SunJing | Tonino Lacertosa

Informazioni Evento

Luogo
A PICK GALLERY
via Bernardino Galliari 15/C 10125 , Torino, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
28/10/2026

ore 19

Artisti
SunJing, Tonino Lacertosa
Generi
arte contemporanea

A PICK GALLERY, in via Galliari 15/C, presenta due mostre: The gender of images, personale di Tonino Lacertosa e la personale di SunJing, The insiders.

Comunicato stampa

THE GENDER OF IMAGES
Tonino Lacertosa

THE INSIDERS
SunJing
in collaborazione con Andrea Festa

Inaugurazione mercoledì 28 ottobre 2026, ore 19
29.10.26 – 28.11.26

Il 28 ottobre alle ore 19, A PICK GALLERY, in via Galliari 15/C, presenta due mostre: The gender of images, personale di Tonino Lacertosa e la personale di SunJing, The insiders, in collaborazione con la galería Andrea Festa. Ogni anno, in occasione dell'art week torinese, A PICK GALLERY crea un’occasione di dialogo tra linguaggi e geografie diverse e questo autunno la galleria ha deciso di collaborare con la galleria romana.
La pittura figurativa è il terreno d’incontro tra Tonino Lacertosa e SunJing, artisti di diversa provenienza e generazione che esplorano il rapporto tra identità, corpo e convenzioni sociali. Se Lacertosa apre l’immagine della coppia alla pluralità dei legami e alla libertà pura, SunJing dà forma alla dimensione interiore di individui sospesi tra consapevolezza e condizionamento. Nella fierezza dei corpi o nell’inquietudine dei gesti, le due mostre interrogano la possibilità di riconoscersi e trovare il proprio spazio nella relazione con gli altri e con il mondo.

In occasione della Art Night promossa da TAG Torino Art Galleries, sabato 31 ottobre A PICK GALLERY apre dalle ore 18 fino alle 23.
Il 30 e 31 ottobre, e il 1 novembre, la galleria propone Art Coffee Breakfast dalle ore 10 alle 12.00.

The gender of images
Ci sono pitture che nascono per essere mostrate e altre che, prima di trovare il coraggio di uscire allo scoperto, hanno bisogno di abitare a lungo uno spazio appartato. Quella di Tonino Lacertosa (Bra, 1964) appartiene a questa seconda. Opere così vicine alla propria sensibilità da rendere difficile, a lungo, il gesto di esporle allo sguardo degli altri. Come se mostrare quei corpi, quei desideri, quelle identità significasse anche rivelare qualcosa di profondamente proprio. Con The gender of images, Lacertosa ci invita a entrare in un luogo in cui le identità non sono confini, ma possibilità; il corpo non è una definizione, ma una presenza viva, attraversata da desideri, contraddizioni e tenerezze.
Al centro della sua ricerca si colloca l’archetipo di Adamo ed Eva, origine simbolica della coppia nella tradizione occidentale. Ma qui il mito si sottrae alla sua forma consueta, si lascia trasformare, si moltiplica. I corpi non obbediscono a una grammatica prestabilita e gli sguardi e i gesti sembrano raccontare qualcosa che viene prima delle categorie. Nei grandi nudi in piedi, lo sguardo rivolto all’osservatore ha la forza di una dichiarazione silenziosa. Non c’è richiesta di approvazione, né desiderio di compiacere: c’è la fierezza di chi occupa il proprio spazio e rivendica il diritto di esistere senza giustificarsi. La nudità diventa così una forma di libertà, ma anche un atto di fiducia. Esporsi significa accettare la vulnerabilità dello sguardo altrui, trasformando il rischio della rivelazione in una possibilità d’incontro.
Nelle figure distese, invece, la tensione si scioglie in una diversa intimità. Abiti, accessori e posture attraversano i codici del maschile e del femminile, li sfiorano e li contraddicono, senza mai lasciarsi imprigionare. I corpi sembrano concedersi una pausa dal mondo, abbandonati su fondali che evocano prati, tessuti e tappezzerie, in una sospensione domestica, quasi onirica. Qui la fierezza non esclude la fragilità, così come la libertà non coincide con una dichiarazione di forza.
A sostenere questa ricerca è una pittura di sorprendente raffinatezza, capace di coniugare la precisione minuziosa del dettaglio con una qualità emotiva intensa e calda. La cura con cui Lacertosa restituisce la superficie della pelle, le pieghe di un abito, la consistenza di un tessuto o la particolarità di un accessorio non raffredda mai l’immagine in un esercizio di virtuosismo. Al contrario, la precisione sembra avvicinare lo spettatore alla vita delle figure, rendendone percepibili la presenza, la delicatezza, la silenziosa inquietudine. È una pittura che sa soffermarsi sulle cose senza perdere di vista ciò che le anima.
Forse è proprio questa tensione tra controllo e abbandono, tra lucidità dello sguardo e calore dell’emozione, a rendere così personale il lavoro di Lacertosa. Senza trasformarsi in un manifesto, The gender of images tocca così una delle questioni più urgenti del presente: la possibilità di sottrarre l’identità a definizioni rigide e di riconoscere la pluralità dei modi di essere, di desiderare e di amare. Ma la sua forza non risiede tanto nella volontà di dimostrare qualcosa, quanto nella capacità di farci sostare davanti alle immagini e di mettere in discussione le nostre abitudini visive.

The insiders
The Insiders esplora la dimensione interiore di individui consapevoli delle strutture che ne governano l’esistenza, ma incapaci di sottrarsi alla loro influenza. SunJing descrive queste figure come «clear-sighted drifters»: individui lucidi ma impotenti, sospesi tra consapevolezza e rassegnazione.
Il titolo nasce come contrappunto a Lo straniero di Albert Camus. Se Meursault si colloca al di fuori delle convenzioni sociali e morali condivise, le figure dipinte da SunJing restano saldamente al loro interno: riconoscono le strutture che plasmano le loro vite, ma non riescono a liberarsi dalla loro influenza. Questa tensione trova espressione nel modo in cui l’artista interpreta la figura umana, intesa come manifestazione esteriore di uno stato interiore.
Richiamandosi all’espressione cinese xiang you xin sheng—l’idea che il volto sia lo specchio della mente—SunJing considera il corpo come un paesaggio modellato dalle emozioni, dall’ambiente e dai condizionamenti sociali. Le figure rappresentate non sono ritratti in senso convenzionale, né protagonisti di narrazioni chiaramente definite. Incarnano, piuttosto, diversi stati psicologici, apparendo immerse nell’ansia, nel desiderio, nella vulnerabilità o nella stanchezza. Nel corso della mostra, situazioni apparentemente ordinarie si caricano così di un sottile ma persistente senso di instabilità.
SunJing definisce questo approccio una forma di «realismo psicologico». Adottando inquadrature di matrice cinematografica, pur rinunciando a una narrazione esplicita, l’artista costruisce scene in cui i gesti, l’ambientazione, la luce artificiale e una tavolozza dai toni attenuati concorrono a creare un campo emotivo attentamente calibrato. Superfici apparentemente calme celano stati di inquietudine, mentre momenti di immobilità suggeriscono esistenze sul punto di dissolversi.
Le opere sono realizzate in acrilico su lino, preparato con una base composta da fibre di carta e gesso. Sottili velature trasparenti si alternano a passaggi di denso impasto, dando vita a superfici che conservano la capacità assorbente della carta ed evocano frammenti di affreschi segnati dal tempo. Questa tensione materica conferisce ai dipinti il senso di una temporalità sedimentata, come se le figure fossero fantasmi contemporanei fissati su documenti o pareti in attesa di una futura scoperta archeologica.

Le due mostre saranno visibili fino al 28 novembre 2026.

Short Bio
Tonino Lacertosa
Tonino Lacertosa è nato nel 1964 a Bra, Dove vive e lavora. La sua ricerca pittorica prende avvio da immagini preesistenti, rielaborate attraverso il colore e la materia. Nei lavori più recenti, tra cui la serie Adamo ed Eva, esplora il rapporto tra corpo, identità e relazione. Tra le sue mostre una collettiva a cura di Vittorio Sgarbi alla Villa Reale di Monza e nel Padiglione Eataly di Expo Milano 2015. Nel 2026 partecipa con A PICK GALLERY a diverse fiere e alla mostra Fra immagine e pittura, a cura di Emanuela Romano, presso la galleria Ceravento a Pescara.

Sunjing
SunJing è nata a Wuhan, in Cina, nel 1986 e vive e lavora a Pechino. Nel 2009 ha conseguito il Bachelor of Arts in Fine Art presso la School of Art della Soochow University. Tra le mostre recenti figurano Works on Paper, Sala Nova ad Andrea Festa Fine Art, Roma (2025); Kinder Than Solitude, Andrea Festa Fine Art, Roma (2024); e The Invisible Clue, Willow Art Space, Londra (2023). Le opere di SunJing sono state inoltre presentate ad ART021 Shanghai e fanno parte della collezione della Corridor Foundation.