Renato Bertini – Osmosi
PICCA Arte Contemporanea presenta Osmosi, mostra di Renato Bertini.
Comunicato stampa
Picca – Arte Contemporanea, progetto ideato da Elisa Di Domenicantonio e Giuseppe Tomasello, è un’operazione artistica. Non una galleria, non un contenitore, non necessariamente quello che sembra. Piuttosto, uno sguardo: sulle opere, sugli artisti e su quello che può succedere quando si incontrano.
Picca nasce dall’idea che esporre non significhi soltanto mettere delle opere in uno spazio e lasciare che facciano il loro mestiere. Conta anche ciò che accade intorno: le vicinanze, le differenze, gli incontri inattesi. Ogni artista porta la propria ricerca, senza dover seguire un tema prestabilito. Il resto è aperto.
Anche la Collezione Picca segue questa logica. Gli artisti che espongono possono scegliere liberamente di lasciare un’opera, che entrerà a farne parte. Nessun obbligo, nessuna condizione: soltanto la possibilità che un incontro lasci una traccia e che, nel tempo, queste tracce costruiscano una collezione in continua evoluzione.
OSMOSI
“È un po’ come se la natura ‘facesse arte’ sotto i miei occhi e mi
svelasse i segreti nascosti, imprevisti, accidentali ed eterni nelle
osmosi inquiete tra l’acqua e la terra, la sabbia che si bagna e si
altera nella grigia tensione… La lieve nuvola bianca che evapora e
si cancella nella assoluta tela azzurra del cielo”.
È qui che la ricerca di Renato Bertini incontra Picca. L’artista presenterà una selezione di lavori inediti, tra cui opere realizzate su metallo, proseguendo la sua ricerca sul colore e sulle relazioni tra materia, superficie e luce. Il passaggio dalla tela al metallo cambia le cose. La tela accoglie il colore, lo assorbe nella propria trama; il metallo, invece, lo espone. La luce interviene, i riflessi modificano la superficie, il colore cambia a seconda di come lo si guarda. L’opera non restituisce sempre la stessa immagine: qualcosa sfugge, qualcosa appare, qualcosa cambia.
Ogni artista porta a Picca una ricerca autonoma, una propria identità che non viene modificata né ricondotta a un progetto curatoriale prestabilito. Ma, una volta entrata a Picca, l’opera si trova in relazione con qualcosa che va oltre lo spazio fisico: uno sguardo, un modo di intendere l’arte, la libertà delle ricerche individuali e la possibilità che dall’incontro nascano cose nuove.
Il titolo Osmosi, scelto da Renato Bertini, si accorda in modo sorprendente con il senso di Picca. La parola esprime uno scambio tra elementi diversi, capaci di entrare in relazione senza perdere la propria identità. È ciò che accade anche a Picca, dove ogni artista porta la propria ricerca e incontra uno sguardo, un contesto e altre possibilità di relazione. Una coincidenza non programmata, che sembra raccontare con una sola parola ciò che Picca intende essere.
RENATO BERTINI
Nato a Pesaro nel 1939, Renato Bertini si avvicina giovanissimo alla ceramica, iniziando a soli quattordici anni nella bottega Molaroni. Nel 1954 ottiene il Premio del Ministero dell’Industria e del Commercio a Faenza e, nello stesso anno, viene invitato da Nanni Valentini a realizzare due grandi pannelli per la mostra della Decennale della Resistenza. Si diploma all’Istituto d’Arte di Pesaro nel 1956. Fin dagli esordi entra in contatto con alcuni dei protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, tra cui Nanni Valentini, Bruno Bruni, Oscar Piattella, Giuliano Vangi e Loreno Sguanci. Nel 1958 vince il Primo Premio al Concorso Nazionale per Giovani Artisti di Firenze.
Tra il 1958 e il 1963 lavora nella bottega di Bruno Baratti, insieme a Nanni Valentini, sviluppando una ricerca che dalla ceramica si apre progressivamente alla pittura, alla grafica e alla scultura. Nel 1964 si trasferisce a Zurigo, dove lavora presso la Galerie Bürdeke, entrando in un importante circuito artistico internazionale. Negli anni successivi mantiene con la Svizzera un rapporto costante, esponendo in diverse gallerie, tra cui Bürdeke, Atelier 25, Maske e Alexander E. Raber. Nel corso della sua lunga carriera espone in numerose città italiane ed europee. Tra gli appuntamenti più significativi si ricordano Dialoghi nell’arte a Gubbio (1984), con artisti come Edgardo Mannucci, Eliseo Mattiacci, Agapito Miniucchi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro e Nanni Valentini, il Simposium Freiraum in Austria (1993), patrocinato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Vienna, e importanti personali a Pesaro, Zurigo, Berlino e Urbino. Nel 1984 è ideatore e cofondatore del Museo del Mare di Pesaro, inaugurato nel 1988. Nel 2015 porta a compimento Il ritratto di Rossini, oggi conservato presso il Museo Nazionale Rossini di Pesaro, opera che testimonia il suo profondo legame con la città e con la sua tradizione culturale. Tra le mostre più recenti spiccano La saetta e l’orizzonte alla Galleria Ca’ Pesaro (2016), Vague al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro (2022), le esposizioni del Premio Marche a Urbino e Ancona (2022-2023), Il senso dell’oltre ai Musei Civici di Pesaro (2024), dedicata a Bertini, Bruni, Piattella e Vangi, e la personale Ho visto un lampo laggiù alla Galleria Albani di Urbino (2025).
La sua ricerca, sviluppata nell’arco di oltre settant’anni, attraversa ceramica, pittura, grafica e scultura, mantenendo al centro il rapporto tra materia, segno, natura e figura.