Opere d’arte sulla diga del Vajont? Dolomiti Contemporanee chiude la call. I vincitori entro la fine di maggio. Intanto a Casso, un talk e una mostra con una selezione dei progetti

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Uno dei progetti in gara: Flavio Favelli, Gelati Sanson

Uno dei progetti in gara: Flavio Favelli, Gelati Sanson

Si è concluso ieri il primo step di Two calls for Vajont, il doppio concorso internazionale d’arte contemporanea che Dolomiti Contemporanee ha lanciato per realizzare due opere d’arte: una per la facciata sud del nuovo spazio espositivo di Casso, l’altra per la vicina diga del Vajont, nota per il disastro che nel 1963 causò la morte di oltre 2mila persone.
Dolomiti Contemporanee ha ricevuto più di 100 progetti, finalizzati a ripensare una nuova identità per il Vajont e la sua diga, attraverso interventi di arte contemporanea. Vista la complessità e la trasversalità del bando, della valutazione si occuperà una giuria eterogenea, dove critici d’arte e direttori di importanti istituzioni e musei italiani saranno affiancati da studiosi ed esperti di antropologia, sociologia e tutela e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente. Questi i nomi: Marc Augé, Pier Luigi Basso Fossali, Maria Centonze, Cristiana Collu, Gianluca D’incà Levis, Alfredo Jaar, Marcella Morandini, Franziska Nori e Angela Vettese.
Nell’ottica di costruire un pensiero critico consapevole, il 2 maggio, nello spazio di Cassio sarà presentata una selezione dei progetti finalisti e, inoltre, si svolgerà un talk aperto al pubblico, dal titolo Vajont 2015: il territorio, la storia, il valore dei progetti culturali. Pratiche d’interazione, metodologie d’indagine, processi e prospettive. Alla conversazione prenderanno parte artisti, progettisti culturali e alcuni componenti della giuria che, entro la fine di maggio, valuterà i progetti e decreterà i vincitori.

Marta Pettinau

www.twocalls.net

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