Cercasi direttore della Tate Modern. Il candidato ideale? Leadership, lungimiranza, imprenditorialità. Stipendio: 125mila sterline all’anno

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La nuova ala della Tate Modern, firmata Herzog & de Meuron

La nuova ala della Tate Modern, firmata Herzog & de Meuron

Il 2016 sarà un anno cruciale per la Tate Modern: oltre all’inaugurazione della nuova sede, attesa per il 16 giugno, un altro momento segnerà il futuro del primo museo londinese deputato all’arte contemporanea. L’attuale direttore Chris Dercon lascerà la poltrona – come già annunciato ormai sei mesi fa – per dirigere il teatro Volksbühne di Berlino, a partire dal 2017. Chi prenderà il suo posto? Ancora non si sa. Le application per uno dei ruoli dirigenziali più ambiti nel mondo dei musei sono attualmente in corso. La caccia a un “leader creativo, inclusivo, con spirito imprenditoriale e lungimirante” è aperta sino al 10 novembre.
Il candidato ideale dovrà avere una conoscenza ampia e riconosciuta dall’arte moderna e contemporanea internazionale, in particolare occidentale, e la capacità di lavorare in collaborazione con il team del museo. Previsto uno stipendio annuo di massimo 125mila sterline, a seconda delle competenze e del livello di esperienza: oltre 193mila euro all’anno (comunque meno di un dirigente di un comune medio italiano o di un parlamentare della nostra Repubblica) per dirigere uno dei musei più autorevoli al mondo. Il paragone con i salari dei 20 direttori dei musei italiani, nominati di recente dal nostro Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è inevitabile. E, tutto sommato, la disparità stavolta non è così imbarazzante. Ma solo per quanto riguarda i 7 musei definiti da bando “di livello dirigenziale non generale”, tra cui gli Uffizi e la Reggia di Caserta: per questi, i direttori percepiranno 145mila euro lordi annui, più fino a un massimo di 40mila di retribuzione di risultato. Mentre per gli altri 13 musei, la cifra crolla a 78mila, più 15mila di bonus sulla valutazione annuale dell’operato del direttore. Insomma il direttore di uno dei musei più importanti del mondo guadagnerà relativamente poco.
Tornando a Londra, è ancora difficile pronosticare chi seguirà il belga Dercon. Quel che è certo è che sarà qualcuno con le capacità e la visione giusta per traghettare la Tate Modern verso la sua versione quasi raddoppiata coi nuovi spazi.

Marta Pettinau

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