Inseguire l’inatteso
Cosa accade quando la materia smette di obbedire all’intenzione per aprirsi all’imprevisto? Da questa tensione tra controllo e deriva, tra progetto e trasformazione, nasce Inseguire l’inatteso: una mostra collettiva presso SPARC* – Spazio Arte Contemporanea.
Comunicato stampa
Cosa accade quando la materia smette di obbedire all’intenzione per aprirsi all’imprevisto? Da questa tensione tra controllo e deriva, tra progetto e trasformazione, nasce Inseguire l’inatteso: una mostra collettiva presso SPARC* – Spazio Arte Contemporanea che riunisce opere recenti di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto Scodro.
Il percorso espositivo si articola attraverso circa quindici lavori: dai grandi quadri astratti in acrilico e cera di Colombi, alle stratificazioni tridimensionali in cera e paraffina di Cescon, fino alle sculture di Scodro, composte da silice, pigmenti e metalli che richiamano suggestioni geologiche.
Curata da Luca Berta, Daniele Capra e Francesca Giubilei, la mostra nasce da un dialogo aperto con gli artisti sul legame profondo tra la prassi esecutiva e la dimensione concettuale della ricerca artistica. Al centro della mostra vi è l’indagine sui processi trasformativi dell'arte, dove spesso emerge un momento di casualità capace di sfuggire al controllo dell'autore. Che si tratti di un istante infinitesimale o di una fase prolungata, questo “punto cieco” si mescola alle intenzioni dell'artista, diventando decisivo per l’esito finale.
Inseguire l’inatteso mette a confronto tre voci che hanno saputo integrare l'imprevisto nel proprio metodo creativo. L'evento accidentale smette di essere un errore per essere metabolizzato e governato come fattore espressivo. Accogliere l'inaspettato richiede un'attitudine specifica: la capacità di riconoscere come desiderabile un risultato diverso da quello pianificato, riprogrammando le proprie necessità espressive in funzione di una nuova, imprevista direzione.