Scenari alpini

Informazioni Evento

Luogo
MUNAF - MUSEO NAZIONALE DI FOTOGRAFIA
Via Giovanni Frova 10, Cinisello Balsamo, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
31/01/2026
Editori
SILVANA EDITORIALE
Curatori
Matteo Balduzzi
Generi
fotografia

Il Museo Nazionale di Fotografia – MUNAF sarà protagonista del programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026 in occasione dei Giochi Olimpici Invernali con la mostra Scenari Alpini. Paesaggi e Comunità di Lombardia, a cura di Matteo Balduzzi.

Comunicato stampa

Il Museo Nazionale di Fotografia - MUNAF sarà protagonista del programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026 in occasione dei Giochi Olimpici Invernali con la mostra Scenari Alpini. Paesaggi e Comunità di Lombardia, a cura di Matteo Balduzzi. Un progetto sostenuto da Regione Lombardia, visitabile dal 31 gennaio al 3 maggio 2026 nelle sale di Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo Milano.

In esposizione sette progetti di artisti visivi vincitori della omonima Call for Project promossa dal MUNAF nel corso del 2025, che spaziano dalla fotografia al video, dall'installazione multimediale all'indagine etnografica. Una lettura profonda e complessa della montagna lombarda, una indagine sulla dimensione abitativa, lavorativa e del tempo libero, in un contesto in profonda trasformazione in vista dei Giochi Olimpici Invernali. Dalla Val Camonica alle Orobie Bergamasche, da Bormio e Livigno alla Valtorta, da Madesimo - il comune italiano più lontano dal mare - alla Val Seriana, alla Val di Mello e alla Valtellina: un viaggio tra paesaggi, memoria, storie, miti e visioni future.

«Compito dei progetti artistici è partire dal presunto conosciuto per aprire porte sconosciute e nuovi punti di vista. Il titolo “Scenari alpini” suggerisce immediatamente un vivaio di immagini, desunte dall’esperienza, dall’amore, dal viaggio, addirittura dalla consuetudine. E ciascuno potrebbe descrivere a modo suo alcuni scenari alpini. Ma l’arte ci spinge a “rivedere”, e quindi a conoscere, quanto ci era ignoto in tutte quelle immagini», le parole del Presidente del Museo Nazionale di Fotografia, Davide Rondoni.

«Con 'Scenari Alpini' il Museo riafferma il proprio ruolo di osservatorio attivo sulle trasformazioni del paesaggio contemporaneo. Non si tratta solo di una rassegna di opere, ma di un processo di ricerca che ha visto gli artisti immergersi nelle terre e comunità locali. Essere parte dell'Olimpiade Culturale ci permette di riflettere sulla montagna lombarda con progettualità capaci di arricchire la rappresentazione dominante legata allo sport, al turismo, alla performance, includendo temi e linguaggi al tempo stesso antichi e contemporanei» spiega il curatore della mostra Matteo Balduzzi«Gli artisti di 'Scenari alpini' ci restituiscono uno sguardo non antropocentrico, capace di ascoltare le comunità e il territorio, interpretando la specificità del tempo e dello spazio alpino in tutta la sua complessità. Crediamo che agire sul piano dell’immagine e della rappresentazione possa contribuire in modo significativo nel pensare un futuro più ricco, più articolato e più sostenibile per la vita negli ambienti alpini».

Le ricerche degli artisti, incentrate prevalentemente sul territorio alpino e prealpino lombardo, hanno valorizzato lo studio delle tradizioni locali, l'uso di archivi materiali e immateriali e il coinvolgimento diretto delle comunità locali in dinamiche collettive partecipate: in Tessere domande – saperi, parole e spazio pubblico, Stefano Boccalini riattiva i saperi della tessitura e del ricamo a Monno, in Valle Camonica; mentre Chiara Brambilla e Luca Mosso producono nei boschi della Valmalenco un’installazione che testimonia un’attitudine non-antropocentrica nei confronti della natura con Understory Voyeur. Le trasformazioni del territorio legate ai Giochi Olimpici a Bormio e Livigno sono il tema di Cronotipi dell'abitare: trasformazioni temporali e spaziali nelle Alpi di Alessandro Dini e Yirong Wu. Le donne delle comunità di Ornica e della Valtorta hanno ispirato Custodi del tempo verticale di Benedetta Ristori. Francesco Merlini crea connessioni tra Madesimo, il comune italiano più lontano dal mare, e la poesia di Giosuè Carducci in Never Seen the Sea, e in Puro Visibile Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi rielaborano i riti del fuoco a Ponte Nossa e Ardesio, in val Seriana, con l'AI come strumento di ricerca artistica. Infine, Luca Vigliani e Tomaso Clavarino in Hide and Seek riflettono sul futuro della Val Masino e della Val di Mello attraverso le storie del mito che le animano. Le opere prodotte per la mostra entreranno a far parte delle collezioni permanenti del Museo.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, edito da Silvana Editoriale, contenente approfondimenti sulle opere e testi critici dei membri della Commissione.

I Sette Progetti Protagonisti

La Call for Project “Scenari alpini. Paesaggi e comunità della Lombardia fra tradizioni e futuro” si è conclusa a maggio 2025. La Commissione ha esaminato un totale di 136 candidature, selezionando sette progetti che hanno saputo interpretare con particolare qualità artistica il tema della vita in montagna tra tradizione e innovazione. L'elevato livello qualitativo dei lavori scelti è stato garantito da una Commissione di esperti composta da figure di spicco: Davide Rondoni, Presidente del Museo, Matteo Balduzzi, curatore scientifico del Museo, Benedetta Cestelli Guidi, storica e critica della fotografia (docente presso La Sapienza di Roma), Renato Ferlinghetti, docente di Geografia presso l’Università degli Studi di Bergamo e Walter Niedermayr, artista e fotografo.

Stefano Boccalini (Milano, 1963) con Tessere domande – saperi, parole e spazio pubblico.

Il progetto artistico si basa sul lavoro concreto di costruzione di una comunità, a Monno, in Valle Camonica, in cui saperi immateriali legati alla tessitura e al ricamo diventano opportunità di scambio, trasmissione intergenerazionale e sviluppo economico e sociale e in cui le parole condivise diventano punto di partenza per ripensare oggi i contesti montani (in collaborazione con Ca’Mon – Centro di Comunità per l’arte e l’artigianato della montagna e Associazione Intrecci.

Chiara Brambilla (Milano, 1982), Luca Mosso (Bormio – SO, 1962) con Understory Voyeur.

Il progetto riflette sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente, ribaltando la visione antropocentrica con cui solitamente il mondo naturale viene osservato e normato. La ricerca, realizzata nei boschi della Valmalenco, prende la forma di un’installazione video a camera fissa, caratterizzata da una forte componente sonora come misura dello spazio e delle relazioni tra esseri viventi.

Alessandro Dini (Pescia – PT, 1996) e Yirong Wu (Zhejiang – Cina, 1997) con Cronotipi dell’abitare: trasformazioni temporali e spaziali nelle Alpi.

La ricerca utilizza il medium fotografico per indagare le trasformazioni che stanno impattando sui territori montani e urbani di Bormio, Livigno e Milano in occasione dei giochi olimpici invernali: opere infrastrutturali in costruzione, cantieri, macchinari, planimetrie sono messi in relazione con la vita quotidiana, l’armonia dei cicli naturali, i segni del paesaggio che resistono.

Francesco Merlini (Aosta, 1986) con Never Seen the Sea.

Madesimo, il comune italiano più lontano dal mare, è al centro della ricerca visiva e multimediale proposta. A partire da memorie personali e dalle vicende che legano il poeta Giosuè Carducci a questo luogo, il progetto si propone di esplorare le ambiguità della fotografia di paesaggio, addentrandosi negli archivi storici e in quelli familiari per creare assonanze inaspettate tra montagna e mare.

Benedetta Ristori (Fiesole – FI, 1988) con Custodi del tempo verticale.

Un processo partecipato ispirato a pratiche etnografiche sensibili e relazionali – con fotografia, audio interviste, testi scritti – intende coinvolgere le donne della comunità di Ornica e della Valtorta, nelle prealpi bergamasche, per raccontare uno spazio di rigenerazione delle terre alte e interrogarsi su modelli possibili di abitare sostenibile in un momento di trasformazione sociale e ambientale.

Alessandro Laita (Zevio – VR, 1979) e Chiaralice Rizzi (Como, 1982) con Puro Visibile.

Tra memoria e innovazione tecnologica, il progetto si propone di rielaborare visivamente la tradizione dei riti del fuoco nelle Alpi Lombarde partendo dall’AI come strumento di ricerca artistica. Il progetto prende avvio dall’Archivio di Etnografia e Storia sociale di Regione Lombardia e si concentra sulla zona di Ponte Nossa e Ardesio, in val Seriana, dove ancora si svolge una festa rituale locale.

Luca Vigliani (Udine, 1985) e Tomaso Clavarino (Torino, 1986) con Hide and Seek.

Il progetto si muove tra realtà e finzione, scienza e leggenda, per entrare nelle mitologie che animano Val Masino e Val di Mello, in cui si condensano paure ancestrali, inconscio, rispetto, mistero. Una ricerca sul campo, nell’imprevedibilità dell’alta quota, tra rocce, vette e bivacchi, in un dialogo tra fotografia, video e audio capace di attivare una riflessione più ampia e non solo pragmatica sul presente e sul futuro dei territori alpini.