Christo sul Lago d’Iseo. “Vi farò camminare sulle acque”: il grande artista presenta il megaprogetto di impacchettamento curato da Germano Celant

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Christo, The Floating Piers, foto André Grossmann© 2015 Christo

Christo, The Floating Piers, foto André Grossmann© 2015 Christo

My name is Christo”. Così ha risposto oggi il celebre artista contemporaneo Vladimirov Yavachev Christo, a chi gli ha chiesto come sia stato possibile realizzare un progetto tanto ambizioso. E definirla un’ambizione è poca cosa se si guarda l’immagine di The Floating Piers, nuova e formidabile installazione artistica presentata oggi, con alcune proiezioni, al Maxxi di Roma. L’artista, noto al mondo per i suoi impacchettamenti in tessuto di oggetti e monumenti, ha spiegato ai giornalisti anche internazionali presenti in massa il suo modo di reinterpretare il Lago di Iseo che, per sedici giorni, nel maggio-giugno del 2016, sarà vestito con un lungo tessuto giallo cangiante per ben 70mila metri quadri. Chi si recherà presso il bacino lacustre (a 100 km ad est di Milano e 200 km ad ovest di Venezia), “potrà percorrere in totale libertà il pontile, nella sua intera lunghezza, senza limitazioni, perchè non ci sarà un solo accesso vincolato o una direzione da seguire… È importante che si segua il solo flutto delle onde”, ha commentato l’artista, dopo aver spiegato che il lago è stato “selezionato insieme al Project Director Germano Celant, per la suggestività e maestosità dell’isola di San Paolo”, dopo un’attenta esplorazione dei diversi laghi del nord Italia.
Questa volta non più montagne e deserti ma, per la prima volta, un lago!”, ha commentato Celant, mentre mostrava le immagini dello strabiliante percorso pedonale che si svilupperà per circa 3 chilometri con partenza da Sulzano fino a Monte Isola, offrendo un effetto scenico, unico nel suo genere, soprattutto a chi lo osserverà dall’alto. Un collegamento, costituito da un sistema modulare di pontili galleggianti (larghi 16 metri e alti 50 centimetri), che darà la possibilità ai pedoni di fluttuare sul lago “facendosi cullare proprio dal movimento delle onde”, da cui il nome dell’opera che “si esprime da sola” commenta da ultimo.
The Floating Piers sarà infatti formato da 200mila cubi in polietilene ad alta densità, un materiale molto leggero dalla elevata resistenza all’acqua, agli agenti chimici e alle soluzioni saline e acide. Tutti i componenti, è stato precisato durante la conferenza, rispetteranno l’impatto ambientale perché verranno rimossi dopo il periodo espositivo e dismessi mediante un processo industriale di riciclaggio. “Il progetto ha richiesto difficili procedure burocratiche e permessi” ed è interamente finanziato dalla vendita delle opere di Christo.

– Flavia Zarba

 

 

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