Pittori pugliesi 1900-1950

Foggia - 16/03/2013 : 06/04/2013

In esposizione, una selezione di 60 opere –provenienti da collezioni private di Foggia, Bari e Lecce- di 39 artisti pugliesi che hanno operato nella prima metà del XX secolo.

Informazioni

Comunicato stampa

Si chiama “Pittori pugliesi 1900-1950” la mostra organizzata dalla Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci” di Foggia e curata da Mario Melchiorre, che sarà inaugurata il 16 marzo prossimo, alle 18.30, nella galleria espositiva della Fondazione, in Via Arpi 153, a Foggia.
Alla cerimonia parteciperanno il curatore e il Presidente della Fondazione, avv. Francesco Andretta.
In esposizione, una selezione di 60 opere –provenienti da collezioni private di Foggia, Bari e Lecce- di 39 artisti pugliesi che hanno operato nella prima metà del XX secolo


Una iniziativa importante, che dà conto della storia della pittura in Puglia nel periodo considerato e porta all’attenzione del pubblico alcune delle opere più belle e significative di quegli autori.
La mostra è accompagnata da un pregevole catalogo, curato sempre da Mario Melchiorre, che riporta un importante saggio su “I principali movimenti pittorici della prima metà del Novecento e l’identificazione in essi degli artisti pugliesi”; oltre alle schede di catalogo dei quadri esposti ma anche di altre opere significative del periodo e alle note biografiche degli artisti, tutte curate da Mario Melchiorre e Carmelo Cipriani.

Come scrive, nella presentazione del catalogo, il Presidente Andretta, «la finalità ultima di questa mostra di autori pugliesi della prima metà del secolo scorso è proprio l’avvio della ricognizione della comune trasmissione della bellezza, la ricostruzione delle suggestioni che la luce piena, accecante, “gialla”, del nostro sole e l’azzurro terso dei nostri cieli -per questo ed in questo perfettamente identici a tutte le “lunghe” latitudini regionali- hanno impresso nei pennelli dei nostri artisti, pur’anche nelle rappresentazioni di una realtà sociale per molti versi amara. Per ciò stesso, dunque, un ponte che dalla Daunia si lancia alle microregioni consorelle, sperando vivamente in un doppio senso di marcia».