The Phonograms Variety Show

Informazioni Evento

Luogo
CRIPTA747
Via Giovanni Giolitti, 32/C, Torino, TO, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Il

Programma della serata:
17.30 Doors open
18.00 Beatrice Bonino X Any
18.45 Giorgio Di Domenico
19.15 Siôn Parkinson
19.45 Jeremy Deller

Vernissage
30/10/2026

ore 18

Generi
performance - happening, serata - evento, concerto

Un’arpa, una voce, il suono delle smallpipes, un’incursione nella musica pop. Per il debutto di Fonogrammi, la Fondazione Cerruti presenta con Cripta747 The Phonograms Variety Show, una serata in quattro atti tra musica dal vivo, racconto e performance, nel centro di Torino.

Comunicato stampa

THE PHONOGRAMS VARIETY SHOW
Venerdì 30 ottobre 2026, ore 18.00–20.00
Cripta747 – Via Giovanni Giolitti 32C, Torino

Un’arpa, una voce, il suono delle smallpipes, un’incursione nella musica pop. Per il debutto di Fonogrammi, la Fondazione Cerruti presenta con Cripta747 The Phonograms Variety Show, una serata in quattro atti tra musica dal vivo, racconto e performance, nel centro di Torino. La collaborazione mette in contatto l’universo della Collezione con la sperimentazione di Cripta747, centro culturale indipendente che dal 2008 sostiene la ricerca e la produzione artistica contemporanea.

Any apre con la composizione per arpa nata dal dialogo con Beatrice Bonino. Giorgio Di Domenico segue il filo dei desideri e delle ossessioni del collezionare. Siôn Parkinson alterna canto e gesti da rumorista in un concerto a due con un musicista alle smallpipes. Jeremy Deller chiude con una lecture-performance che intreccia narrazione e musica pop. L’evento rientra nel programma della stagione 2026 di Cripta747, sponsorizzata da Fondazione CRT e Regione Piemonte.

BIOGRAFIE
ANY
Any è una musicista e arpista. La sua musica intreccia ambient folk, leftfield pop e sperimentazione elettroacustica: l’arpa incontra sintetizzatori, voce, ritmi e registrazioni ambientali, in composizioni dove melodie e rumori affiorano e si dissolvono. Trasferitasi a Creta, ha ricavato uno studio in una casa abbandonata, dove hanno preso forma i brani di Mega Mercy, il suo album d’esordio, co-prodotto con LA Timpa e pubblicato nel 2025 dall’etichetta di Manchester Sferic. Al centro del suo lavoro rimane l’arpa, di cui esplora le possibilità sonore oltre le convenzioni dello strumento, facendo dialogare risonanze acustiche e trasformazioni elettroniche.

BEATRICE BONINO
Beatrice Bonino vive e lavora tra Torino e New York e ha conseguito un dottorato in sanscrito presso l’Université Sorbonne Nouvelle di Parigi. La sua pratica combina materiali industriali con elementi delicati e intimi, dando forma a opere che interrogano i formati espositivi convenzionali e privilegiano l’atmosfera, la presenza fisica e la risonanza emotiva. Nel 2026 partecipa alle mostre Regift presso LUMA a Zurigo, A Nail to Hang the Day On al Kunstverein Hamburg e Marisa Merz – La danza delle ore al Castello di Rivoli ­– Museo d’Arte Contemporanea. Il suo lavoro è stato presentato da Radio Athènes, Bonner Kunstverein, MACRO a Roma, MMXX a Milano e Jacqueline Sullivan Gallery a New York. Sono in programma mostre personali presso 15 Orient a New York e, nel 2027, Kunstverein Freiburg.

JEREMY DELLER
Jeremy Deller vive e lavora a Londra. Ha studiato Storia dell’Arte al Courtauld Institute e alla University of Sussex. Nel 2004 ha vinto il Turner Prize e nel 2013 ha rappresentato la Gran Bretagna alla 55. Biennale di Venezia. Dall’inizio degli anni Novanta realizza opere e progetti che indagano la cultura popolare, la storia sociale e politica, la musica e le forme di partecipazione collettiva, spesso al di fuori degli spazi espositivi convenzionali. Tra i suoi progetti figurano Acid Brass (1997), che affida gli inni dell’acid house a una banda di ottoni, The Battle of Orgreave (2001), rievocazione dello scontro fra minatori e polizia del 1984, e Sacrilege (2012), una Stonehenge gonfiabile sulla quale saltare. Nel 2025 ha realizzato The Triumph of Art per il bicentenario della National Gallery. Nei suoi film, la musica diventa una chiave per leggere la società: dalla devozione dei fan in Our Hobby Is Depeche Mode (2006), realizzato con Nick Abrahams, alla storia britannica ripercorsa attraverso la cultura rave in Everybody in the Place (2018).

GIORGIO DI DOMENICO
Giorgio Di Domenico è storico dell’arte e assegnista di ricerca alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove si occupa della storia e della collezione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Ha dedicato la sua ricerca dottorale alla ricezione italiana del Surrealismo negli anni Sessanta e Settanta. È stato Visiting Student presso la Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, Research Fellow del Center for Italian Modern Art (CIMA) di New York e ricercatore in residenza di Marea Art Project a Praiano. I suoi studi riguardano in particolare l’arte italiana del secondo Novecento e contemporanea e i rapporti tra le neoavanguardie italiane e internazionali.

SIÔN PARKINSON
Siôn Parkinson è un artista, compositore e performer scozzese. Attraverso canto, suono, costume e performance dal vivo, la sua ricerca esplora la dimensione sensoriale degli oggetti e le tracce lasciate dal contatto, dall’uso e dalla manipolazione. Ha realizzato performance, film e libri dedicati, tra gli altri temi, agli odori dei funghi, agli odori fantasma, ai capelli e alle macchie, sviluppando spesso i propri progetti attraverso ricerche in musei, archivi e collezioni di storia naturale. È Research Associate presso il Royal Botanic Garden di Edimburgo e autore di Stinkhorn (Sternberg, 2024). Nel 2026 è stato selezionato come BBC/AHRC New Generation Thinker. Attualmente sta lavorando a un nuovo libro e musical sul colore marrone.

MARISA MERZ
Marisa Merz è stata una delle figure più originali dell’arte italiana del secondo Novecento. Esordisce negli anni Sessanta con le Living Sculptures, strutture mobili in lamina di alluminio, partecipando dalla fine del decennio alle esperienze dell’Arte Povera, rispetto alle quali sviluppa una ricerca fortemente autonoma. Nel suo lavoro materiali industriali e domestici, tecniche artigianali e gesti quotidiani si intrecciano in sculture, installazioni, disegni e dipinti, spesso attraversando il confine tra spazio privato e spazio espositivo. Dalla metà degli anni Settanta il volto e la figura umana assumono un ruolo centrale nella sua ricerca, in particolare nelle celebri teste realizzate in creta, gesso e cera. Le sue opere sono state presentate in numerose edizioni della Biennale di Venezia e a Documenta, oltre che in importanti istituzioni internazionali tra cui Centre Pompidou, Stedelijk Museum, Serpentine Gallery e Metropolitan Museum of Art. Nel 2013 riceve il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia.

LUCA CENA
Luca Cena è libraio antiquario, divulgatore e scrittore. Cresciuto nella libreria antiquaria di famiglia, nel 2019 ha co-fondato a Torino White Lands Rare Books, spazio dedicato alla ricerca, allo studio e alla vendita di libri rari, prime edizioni, mappe e stampe antiche. Attraverso i suoi canali social racconta il mondo del libro antico, dalle scoperte bibliografiche alle vicende dei singoli esemplari, avvicinando al collezionismo un pubblico di curiosi e nuovi lettori. È autore di Il Biblionauta. Guida pratica per cercatori di libri perduti e naviganti dell’universo librario (Mondadori Electa, 2024) e Un destino già scritto. Storie di libri che hanno sfidato l’oblio (Sperling & Kupfer, 2026), dedicato alle avventure di opere sopravvissute alla censura, perdute o segnate da tormentate vicende editoriali.

CRIPTA747
Cripta747 è un centro culturale indipendente, fondato a Torino nel 2008 come luogo di ricerca, scambio e produzione. Attraverso i suoi programmi sostiene il lavoro di artistə, curatorə e ricercatorə, operando come laboratorio culturale dedicato ai linguaggi dell’arte contemporanea. Cripta747 promuove la nascita di connessioni con realtà nazionali e internazionali, mettendo in comune strumenti, risorse e competenze per dare forma a processi culturali sostenibili.

LA FONDAZIONE FRANCESCO FEDERICO CERRUTI PER L’ARTE
La Collezione Cerruti è il frutto della passione e dell’intuito di Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), imprenditore d’avanguardia e collezionista solitario, che dal finire degli anni Sessanta del novecento fino al 2014 ha costruito con discrezione un corpus straordinario di circa mille opere, spaziando dal Medioevo al contemporaneo. Nella casa-museo si trovano fondi oro e pittura sacra, opere rinascimentali; dipinti del Seicento e Settecento fino a lavori dell’Ottocento e del primo Novecento. Un importante nucleo collezionistico copre le avanguardie storiche, il secondo Novecento è rappresentato, tra gli altri, artisti iconici italiani e internazionali. La Collezione si estende oltre la pittura, con sculture, mobili rari, tappeti preziosi e una biblioteca d’eccezione con incunaboli, manoscritti miniati e rilegature d’autore, che raccontano il gusto e la visione di un collezionista fuori dal comune.
Istituita nel 2001, la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte ETS opera dal 2017 in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con cui condivide una visione di valorizzazione culturale e dialogo interdisciplinare. Nel maggio 2019 ha aperto le porte al pubblico per la prima volta, consolidandosi in questi anni come una meta di visita specialistica, capace di offrire un’esperienza unica per studiosi, appassionati d’arte e visitatori curiosi.