otto metri dal peso di 12 tonnellate che, come si comprende dal titolo, lartista ha voluto dedicare a questo evento. Lopera crea un dialogo tra lo spazio della natura e quello della storia mettendo in relazione luliveto con la Basilica di Santa Maria della Roccella. Uno sguardo strabico che evoca lunitarietà del luogo: Creare scultura, afferma Staccioli, significa esistere in un luogo e questa immanenza allinterno del parco di Scolacium passa attraverso una serie di opere monumentali da cui emerge lessenzialità delle geometria.

Proprio la Basilica normanna, il monumento antico più imponente del parco, diventa loccasione per unaltra installazione particolarmente impegnativa realizzata per loccasione. Si tratta di Diagonale rossa, un plinto di oltre 25 metri di lunghezza in legno multistrato che attraverso lo spazio della navata sino a sfondare metaforicamente logiva collocata sulla facciata anteriore. Un segno ancestrale che indica la linea dellinfinito senza per questo rinunciare alla presenza fisica e materica.

Unaltra opera particolarmente rappresentativa di Intersezioni 2011 è Cerchio Imperfetto, immenso quadrato rosso dai lati curvi alto dieci metri che ridisegna i confini del Foro, la piazza dellantica Minervia Scolacium in base ad unazione che ha lo scopo di sottoporre il luogo ad una verifica di carattere critico. Cerchio imperfetto dà il titolo alla mostra e ne rappresenta il simbolo in base ad una ricerca dove si attua uno scarto tra lideale platonico della perfezione e la sua messa in pratica. E solo attraverso limperfezione che il linguaggio si sviluppa evitando di finire congelato in una perfezione sterile e inutile, afferma Staccioli.

Allinterno del Foro, invece, sono collocati tre tondi di quattro metri in cemento che sviluppano un campo dazione di carattere sinergico determinando imprevedibili varianti allinterno di uno spazio che recupera il suo dinamismo secondo unalternanza linguistica ricca di conseguenze. Staccioli, citando le parole di Gillo Dorfles, crea nel Parco una molteplicità segnica particolarmente significativa.

Anche il Teatro romano attua il proprio processo di trasformazione attraverso linserimento di un grande arco di 15 metri che evoca il motivo semisferico dellantica costruzione.

Staccioli non prevarica mai la storia ma la tratteggia e la sottolinea con una serie di elementi che sembrano incorniciarla in un tempo senza tempo, afferma Alberto Fiz.

Da sinistra a destra, questo è il titolo dellopera, è una scultura che simpone come segno di interscambio, perentorio superamento di un confine in una costante relazione con il mondo. Larco dialoga con i Prismoidi, 11 sculture, che, come scrive Staccioli, appaiono come dadi lanciati sul tavolo in maniera casuale a definire una pluralità di orientamenti e di punti di vista in uno sconcertante assetto precario.

Accanto alle installazioni presenti al Parco di Scolacium, il MARCA ospita una mostra storica di Staccioli con una serie di rare sculture in cemento, modelli e disegni che focalizzano lattenzione sugli anni Settanta, il periodo nel quale lartista si è imposto con esperienze plastiche fortemente provocatorie e spesso aggressive destinate a fare dellarte un elemento di contestazione nei confronti del sistema sociale. Sono gli anni che precedono linstallazione del celebre Muro alla Biennale di Venezia del 1978 dove lartista affronta il tema dellincomunicabilità creando una barriera daccesso al luogo dellarte: La mia formazione dartista prende consistenza nel modo di sentire la politica come fatto poetico, non come politica della prassi, afferma. E ancora: La ragione per cui si fa una scultura è quella di trovare il senso dellessere, dello stato nello spazio e nel tempo, di dare una forma significativa al mio, al nostro paesaggio, ha scritto con unaffermazione che sembra sintetizzare alla perfezione il progetto di Intersezioni 2011.

I due eventi al Parco di Scolacium e al MARCA permettono di rileggere lopera di un grande maestro che, come pochi altri, è rimasto fedele a una concezione dellarte come ultima grande utopia.

Intersezioni, nelle precedenti edizioni, ha ospitato alcuni dei maggiori esponenti della scultura italiana e internazionale quali Mimmo Paladino, Jan Fabre, Tony Cragg, Antony Gormley, Stephan Balkenhol, Wim Delvoye, Marc Quinn, Dennis Oppenheim e Michelangelo Pistoletto.



La mostra è accompagnata da un catalogo, in italiano e inglese, edito da Electa di oltre 250 pagine corredato dalle foto storiche di Enrico Cattaneo. Vengono presentate, tra laltro, le installazioni al Parco di Scolacium e al MARCA. Accanto al saggio del curatore Alberto Fiz, viene proposta unampia analisi sul percorso artistico di Staccioli da parte del direttore del museo di Saint-Etienne Lorand Hegyi a cui si accompagna la riconsiderazione critica sugli anni Settanta di Marco Bazzini, direttore del Museo Pecci di Prato. Accanto ad un intervento sui progetti non realizzati scritto da Claudia Mennillo, larcheologa Maria Grazia Aisa analizza limportante scoperta dellAnfiteatro nel Parco di Scolacium. Insieme a una selezione di testi di Staccioli, il catalogo ripropone unimportante intervista di Gillo Dorfles con lartista e un saggio profetico di Giuseppe Panza di Biumo sul rapporto tra lo scultore italiano e il minimalismo americano.