Rupa Chordia-Samdaria / Simone Pellegrini – India

Roma - 25/05/2016 : 10/06/2016

Un’INDIA poetica e visionaria è quella a cui ci rimandano i lavori di Rupa Chordia-Samdaria e Simone Pellegrini.

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Comunicato stampa

Un’INDIA poetica e visionaria è quella a cui ci rimandano i lavori di Rupa Chordia-Samdaria e Simone Pellegrini.

Per Rupa Chordia-Samdaria, artista indiana che torna alla Temple University di Roma - dove nel 2003-2004 ha frequentato il programma per il master in Fine Arts - la chiave per indagare la “sua” India è la pratica dello yoga e della meditazione. Il percorso interiore si riflette significativamente sulla sua arte, anche attraverso lo studio delle antiche scritture indiane, segnando il passaggio dalla pittura figurativa a quella astratta con cui vengono indagate le possibili connessioni tra materia, energia ed emozioni


Il cromatismo indiano, parte di una ritualità millenaria del quotidiano - dalle miniature, agli abiti, al cibo - assume una forza dirompente nell’opera di Chordia-Samdaria definendo esso stesso lo spazio.

Ad un Oriente più enigmatico si collegano, invece, le grandi carte di Simone Pellegrini che si srotolano sulle pareti come una sorta di Rāmāyana primordiale.
Con la fluidità narrativa che trasforma la tradizione orale in scrittura, Pellegrini procede sovrapponendo il suo immaginario fecondo che si muove - vicendevolmente - da oriente a occidente. Segni, forme organiche e figure umane indefinite, che sembrano provenire direttamente dall’inconscio, sono sospese in una dimensione atemporale che le fa diventare simboli di una natura intimamente connessa con la civiltà.


Rupa Chordia nata a Pune (India) nel 1978, vive e lavora tra Pune e Cincinnati (USA). I colori delle spezie, che è abituata a vedere fin da piccola, sono alla base del suo amore per la pittura. Tutto il suo lavoro ruota intorno ad una ricerca sulla spiritualità. Nel 1997-98 si diploma nell’insegnamento dell’arte alla Bhartiya Vidyapeeth di Pune. Dal 1994 al 2000 studia Belle Arti alla Abhinava KalaMahavidyalaya di Pune e nel 2002-2004 studia alla Tyler School of Art di Philadelphia e Roma, dove consegue il Master of Fine Arts. Tra le mostre recenti: Golden Ticket Show, Clifton Cultural Art Center, Cincinnati (2015); Ortega Y Gasset, Benefit Party, New York (2015); Malton Art Gallery, Cincinnati (2015); In between (a cura di Aqdas Tatli) Raipur, India (2014); The Great Illusion (a cura di Manuela De Leonardis), Temple University, Roma (2014); Golden Ticket, Cincinnati (2014).
Simone Pellegrini nato ad Ancona nel 1972, vive e lavora a Bologna. Nel 2000 si diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino. Nel 2016 realizza il libro d’artista Dans la chambre du silence con testo di Joël Claude Meffre (Editions Fata Morgana); Tra le mostre recenti: Soit 10 ans, état énterieurs, Galerie Christian Berst art brut, Parigi (2015); Non esistono oggetti brutti (a cura di T. Zakopoulos e A. Zanchetta), Galleria Bianconi, Milano (2015); The trip, Galerie Hachmeister, Münster, Germania (2015); #BoCS# Residenza artistica (a cura di Alberto Dambruoso), Cosenza (2015); Notre avenir est dans l'air (a cura di Fabio Carnaghi), Antiquarium Alda Levi, Milano (2015); Hotel Universo nella notte transluminosa (a cura di Valentina Lacinio), Palazzo Michiel Venezia (2015); ITALIA DOCET 56 Biennale di Venezia, evento collaterale (a cura di L. Rotatori), Palazzo Barbarigo Minotto, Venezia (2015); Narr, Werkstatt Galerie, Berlino (personale) (2015). Le sue opere fanno parte delle collezioni di: Bologna Fiere, collezione permanente, Bologna; MAMBo, Museo Arte Moderna Bologna; Collezione Volker Feierabend; CCPL - Gruppo Industriale Cooperativo, Reggio Emilia; Palazzo Forti, Verona; Musei Civici di Monza, Casa degli Umiliati, Monza.