Nelio Sonego – Orizzontale verticale inverso
La mostra delinea la coerente traiettoria geometrico-gestuale di Nelio Sonego. Distante dalle coeve ricerche spazialiste e minimaliste, l’artista concentra la sua indagine interamente sulla superficie della tela, rifiutandone l’evasione oggettuale.
Comunicato stampa
Martedì 29 settembre 2026, dalle ore 17.00 alle ore 20.00, presso JUS Museum | Galleria d’Arte di Napoli (Palazzo Calabritto, via Calabritto 20, piano nobile, scala B), si inaugura la mostra “Nelio Sonego. Orizzontale verticale inverso”, a cura di Marcello Palminteri.
La mostra delinea la coerente traiettoria geometrico-gestuale di Nelio Sonego. Distante dalle coeve ricerche spazialiste e minimaliste, l'artista concentra la sua indagine interamente sulla superficie della tela, rifiutandone l’evasione oggettuale. Il nucleo espositivo si focalizza sull'evoluzione della serie degli Orizzontaliverticali, arricchita qui dalla dimensione dell'inverso attraverso la formula del dittico.
Sismetrico è il titolo della maggior parte delle opere esposte. In questi lavori, la linea di giunzione centrale agisce come una soglia di transizione dinamica: la tela di sinistra raccoglie la spinta propulsiva e la concentrazione iniziale dei segni, mentre quella di destra ne accoglie lo sviluppo ribaltato e disteso. Questa definizione unisce idealmente la vibrazione sismica del gesto alla struttura geometrica del dittico; uno sdoppiamento asimmetrico che abita la bidimensionalità dall'interno, imponendo un movimento pendolare dello sguardo in cui il bianco della tela resta l'assoluto protagonista dello spazio.
Attraverso una poetica della rarefazione, il segno pulito dialoga con l'uso instabile della vernice a spruzzo. Trame e velature cromatiche danno vita a una pittura sospesa dove lo spazio bianco non è vuoto, ma un silenzio denso di contenuti. Come in una partitura visiva che richiama i graffi sonori del compositore veneziano Luigi Nono, il gesto veloce di Sonego imprime la medesima tensione acustica sulla superficie, traducendo il segno concreto in un orizzonte esistenziale ed estetico, etico e filosofico.
Il percorso espositivo rivela la solida formazione dell'artista all'Accademia di Belle Arti di Venezia come allievo di Emilio Vedova – da cui assimila la sensibilità ritmica – e la successiva, profonda vicinanza a Mario Nigro. Il segno si fa così struttura dinamica, capace di ridefinire radicalmente la superficie pittorica e di svelare nuove, impercettibili prospettive spaziali.
In concomitanza con l'esposizione principale, lo Spazio Foyer di JUS Museum | Galleria d’Arte ospiterà la mostra “Orditi del tempo” di Manuela Toselli, un raffinato percorso parallelo che indaga la dimensione temporale attraverso opere realizzate con sottilissimi fili di seta e stoffe.
La mostra rimarrà aperta sino al 6 novembre 2026. Il catalogo della mostra verrà presentato a fine esposizione, in occasione del finissage.
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BIO
Nelio Sonego nasce a Sion, in Svizzera, nel 1955. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova, dal quale assimila uno slancio gestuale e vitalistico subito trasposto in un'originale chiave minimalista e astratta. I primi anni di attività (1978-1980) sono caratterizzati da rigorose geometrie a matita di sapore architettonico, a cui segue nel decennio successivo il ciclo dei Rettangoli Verticali. Tra il 1986 e il 1989 l'indagine si sposta sulla forma del triangolo con i Trisangoli, evolvendo poi negli Angoarcoli: lavori dominati dal contrasto assoluto tra il bianco della tela e la potente energia di un segno nero, guizzante e frammentato. Nel 1990 stringe un profondo sodalizio con il poeta Carlo Invernizzi e, nel 1996, firma con Gianni Asdrubali e Bruno Querci il manifesto Tromboloide e disquarciata. Natura naturans, che darà vita a un'importante mostra itinerante europea nel 1997. Nel 2003 inaugura la celebre serie degli Orizzontaliverticali, dove la struttura geometrica acquista una natura mobile e vibrante grazie all'uso instabile della vernice a spruzzo. A questa produzione affianca la creazione di intimi libri d'artista fatti a mano. Dagli anni Duemila espone con continuità in rinomate gallerie private italiane e internazionali, a partire da quelle di riferimento come la A arte Invernizzi di Milano e la Galleria Giraldi di Livorno, fino alla Galleria Meandar di Zagabria, alla Galerie Wuensch di Linz e in importanti spazi a Londra e Parigi. Parallelamente, la sua ricerca viene consacrata in prestigiosi musei e spazi pubblici: si ricordano la Sala delle Pietre di Todi, la storica Villa Pisani Bonetti (in dialogo con Michel Verjux nel 2007), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2015), il Museo Lapidarium di Novigrad, il Museo del Paesaggio di Torre di Mosto e l’Università Bocconi di Milano in una fitta sequenza di personali tra il 2017 e il 2024. Sue opere sono attualmente presenti presso la Fondazione Ragghianti e la Fondazione Centro delle Arti Lucca per la mostra “Lo spazio esteso. Percorsi d’arte negli anni Ottanta”, a cura di Paolo Bolpagni e Francesca Pola. Della sua ricerca si sono occupati autorevoli personalità del mondo della cultura, storici e critici d’arte. Hanno scritto di lui, tra gli altri: Lorenzo Canova, Claudio Cerritelli, Giorgio Cortenova, Lorenzo Mango, Francesca Pola, Francesco Tedeschi, Gérard-Georges Lemaire, Jonathan Watkins, Klaus Wolbert. L’artista vive e opera a Concordia Sagittaria (Venezia).