Peter Vogel – Ritmi cibernetici

Milano - 01/10/2015 : 20/11/2015

L’esposizione, curata da Alberto Zanchetta, ripercorrerà la ricerca acustica e cinevisuale dell’autore. Saranno presentate opere storiche, realizzate negli anni ’70, e opere più recenti come Rhytmic Sound nr. 2 del 1999 - un muro sonoro di 5 metri con cui lo spettatore potrà interagire per produrre una sinfonia tecnologica.

Informazioni

  • Luogo: MAAB GALLERY
  • Indirizzo: via Nerino 3 20123 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 01/10/2015 - al 20/11/2015
  • Vernissage: 01/10/2015 ore 18
  • Autori: Peter Vogel
  • Curatori: Alberto Zanchetta
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 18 - sabato su appuntamento

Comunicato stampa

La mostra personale dedicata a Peter Vogel, che si inaugurerà il prossimo 1 ottobre alla MAAB Gallery di Milano, ripercorre la ricerca acustica e cinevisuale dell’artista nato a Friburgo nel 1937, noto a livello internazionale per le connessioni tra arte e tecnologia sviluppate a cavallo degli anni Sessanta e Settanta.
La mostra presenta una selezione di opere storiche, come Hochbein e Tiefer doppelton del 1978, e altre più recenti, datate all’ultimo trentennio di attività. Particolarmente significativo è Rhythmic sound n

2 del 1999, un muro sonoro di cinque metri con cui lo spettatore potrà interagire per produrre una sinfonia tecnologica. Appositamente per la galleria MAAB, Vogel ha realizzato la scultura Fire and Water che – sollecitata dai rumori ambientali – produce ascensioni di luci rosse (simili a lamelle infuocate) e uno stillicidio di luci blu (ispirate alle cascate d’acqua); l’opera dimostra l’interesse dell’artista per i fenomeni naturali e per gli schemi psicologici a essi associati, come la "assuefazione" e i "riflessi condizionati". Diversamente, Vogel costruisce forme acustiche e strutture temporali che si ispirano a immagini o concetti più astratti. In ambo i casi, è di primaria importanza il coinvolgimento dello spettatore, il quale attiva e influenza le opere, ottenendo così un’esperienza sensoriale sempre eterogenea e molto complessa. Le strutture sensibili di Vogel sono infatti dotate di un sistema che può influenzare se stesso, creando un effetto mutevole in base all’incidenza del suono, del movimento, della luce e delle ombre.
La forma dei suoi Interaktive Objekte segue la funzione dell’oggetto: gli oggetti sonori, i rilievi di luce e le sculture cinetiche mettono in evidenza le loro componenti elettroniche, visualizzando così i sensori, gli amplificatori, gli altoparlanti e i LED che consentono una fruizione attiva. Dal dialogo-gioco tra il soggetto e l’oggetto nasce uno scambio di informazioni, un’alternanza di azioni e reazioni che modificano la percezione e la ricezione dei dati sensoriali, variando di intensità o durata a seconda delle diverse tipologie di oggetti. Ad esempio, gli impianti atonali e quelli polifonici si differenziano per sequenze ripetitive e altre più volubili, generando un campo di accadimenti e di possibilità che possono essere infiniti, così come infiniti sono i rapporti che si instaurano a livello interpersonale.
La mostra è accompagnata da un’importante monografia in italiano, inglese e tedesco, con testi critici di Alberto Zanchetta e una ricca selezione di opere, progetti, fotografie e documenti che testimoniano la cinquantennale carriera dell’artista.

Biografia
Peter Vogel è nato a Friburgo nel 1937. Dopo gli studi universitari in fisica, svolge un lavoro di ricerca. Parallelamente inizia la sua attività artistica quando inizia a interessarsi di pittura, ballo, coreografia, composizione di musica elettronica e video. I suoi primi lavori, realizzati a partire dal 1955 sono vicini al linguaggio informale.
Nel 1967 Peter Vogel resta colpito da un esperimento scientifico del neurofisiologo Grey Walter, il quale impiega una “machinae speculatrix” che reagisce agli impulsi del mondo esterno con luci, colori, suoni e sensori. È proprio questa interattività ad affascinarlo particolarmente e a fornirgli l’ispirazione necessaria per cambiare radicalmente il suo linguaggio formale. Nel 1969 l’artista realizza il primo esperimento di natura plastico-cibernetica e nel 1971 ha luogo a Friburgo la sua prima mostra. Da questo momento Peter Vogel espone in numerose mostre internazionali, come “Les Machines Sentimentales” al Centre Pompidou di Parigi nel 1986.
Tra il 1979 e il 1984 risiede per lunghi periodi a New York. A questo periodo risalgono le Pareti musicali, sintesi delle sperimentazioni in ambito musicale e cibernetico, come in Minimal Music Klangwand (1988) e Techno-Klangwand(1996). Nel 1996 ottiene l’incarico di insegnante presso l’Università HBK di Saarbrücken. Nel 2004 gli viene conferito il premio Reinhold-Schneider dalla città di Friburgo e nel 2008 il Museum für Neue Kunst di Friburgo gli dedica un’importante retrospettiva.