Roberto Amoroso – Manipolazione di origine controllata
La 10 & zero uno di Venezia è lieta di presentare Manipolazione di origine controllata, la nuova mostra personale di Roberto Amoroso (Napoli, 1979), artista che da tempo collabora con la galleria, accompagnata da un testo di Carlo Sala.
Comunicato stampa
La 10 & zero uno di Venezia è lieta di presentare Manipolazione di origine controllata, la nuova mostra personale di Roberto Amoroso (Napoli, 1979), artista che da tempo collabora con la galleria, accompagnata da un testo di Carlo Sala.
L’inaugurazione si terrà nella sede di via Garibaldi 1830, a due passi dai Giardini della Biennale, sabato 14 marzo a partire dalle ore 18.
Per l’occasione, Roberto Amoroso presenta una serie di opere su tela, le quali verranno affiancate da piccole sculture, un’installazione tessile e un lavoro video, che ampliano e consolidano la sua ricerca sul rapporto tra realtà e virtualità, attraverso un’analisi critica dei fenomeni che caratterizzano il nostro tempo.
Il lavoro di Amoroso si concentra sul flusso continuo di informazioni che plasma credenze, scelte e appartenenze sociali e politiche, mettendo in discussione la veridicità delle narrazioni contemporanee. Come afferma lo stesso artista: “Una delle caratteristiche più rappresentative di questo momento storico è il flusso di informazioni che indirizzano le nostre credenze, scelte e appartenenze a contesti sociali e politici. La loro veridicità è messa in dubbio in un mondo in cui, mentre la scienza progredisce, la comunicazione assume una dimensione quasi magica, trasformandosi in racconto. Complice l’AI, la realtà viene manipolata a favore di un indirizzamento della coscienza collettiva.”
In questo senso, Sala attraverso il suo testo ci indica che la mostra si inserisce in un contesto visivo e mediatico sempre più complesso dove: “la celebre artista e teorica Hito Steyerl nel suo recente saggio Medium Hot (2025) pone una lucida analisi sul rapporto tra immagini, capitalismo e IA generativa all’interno di uno scenario in cui «una serie di monopoli tecnologici prende il controllo dei beni pubblici come l’informazione e spilla i nostri dati per poi rivenderceli sotto forma di prodotti ottenuti grazie a un esproprio». Queste parole dell’autrice sono emblematiche del contesto visivo e mediatico in cui ci troviamo a vivere, dominato da una sempre più cogente agency delle immagini che rivela una loro dimensione politica, economica e perfino bellica nel condizionare comportamenti, sentimenti e riflessioni. Tale contesto di non neutralità del portato visivo che ci circonda è lo scenario da cui nascono – come reazione intellettuale – le opere di Amoroso esposte nella mostra veneziana Manipolazione d’origine controllata. Il titolo pone un ossimoro, che appare al visitatore come un monito nei confronti dei processi di creazione, alterazione e veicolazione dei contenuti visivi e mediatici.”
Con questa nuova serie di lavori, l’artista rivendica l’autenticità della manipolazione della realtà attraverso la fantasia, intesa come atto poetico. In particolare nelle tele, l’accostamento di riferimenti ipertestuali genera immagini sospese, senza tempo, prive di una narrazione univoca o di un riferimento concettuale chiuso, lasciando spazio a libere associazioni mentali.
La mostra è anche il risultato di diverse collaborazioni. Tra queste, il gruppo di sculture Ready Made realizzate con Bruno Di Costanzo, e lo stendardo prodotto con il supporto di JL Atelier Couture, azienda specializzata nel ricamo per il fashion luxury, con cui l’artista prosegue un percorso di dialogo con il mondo del tessile e dell’artigianato. Nel video BTC #2, realizzato a quattro mani con Dario Amoroso, la manipolazione della realtà assume invece una valenza politica e di protesta, ridicolizzando la guerra come espressione e manifestazione del patriarcato.
BIO
Le opere di Roberto Amoroso attingono a un repertorio ibrido di immagini mediatiche, virtuali e reali. L’artista attinge a simboli diversi per elaborare innesti tra corpi umani, animali e cyborg. La ricerca artistica è incentrata sull’identità come processo sempre incompiuto, che si confronta con le alterità
dei mondi virtuali e digitali. In questa cornice, Roberto rompe non solo con le separazioni tra spazio quotidiano e spazio virtuale, ma anche con tutte le dicotomie classiche. L’arte digitale diventa allora il luogo privilegiato per abbattere i binarismi, tra uomo vs animale (ad esempio attraverso il linguaggio etnico-religioso del teriomorfismo), o anche tra maschile vs femminile attraverso la declinazione artistica dell’approccio queer e la riflessione cyberfemminista.
Tra le esperienze più rilevanti si segnalano:
SPOT2 Piece of my Art, a cura di Eugenio Viola e Adriana Rispoli, Museo Madre, 2009 Napoli;
Esposizione alla 10h Biennal of Miniature Art, Cultural Centre in Gornji Milanovac, 2010 Repubblica of Serbia;
Amorosoteofilo, Annarumma Gallery, 2011 Napoli;
Esposizione al Padiglione Campania per la 54 Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi 2011;
Premio Cairo a cura di Luca Beatrice, Permanente di Milano, 2011 Milano;
Kunstform der Nature 2.0 a cura di Mihael Milunovic Parobrod, 2013 Belgrado;
The human behaviour, Mars Milano; 2014 Milano;
I.P. Indentity Portrait, a cura di Guido Cabib The format, 2015 Milano;
Face to Face, collezione di Ernesto Esposito, Palazzo Fruscione, 2016 Salerno;
Behind the Curtain, Galleria Dino Morra, 2017 Napoli;
Multiplex Conscience, Museo Madre, 2019 Napoli;
Muri d’artista, Cittadella degli archivi, a cura di Rossella Farinotti Milano 2019;
Orfeo Incantatore, MIDEC, Laveno Mombello a cura di Lorenza Boisi 2020;
Canis in Somno project by Matteo Domenichetti a cura di Milovan Farronato 2022;
Non siamo mai stati moderni a cura di Chiara Boscolo. Testo critico di Rossella Farinotti, 10 zero & uno Gallery, Venezia 2022;
TESTAMENTO, Cremona art week 2024, a cura di Rossella Farinotti, Palazzo Guazzoni, Cremona 2024;
ARCADIA, Meteore Fest, a cura di Ultraqueer, Base Milano, Milano 2024;
AMA festival, a cura di Luca Molinari, Convitto Nazionale G.Bruno, Maddaloni (CE) 2025;
L’intimo segreto del mondo là fuori, a cura di Alberto Ceresoli, Spazio Fase, Alzano Lombardo (BG) 2025