Gli antichi maestri italiani vanno in asta a New York a febbraio 2026

Da Antonello da Messina a Canaletto, Botticelli, Artemisia e Michelangelo, si apre la settimana degli incanti per i capolavori della storia dell'arte

Si apre a New York a inizio febbraio la settimana dedicata dalle grandi case d’asta all’arte classica e agli antichi maestri. E se Christie’s, di proprietà della famiglia Pinault da 28 anni, avvia anche con la Classics Week i festeggiamenti del 260° anniversario nel 2026, dalla prima asta a Londra il 5 dicembre 1776, Sotheby’s si prepara alla prima sessione Old Masters nella sede del Breuer Building. E nei cataloghi di entrambe, messi a punto anche grazie a una stretta collaborazione con la ricerca accademica e l’expertise degli studiosi internazionali, si rincorrono i capolavori dei maestri della storia dell’arte, a cominciare dai più celebri artisti italiani, che non faticherebbero a trovare posto nelle più importanti collezioni museali.

Rembrandt e Antonello da Messina in asta da Sotheby’s a New York

La casa d’aste inglese Sotheby’s squaderna a New York cataloghi da $100 milioni per la prima sessione dedicata agli antichi maestri al Breuer, su Madison Avenue, e il 4 febbraio 2026, all’asta Master Works on Paper from Five Centuries, parte con un raro disegno di Rembrandt, Young Lion Resting, databile tra la fine degli Anni ’30 e l’inizio degli Anni ’40 del 1600. L’opera è una dei soli sei disegni di leoni di Rembrandt, ma il primo a tornare sul mercato negli ultimi 100 anni da mani private, e rivaleggia con opere affini in prestigiose collezioni museali, dal British Museum al Louvre, dal Rijksmuseum al Boijmans Van Beuningen Museum. Proveniente dalla collezione di Thomas Kaplan, il lotto ha stime preasta di $15-20 milioni e i proventi della sua vendita andranno in favore delle cause animaliste dell’organizzazione Panthera. 
Il 5 febbraio 2026 il protagonista assoluto sarà, invece, Antonello da Messina, con, in catalogo alla vendita Master Paintings & Works of Art Part I, uno dei pochissimi dipinti ancora in mano privata tra i soli 40 del maestro italiano. Per quella in catalogo da Sotheby’s si tratta, inoltre, di un’opera doppia, un pannello, datato 1460-1465, che presenta un Ecce Homo sul recto e San Girolamo nel Deserto sul verso ed è stimato $10-15 milioni. 

Canaletto, Venezia, il Bucintoro al Molo nel giorno dell’Ascensione. Courtesy Christie's Images Ltd.
Canaletto, Venezia, il Bucintoro al Molo nel giorno dell’Ascensione. Courtesy Christie’s Images Ltd.

Canaletto e gli Old Master in asta da Christie’s a New York

Ad aprire la sessione Old Master al Rockefeller Center di New York sarà, invece, da Christie’s il 4 febbraio 2026 una nuova monumentale veduta di Venezia di Canaletto, Venezia, il Bucintoro al Molo nel giorno dell’Ascensione, con stima su richiesta. Realizzata da Canaletto durante il suo soggiorno inglese, tra il 1746 e il 1755, l’opera fu commissionata intorno al 1754 dalla famiglia King, poi Conti di Lovelace, ed è rimasta in loro possesso per quasi due secoli, per poi passare di mano e in asta, dalla Collezione Champalimaud, l’ultima volta circa vent’anni fa, stabilendo allora il record mondiale per l’artista. E, sempre in tema di record, la scena è proprio una ulteriore interpretazione della Festa dell’Ascensione veneziana, lo stesso soggetto del lotto che, da Christie’s a Londra lo scorso luglio 2025, ha messo a segno il nuovo record d’asta mondiale di Canaletto a quota £31.935.000

Nella stessa sessione e accanto al Canaletto Lovelace, sarà poi il turno anche di Sandro Botticelli e bottega, con una Madonna col Bambino e il giovane San Giovanni Battista. Il dipinto, che presenta non poche affinità con quello analogo nelle collezioni del Louvre di Parigi, è passato in diverse collezioni inglesi fino alla raccolta attuale, nella quale è restato dagli Anni Sessanta e arriva ora in catalogo da Christie’s con una stima di $4-6 milioni. 
È stimato invece $2,5-3,5 milioni l’Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria di Artemisia Gentileschi, uno dei soli cinque autoritratti a oggi conosciuti, tre dei quali si trovano oggi in collezioni museali, e probabilmente il più antico tra quelli, databile, secondo gli studiosi, al periodo fiorentino e ai vent’anni dell’artista, tra il 1613 e il 1620. Gli anni in cui, a Firenze appunto, Artemisia mise a fuoco la propria strada e costruì la propria autonomia artistica. 

Michelangelo Buonarroti, Study for a foot of the Libyan Sibyl. Courtesy Christie's Images Ltd.
Michelangelo Buonarroti, Study for a foot of the Libyan Sibyl. Courtesy Christie’s Images Ltd.

Un disegno di Michelangelo per la Cappella Sistina per la prima volta in asta da Christie’s

Il 5 febbraio 2026, invece, alla vendita Old Master and British Drawings, tutti i riflettori, gli occhi e i portafogli dovrebbero essere puntati su un disegno a gesso rosso di Michelangelo Buonarroti, databile al 1511-12. Tra i circa 600 disegni del maestro arrivati fino a noi, questo è uno dei soli 10 in mani private e dei 50 legati alla decorazione della volta della Cappella Sistina commissionata da Papa Giulio II della Rovere a Michelangelo.

Riscoperto per caso attraverso una delle tante richieste di valutazione che arrivano alla casa d’asta, il disegno è stato, infatti, con meraviglia ricollegato dalla specialist di Christie’s Giada Damen ai cicli di affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina di Roma, ed è uno studio finora sconosciuto del poderoso piede destro che fa da perno alla monumentale Sibilla Libica, oltre che il primo esempio del genere ad arrivare in asta. A New York, da Christie’s, la stima per questo lotto è di $1,5-2 milioni. 

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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