Inseguire l’inatteso

Informazioni Evento

Luogo
SPARC - SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA
Campo Santo Stefano 2828A , Venezia, Italia
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Date
Dal al

ore 18

Vernissage
16/01/2026

ore 18

Curatori
Daniele Capra, Francesca Giubilei, Luca Berta
Generi
arte contemporanea, collettiva

Cosa accade quando la materia smette di obbedire all’intenzione per aprirsi all’imprevisto? Da questa tensione tra controllo e deriva, tra progetto e trasformazione, nasce Inseguire l’inatteso: una mostra collettiva presso SPARC* – Spazio Arte Contemporanea.

Comunicato stampa

Cosa accade quando la materia smette di obbedire all’intenzione per aprirsi all’imprevisto? Da questa tensione tra controllo e deriva, tra progetto e trasformazione, nasce Inseguire l’inatteso: una mostra collettiva presso SPARC* – Spazio Arte Contemporanea che riunisce opere recenti di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto Scodro.

Il percorso espositivo si articola attraverso circa quindici lavori: dai grandi quadri astratti in acrilico e cera di Colombi, alle stratificazioni tridimensionali in cera e paraffina di Cescon, fino alle sculture di Scodro, composte da silice, pigmenti e metalli che richiamano suggestioni geologiche.

Curata da Luca Berta, Daniele Capra e Francesca Giubilei, la mostra nasce da un dialogo aperto con gli artisti sul legame profondo tra la prassi esecutiva e la dimensione concettuale della ricerca artistica. Al centro della mostra vi è l’indagine sui processi trasformativi dell'arte, dove spesso emerge un momento di casualità capace di sfuggire al controllo dell'autore. Che si tratti di un istante infinitesimale o di una fase prolungata, questo “punto cieco” si mescola alle intenzioni dell'artista, diventando decisivo per l’esito finale.

Inseguire l’inatteso mette a confronto tre voci che hanno saputo integrare l'imprevisto nel proprio metodo creativo. L'evento accidentale smette di essere un errore per essere metabolizzato e governato come fattore espressivo. Accogliere l'inaspettato richiede un'attitudine specifica: la capacità di riconoscere come desiderabile un risultato diverso da quello pianificato, riprogrammando le proprie necessità espressive in funzione di una nuova, imprevista direzione.