Roberto Orlando – Gap / Antonello Ghezzi
GAP la prima mostra personale dell’artista Roberto Orlando (Palermo, 1996), a cura di Mario Bronzino, che prosegue la ricerca sul corpo vegetale come spazio simbolico. Con la prima mostra della stagione 2026-27 si inaugura anche la Container project room con l’opera di Antonello Ghezzi “Galactic Shipping”.
Comunicato stampa
Dal 26 settembre fino al 20 novembre, negli spazi della galleria ME Vannucci di Pistoia si tiene GAP la prima mostra personale dell’artista Roberto Orlando (Palermo, 1996), a cura di Mario Bronzino, che prosegue la ricerca sul corpo vegetale come spazio simbolico.
Quando si pensa a un gap il collegamento principale che si fa è quello di una mancanza, di un pezzo assente che potrebbe servire a completare. Raramente si tiene in considerazione il suo significato di varco, eppure è profondamente interessante riflettere che un varco sia un passaggio reso possibile per assenza di qualcosa. Basti pensare ad un tunnel scavato in una montagna. Quella roccia mancante, quella particella di paesaggio estrusa per consentire il transito diventa fondamentale per la scoperta di ciò che sta dall’altra parte. Questo è un concetto che non dovremmo ignorare in nessun contesto: la mancanza di un tassello è la possibilità di codificare un sapere alternativo.
Qualcosa di analogo accade nella mostra personale di Roberto Orlando, che per l’appunto prende questo nome, fatto di dualità e possibilità. Perché oltre a costruire un passaggio orizzontale tra coordinate storiche che ci portano a muoverci tra tradizioni passate ormai in disuso relative a pratiche di estrazione vegetale, l’artista immagina scientificamente il tragitto che porta al loro recupero industriale. L’immagine diventa un luogo di interesse e di informazione, che nel tempo stesso della ricerca di Orlando si modifica e sfuma i suoi perimetri di indagine, diventando in questo senso uno strumento con cui documentare il mestiere degli estrattori di resina – tema ricorrente nell’opera dell’artista palermitano perché ritenuta un’azione di connessione calibrata tra essere umano e vegetale – ma anche pretesto con cui reinterpretare nell’estetica e nella funzionalità gli attrezzi di lavoro.
GAP tenta senza sicurezze di alterare il tempo, le azioni e la memoria, lasciando incerto il risultato di una ricongiunzione fisica di due linee temporali: da un lato quella del passato storico sulla quale è possibile guardare faccia a faccia il ricordo disegnato e quasi effimero di una connessione con la natura; dall’altro la linea del futuro in cui stiamo accedendo, fatta di sforzi e meccanismi per il recupero e il mantenimento di prassi perdute. La mostra, in cui convivono gran parte dei linguaggi che Roberto Orlando adopera, come disegni, pittura, performance e installazioni, è un luogo di transito nel tempo, ma soprattutto nelle possibilità di riscrivere significati mancanti.
Roberto Orlando (Palermo, 1996) ha conseguito il diploma di II livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo nel 2021, ha intrapreso un percorso di ricerca che affianca la produzione artistica alla curatela indipendente e alla sperimentazione collettiva. Vive e lavora a Palermo, dove ha fondato, insieme ad altri artisti della sua generazione, Parentesi Tonde, un Artist Run Space dedicato alle pratiche contemporanee.La sua pratica approfondisce i temi dell’interspecismo e delle relazioni tra mondo animale e mondo vegetale. Parallelamente all’attività artistica, collabora con collezioni e istituzioni culturali in qualità di allestitore e curatore tecnico. Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali e collettive in Italia, tra le più recenti, Manuale (Orto dei Semplici, Firenze), Pinakothek’A (Fondazione Sant’Elia, Palermo), WENDEPUNKT (Haus Der Kunst, Palermo). Die Grosse, Kunstausstellung Nrw Düsseldorf. Ha da poco terminato un residenza presso la Fondazione Gori-Celle, Pistoia.