Roberto Crippa – Spazio e materia

Milano - 23/01/2014 : 22/03/2014

La mostra intende sollecitare l’attenzione sulla figura di Roberto Crippa (1921-1972), autore tra i più rappresentativi dell’arte italiana e internazionale del secolo XX, attraverso opere di provenienza collezionistica privata, che al meglio ne tracciano la singolarità linguistica.

Informazioni

  • Luogo: ARTE 92
  • Indirizzo: via Moneta 1/A - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 23/01/2014 - al 22/03/2014
  • Vernissage: 23/01/2014 ore 18
  • Autori: Roberto Crippa
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10-13 / 16-19 chiuso lunedì e festivi
  • Email: nicoletta.colombo@fastwebnet.it

Comunicato stampa

La mostra che la Galleria Arte ’92 di Milano inaugura il 23 gennaio alle ore 18, intende sollecitare l’attenzione sulla figura di Roberto Crippa (1921-1972), autore tra i più rappresentativi dell’arte italiana e internazionale del secolo XX, attraverso opere di provenienza collezionistica privata, che al meglio ne tracciano la singolarità linguistica.
Entrato giovanissimo nel clima polemicamente innovativo dell’arte postbellica italiana, Crippa, dopo la breve esperienza postcubista, affrontava nel 1948 la tangenza con il MAC (Movimento Arte Concreta), che lo avrebbe predisposto all’“affondo spaziale” dei primissimi anni Cinquanta


L’esposizione prende l’avvio dal 1951, con i primi “discorsi nello spazio”, come erano da lui definite le “spirali”, da quelle introduttive in bianco e nero ad altre coeve, conflagrate espressionisticamente nel colore. Lavori di notevole impegno in cui i grovigli ellittici gestuali affermano il possesso fisico dello spazio, suggestionato dalla passione per il volo acrobatico e dalle esperienze maturate nel 1951-52 in occasione dei soggiorni e della fitta attività espositiva a New York.
La fase successiva, a partire dal 1954, in cui l’andamento lineare spiraliforme si condensa nella materia e si coinvolge con la sperimentazione sulla “fisicità” del segno, è testimoniata dalla presenza dei “totem”, dipinti che rintracciano nessi di orizzonte internazionale con l’arte tribale e con il surrealismo cosmopolita di seconda generazione.
L’appassionata tensione sperimentale, affrontata negli anni Sessanta con un impegno da artefice-alchimista al lavoro sulla materia (sugheri, cortecce, legni, giornali, amiantiti), è confermata dalla presenza di opere monumentali, alcune delle quali inedite: grandi rilievi, assemblati in materiali solidi, spaziati secondo un concetto di epos postmoderno, con reminiscenze new dada.
Accompagna la mostra un catalogo bilingue, con testo introduttivo di Nicoletta Colombo, tavole delle opere a colori, apparati espositivi e bibliografici.