Flavio Favelli – L’Imperatrice Teodora

Roma - 24/06/2011 : 30/10/2011

Prosegue con Flavio Favelli il ciclo di progetti speciali dedicati alle pareti curve degli atri dell’ala storica del MACRO, spazi gemelli che segnano l’ingresso alle sale espositive.

Informazioni

  • Luogo: MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
  • Indirizzo: Via Nizza, 138 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 24/06/2011 - al 30/10/2011
  • Vernissage: 24/06/2011 ore 19
  • Autori: Flavio Favelli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Martedì-domenica ore 11.00-22.00; chiuso lunedì La biglietteria chiude un'ora prima
  • Biglietti: MACRO - Intero: € 11,00 - Ridotto: € 9,00 Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): - Intero € 10,00 - Ridotto € 8,00
  • Email: macro@comune.roma.it
  • Patrocini: Promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali
  • Uffici stampa: ZETEMA

Comunicato stampa

Prosegue con Flavio Favelli (Firenze, 1967) il ciclo di progetti speciali dedicati alle pareti curve degli atri dell’ala storica del MACRO, spazi gemelli che segnano l’ingresso alle sale espositive.
Concependo queste superfici come luoghi per le immagini, nell’intento di utilizzare anche ambienti anticonvenzionali come aeree espositive, MACRO ha scelto di affidare la realizzazione delle immagini stesse ad artisti italiani appartenenti al contesto internazionale. Dopo Francesco Simeti, Luca Trevisani e Nico Vascellari, è ora il momento di Favelli, la cui installazione – due grandi teloni in pvc – trasforma questi elementi architettonici in nuovi spazi per l’immaginazione e la memoria



Giocato sul filo del ricordo e dell’esperienza personale, l’Imperatrice Teodora riporta alla luce uno dei primi incontri di Favelli con l’arte. “Mia madre - ricorda l’artista - voleva dare un'alternativa al nostro quotidiano; la vita era meno triste con l'arte, pensava, era un'evasione dai problemi della mia famiglia. Captavo da qualche parte il vero motivo di queste visite: era legato allo stare lontano, anche con i pensieri, da casa”.

Nella prima delle due pareti, la cartolina con l’effige di Teodora, imperatrice bizantina ritratta nei meravigliosi mosaici di San Vitale a Ravenna, è traccia concreta di quel momento e di quelle emozioni; Flavio Favelli ne offre al pubblico l’immagine autentica, senza interventi ulteriori, presentandola “Come un perenne sogno colmo di immagini dense e piene”. Da questo sogno tuttavia, non si è originato il solo ricordo che l’artista ci offre, ma anche un insieme di modalità e interessi che nel tempo hanno costituito il suo universo estetico. “Queste immagini - dice Favelli - mi tirano per la maglia come una chiamata”: in questa precoce fascinazione, è rimasta impressa una traccia fondamentale e ben riconoscibile nella sua opera e nella sua ricerca, che attinge da un patrimonio iconografico nutrito di ricordi personali e memorie condivise, nel quale l’artista “non ha seppellito nulla, ma solo riesumato”.

Sulla seconda parete fanno da contrappunto le parole indirizzate al padre, scritte nella grafia incerta di un bambino di dieci anni. La fitta corrispondenza tra i due è infatti un elemento che ha fortemente segnato l’immaginario di Favelli; egli ricorda in particolare come i numerosi francobolli, che di recente sono diventati nelle sue opere dei veri e propri materiali pittorici, fossero “le sole cose colorate delle lettere e cartoline sempre grigie“. I francobolli, memoria e traccia di situazioni trascorse, ma anche dato cromatico e pittorico, ricostruiscono quindi un orizzonte di ricordo e riflessione, diventando mosaici contemporanei tra i segni del passato e le consapevolezze del presente: “La serie dei francobolli Siracusana o Turrita, la testa dell'Italia nella serie più nota dei francobolli ha accompagnato per anni le cartoline e lettere di quando ero bambino. […] E' da un anno che faccio dei collage coi francobolli, raccolgo grandi quantità di vecchi francobolli. Ho capito perché. Perché rivedo le immagini di quegli anni; perché rivedo tutto”.
Con questo intervento, la hall del museo diventa un luogo dove si esprimono nuovi rimandi e tensioni emotive, un campo di forze contrastanti che coinvolge il pubblico nelle memorie private e allo stesso tempo universali di Flavio Favelli.

Flavio Favelli (Firenze, 1967) vive e lavora a Savigno (Bologna). Dopo la Laurea in Storia Orientale all'Università di Bologna, prende parte al Link Project (1995-2001) e nel 2010 è vincitore dell'Italian Fellowship all'American Academy di Roma. Favelli ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati in Italia e all’estero; tra i principali progetti personali si segnalano quelli ospitati dalla Galleria Sales di Roma (2008 e 2010), il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro (2010), il Museo Marino Marini di Firenze (2009), la Fondazione Maison Rouge di Parigi (2007), la Fondazione Sandretto Re Rabaudengo di Torino (2007), il Projectspace176 di Londra (2005), il Museo Pecci di Prato (2005), l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles (2004), la Galleria Maze di Torino (2003) e la Artinprogress di Berlino (2002). Ha partecipato inoltre a mostre collettive in occasione di eventi espositivi internazionali e presso importanti musei, quali “Spazio” al MAXXI – “Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo” di Roma (2010), “Italics” a Palazzo Grassi a Venezia e al MCA – “Museum of Contemporary Art” di Chicago, la XV Quadriennale di Roma (2008), l’Elgiz Museum di Istanbul (2008) e “Clandestini” alla 50° Biennale di Venezia (2003). Rispettivamente nel 2008 e 2010, Flavio Favelli ha progettato due installazioni permanenti per il MARCA – “Museo delle Arti di Catanzaro e il MAMBO – “Museo d’Arte Moderna di Bologna”, precedute, nel 2005 e 2008, da due ambienti pubblici per la Sede ANAS di Venezia di Palazzetto Foscari e il Pantheon della Certosa di Bologna.



Il progetto “Flavio Favelli. L’imperatrice Teodora” è promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali.



Si ringrazia il British Institute of Rome per la collaborazione alla traduzione in inglese dei testi