Luisa Gardini – Carte e Sculture

Roma - 06/03/2014 : 07/04/2014

La libreria/galleria La Diagonale presenta un gruppo di significativi lavori di Luisa Gardini. La mostra raccoglie una selezione di opere su carta degli anni Settanta, accanto a un gruppo di sculture recenti, realizzate dall’artista romana dal 2010 a oggi.

Informazioni

Comunicato stampa

La libreria/galleria La Diagonale presenta un gruppo di significativi lavori di Luisa Gardini. La mostra raccoglie una selezione di opere su carta degli anni Settanta, accanto a un gruppo di sculture recenti, realizzate dall’artista romana dal 2010 a oggi.
Un primo nucleo di disegni è composto da alcuni fogli,non di grandi dimensioni, in cui la Gardini annota, elabora e verifica conl’uso del carboncino forme e figure che preludono alla realizzazione dei corpi tridimensionali delle sue sculture


Il secondo gruppo di carte, di dimensioni maggiori, sempre realizzate nel corso degli anni settanta, sono invece vere e proprie opere concluse, composte dalla stratificazione di porzioni di carta e collages fotografici, raccolti al centro dei fogli e variamente circondati da brani di scrittura.
Come nei disegni, anche nelle recenti sculture, di ceramica o di cartone ricoperto di caolino, le immagini finali si formano per accumulo e stratificazione di materiali e forme, di oggetti e di segni, come avviene nell’opera dell’artista sin dai suoi esordi negli anni sessanta.
Gran parte delle sue sculture più recenti, presentate oggi in mostra, sono state realizzate dalla Gardini con la tecnica della ceramica,“(…) mettendo alla prova la consistenza e la versatilità dell’argilla, studiando le sue reazioni all’intervento delle mani, e soprattutto cercando di governare quel complesso processo attraverso cui forme e colori a seconda dell’intensità e dei tempi di esposizione al calore del fuoco si fissano in maniera definitiva. Quest’ultimo passaggio deve averla affascinata: quando la materia, predisposta secondo un disegno da lei studiato, viene affidata al ventre scuro ma rigenerante del forno. In questo distacco e nella trasformazione che ne segue (prevedibile ma mai totalmente governabile), nell’attesa necessaria affinché la materia si solidifichi e il colore prenda la sua nuova veste, nella sorpresa, nelle inevitabili delusioni e nei conseguenti aggiustamenti, nella crescita di conoscenza cui l’intero percorso ti costringe di opera in opera, Luisa deve aver riconosciuto un processo incredibilmente vitale (non lontano dall’alchemico regressum ad uterum) e una parabola del modo in cui da sempre concepisce il suo lavoro” (P. Bonani, nel depliant che accompagna l’esposizione).

Luisa Gardini è nata a Ravenna nel 1935. Vive e lavora a Roma. Esordisce nel 1979 a New York, al Center for Italian Studies della Columbia University, invitata alla mostra From page to space. Women in Italian Avant-Garde Between Language and Image, curata da Mirella Bentivoglio. Nel 1981 ha tenuto la sua prima mostra personale alla Galleria d’Arte Grafica dei Greci. Da allora ha preso parte a numerose collettive tra cui: Senza titolo allo Studio Durante nel 1989, curata da Gabriella Drudi; al Pemio Michetti del 1994, curato da F. D’Amico; Martiri e Santi, a L’Attivo di Fabio Sargentini nel 1996; all’Omaggio a Toti Scialoja alla Galleria Il Segno nel 2008. Nel 2009 ha esposto per la prima volta a La Diagonale nella mostra Omaggio a Pound: ritratti ed altro. Nel 2010 è stata pubblicata, a cura di Fabrizio D’Amico, un’ampia monografia sul suo lavoro, che raccoglie le sue opere realizzate dall’artista dai primi anni sessanta al 2010.