Michelle Rogers – The shadows of Eden

Roma - 22/04/2012 : 24/04/2012

In occasione della Giornata internazionale della terra, l’artista irlandese, pronipote dello scrittore James Joyce, Michelle Rogers, dedica la sua mostra alla riscoperta del rapporto originario tra Uomo e Natura.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione della Giornata internazionale della terra, l’artista irlandese, pronipote dello scrittore James Joyce, Michelle Rogers, dedica la sua mostra alla riscoperta del rapporto originario tra Uomo e Natura. La mostra si tiene presso la Galleria Frammenti d’Arte, in via Paola 23.
>>“Penso sia fondamentale – ha detto Rogers riferendosi all’International Earth day -ritrovare la giusta connessione con la natura e con la terra

Io sono cresciuta in Irlanda, la mia infanzia l’ho trascorsa in un posto da sogno con il nonno che era ‘seanachie’, una sorta di ‘cantastorie’- figura tradizionale molto importante nella cultura irlandese- che ci ha trasmesso l’amore per la terra e per la natura. Con i suoi racconti di folletti e divinità dei boschi, ci ha trasmesso la cultura celtica profondamente legata ai ritmi delle stagioni. Le regole della natura sono parte integrante della nostra esistenza. La vita contemporanea ha il dovere di rispettarle prima che sia davvero troppo tardi”.
>>Nei 12 dipinti a olio e 6 acquarelli, l’artista- romana d’adozione- manifesta la sua vicinanza alle teorie ambientaliste del filosofo statunitense Henry David Thoreau.
>>Attraverso le sue opere, Rogers ricostruisce il rapporto tra Uomo e Natura fondato sull’assoluto rispetto dei ritmi tra l’essere umano e la terra, rievocando quell’empatia originaria tra uomo e creato.
>>Paesaggi in cui acqua, terra, aria, luce e ombra si fondono facendo intravedere lo scorcio di un giardino irlandese, una visione di un lago, un orizzonte di purezza virginale in cui è costante la presenza umana armoniosamente immersa nella natura.
>>Il soggetto non è l’uomo ma il rapporto che egli riesce a ri-creare con l’ambiente: nessuna nostalgia per il passato, nessun ritorno alle origini, ma la consapevolezza che soltanto attraverso il recupero di questo rapporto primigenio l’umanità può ritrovare nella vita moderna l’equilibrio ancestrale all’ombra dell’Eden , Shadows of Eden appunto.
>>La rottura di questo rapporto viceversa è perfettamente espresso nel quadro intitolato “Claudio sulla terra”. L’opera raffigura uno scenario apocalittico, dove un uomo si riflette tristemente, come “Narciso”, in uno specchio d’acqua originato da una devastante inondazione, la quale è stata causata dello sfruttamento incontrollato del territorio. Nell’opera “Wilderness” invece è la natura a prevalere e l’uomo appare in uno stato di profonda serenità e vitalità interiore.
>>Questo dimostra come sia necessario fare un uso corretto delle risorse naturali rinnovabili e della preservazione dei delicati equilibri del nostro ecosistema.
>>Il 24 aprile si terrà il finissage della mostra che si concluderà con un concerto del Duo Alivernini-Vero (clarinetto e chitarra) che eseguirà “Frammenti e suggestioni di melodie Celtiche” chiudere i festeggiamenti dell’Earthday, la Giornata Mondiale della Terra.
>>
>>
>>Di lei hanno scritto:
>>
>>“ Michelle Rogers predilige i grandi formati, proprio perché cerca di tuffarsi in quella natura che ama profondamente, e che lei racconta con pennellate incisive, pigmenti materici, gestualità spontanee, spatolate carnose, e una luce costante che sembra tirar fuori una energia, una spiritualità che riflette un equilibrio all’interno dell’opera stessa.”
>>
>>“ Un’artista da sempre attenta alle tematiche sociali, ma non per questo scontata e prevedibile, molto apprezzata a livello internazionale proprio per questa spontaneità di comunicazione, realistica ma personale, l’originalità e mai la banalità. Oserei dire una lezione di grande pittura, la luce che tira fuori dalle sue tele, non a caso ricordiamo la mostra tenuta da Michelle Rogers al Chiostro del Bramante qualche anno fa, omaggio al
>>Caravaggio: è una luce vitale, che ci aiuta a decifrare lo svolgersi della scena, con pennellate a olio vibranti …..”
>>
>>Achille Bonito Oliva