Paolo Cervi Kervischer – EmBODYing

Venezia - 14/06/2014 : 27/06/2014

Il Françoise Calcagno Art Studio di Venezia è lieto di presentare la mostra personale dell’artista triestino Paolo Cervi Kervischer, intitolata “EmBODYing”.

Informazioni

  • Luogo: CALCAGNO ART STUDIO
  • Indirizzo: Campo del Ghetto 2918 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 14/06/2014 - al 27/06/2014
  • Vernissage: 14/06/2014 ore 18,30
  • Autori: Paolo Cervi Kervischer
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a sabato 10.00 – 14.00 altri orari su appuntamento

Comunicato stampa

Il Françoise Calcagno Art Studio di Venezia è lieto di presentare la mostra personale dell’artista triestino Paolo Cervi Kervischer, intitolata “EmBODYing”.
Paolo Cervi Kervischer, nato a Trieste nel 1951, attualmente vive e lavora nella sua città natale. Dal 1969 al 1977 studia con Nino Perizi alla Scuola Libera del Nudo del Museo Revoltella di Trieste, per poi diplomarsi in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova. L'artista opera con mostre personali ed installazioni sia in Italia che in area mitteleuropea: Austria, Slovenia, Croazia, Germania, Ungheria e Bosnia

Ha sviluppato inoltre ricerche di fotografia creativa e combinata ed è conosciuto anche per le sue numerose performances e le installazioni. Dal 1980 è fra i partecipanti agli incontri internazionali (Colonie) nell’area Mitteleuropea. Dal 1991 esegue dal vero i ritratti dei poeti italiani e stranieri contemporanei. Insegna Arte Moderna e Contemporanea, Anatomia artistica, Disegno e Pittura nel suo Laboratorio.

“Il concetto più frequente nella ricerca di Paolo Cervi Kervischer risiede nell'idea di presenza e di estraneità. La pittura si avvale di un repertorio espressivo molto variegato e molto spesso entrano nella dinamica della composizione scritte, abbozzi di ritratti, porzioni di anatomie umane capaci di rappresentare l'evocazione dell'"altro" che si installa nel quadro come presenza. Il volto ha una centralità significante nell'opera di Cervi Kervischer che sceglie sempre fisionomie apparentemente affini, eppure diverse; esse sembrano emergere da arcane profondità e, nel momento di precisarsi come identità, si sottraggono alla lettura perché mantenute appena sotto la soglia di riconoscibilità. Questo avviene perché l'artista privilegia il concetto, sul quale imposta poi la sua ricerca anche squisitamente pittorica. Il colore presenta una gamma di variazioni che nascono dall'utilizzo di un impasto diluito; il nero ha spesso il dominio della superficie, sulla quale evanescenze e colature costituiscono una salda tessitura del quadro; questa e sottoposta al flusso di una coscienza impegnata a prelevare da molteplici linguaggi elementi per una sintesi affascinante, dove tendenze figurali e slanci di astrazione convivono in una simbiosi armonica.” (Enzo Santese).