Julia Krahn – Ursprung & Untergang. Al crepuscolo una favola!
Concepito appositamente per l’antica Chiesa dell’Immacolata, il progetto trasforma la chiesa in un ambiente attraversato da video, suono, tessuto e scultura. Lo spazio diventa corpo: una condizione instabile in cui protezione e perdita convivono senza mai risolversi.
Comunicato stampa
DAL 26 GIUGNO AL 30 SETTEMBRE 2026, IL CASTELLO ARAGONESE D’ISCHIA OSPITA URSPRUNG & UNTERGANG. AL CREPUSCOLO, UNA FAVOLA!, MOSTRA PERSONALE DI JULIA KRAHN PROMOSSA DALLA FONDAZIONE KARIN E GABRIELE MATTERA.
Concepito appositamente per l’antica Chiesa dell’Immacolata, il progetto trasforma la chiesa in un ambiente attraversato da video, suono, tessuto e scultura. Lo spazio diventa corpo: una condizione instabile in cui protezione e perdita convivono senza mai risolversi.
“... e se l’ultimo inganno non fosse l’amore, ma il mondo stesso? Se fosse tutto fango da plasmare nelle nostre mani.”
L’ingresso alla mostra è segnato da una video installazione a tre canali che introduce il visitatore in una dimensione sospesa tra realtà e apparizione.
Una montagna di corpi femminili — non più bambine, non ancora donne — attraversa un tempo trattenuto da un respiro profondo e incessante. I corpi cercano di sollevarsi, ricadono, si raccolgono sotto una fragile struttura di tessuto. La figura materna appare e si sottrae: rassicurante, immobile, poi improvvisamente attraversata da un grido lacerante. Entra ed esce dalle fenditure della terra. Altrove, altre ragazze danzano su una spiaggia abbandonata e trascinano il corpo della madre fuori dal mare.
Il paesaggio sonoro del video nasce dalla stratificazione di registrazioni essenziali — strumenti, voci, respiri, frequenze profonde — e si diffonde nell’intero spazio della chiesa.
Al centro della mostra, URSPRUNG & UNTERGANG, una grande installazione sospesa in lino rosa si dispiega tra gravità e levitazione. Corpo, mantello, rifugio: il paracadute si apre nello spazio come una presenza protettiva e accogliente, invitando il visitatore a entrare sotto la sua superficie morbida e instabile.
“Qui la caduta non è fine, ma ritorno.”
Tra le pieghe emergono forme fragili e indecifrabili: presenze in tessuto rosa attraversate da inserti in ceramica bianca, arti incompleti, crescite organiche, corpi non ancora determinati.
Accanto all’installazione centrale, Krahn presenta VENA e VENTER. La prima è un’installazione composta da 4320 perle in ceramica realizzate a mano; la seconda è una serie di sculture in ceramica bianca ispirate agli antichi scolatoi monastici del Castello Aragonese e alle antiche pratiche di decomposizione dei corpi. Le forme di VENTER richiamano contemporaneamente cavità uterine, bacini, architetture di trasformazione e dispositivi organici. Aperte verso l’alto e perforate inferiormente, trattengono e rilasciano, raccolgono e svuotano, collassando lentamente su sé stesse.
“Il corpo non rappresenta: espone.”
La luce cala. Le forme cedono. E proprio nel punto in cui tutto sembra dissolversi, qualcosa — ancora — tenta di prendere corpo.
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Il catalogo della mostra, in corso di pubblicazione, raccoglie appunti, immagini, materiali, progetti non realizzati e corrispondenze sviluppati nell’arco di oltre un anno. Più che documentare il progetto, si configura come il tracciato di un attraversamento: il diario frammentario di un’isola di fango.
La mostra è promossa dalla FONDAZIONE KARIN E GABRIELE MATTERA, impegnata nella promozione dell’arte contemporanea al Castello Aragonese d’Ischia.
Il video è stato realizzato grazie alla collaborazione delle ballerine della SCUOLA DI BALLO PATTY SCHISA (Napoli) e della scuola BODY BALLET DANCE (Ischia) e all’ospitalità del CASTELLO ARAGONESE D’ISCHIA e del REGINA ISABELLA RESORT (Lacco Ameno).
JULIA KRAHN
Julia Krahn è un’artista multidisciplinare tedesca. Nata nel 1978 a Jülich e cresciuta ad Aquisgrana, nel 2001 decide di abbandonare gli studi di medicina per dedicarsi interamente all’arte e trasferirsi a Milano, dove vive e lavora tuttora. Durante il lockdown apre inoltre un secondo studio a Sorrento.
La sua ricerca si confronta con le sfide dell’esistenza umana, con la vulnerabilità, la trasformazione e le forze che possono emergere dalle crisi. Attraverso performance, video, fotografia, scultura e suono, Krahn rende visibili persone, oggetti e situazioni come testimoni del proprio tempo, collocandoli in contesti nuovi, spesso inattesi e capaci di attraversare epoche diverse.
Il suo lavoro dialoga frequentemente con tradizioni iconografiche religiose e culturali che non vengono confermate o celebrate, ma interrogate e radicalmente reinterpretate. La dimensione corporea dell’essere umano e la sua impermanenza costituiscono un sottofondo costante del suo lavoro. Le opere di Julia Krahn sono esposte a livello internazionale.
MOSTRE SELEZIONATE
2026 Memling. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro, Museo Diocesano, Milano
2025 Weiss sind alle farben, Museum St. Ulrich, Ratisbona; FrauenBilder. Julia Krahn im Dialog, Landesmuseum Hannover
2024 Hesperus, Lesbo, Grecia
2023 St. Javelin, Museo Novecento, Firenze; St. Javelin, Stiftung Garnisonkirche, Potsdam
2022 Hilde, Fondazione Pietà de’ Turchini, Napoli
2019 33MM, Archiginnasio, Bologna
2018 ICEA Soundlines of Contemporary Art, Erevan, Armenia
2017 Oblio, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Figura, Stiftung St. Matthäus, Bad Wilsnack e Berlino
2016 Needs, Akademie Graz e Graz Museum, Graz; SchönerHeit, mostra itinerante
2015 Rabenmütter, Lentos Kunstmuseum, Linz; Last Supper, Fondazione Stelline, Milano; It might have been a pigeon, Museo Diocesano, Milano
2014 Trust Me, HdKK, Stoccarda
2013 Leidenschaften, Stiftung St. Matthäus, Berlino
2012 Lilies and Linen, Accart, Bolzano
2007 The Creation of Memory, Magrorocca, Milano
FONDAZIONE KARIN E GABRIELE MATTERA
La FONDAZIONE KARIN E GABRIELE MATTERA raccoglie un’eredità culturale che, fin dagli anni ’70, si è distinta nel sud Italia nell’organizzazione di mostre d’arte contemporanea e di altri eventi di indiscusso prestigio internazionale. Ha sede nel Castello Aragonese d’Ischia — luogo carico di storia, stratificazioni e tensioni simboliche — e si propone come spazio di ricerca, produzione e confronto, capace di accogliere progetti site-specific e pratiche interdisciplinari.
Il passaggio da associazione a fondazione, avvenuto nel febbraio del 2026, segna un ampliamento della visione e dell’impegno, rafforzando il ruolo dell’istituzione nel panorama culturale nazionale e internazionale.