Igor Mitoraj – La forma del silenzio
Apre la mostra “La forma del silenzio” di Igor Mitoraj ospitata nella nuova galleria d’arte contemporanea Teldil Art Gallery.
Comunicato stampa
Apre a Roma Teldil Art Gallery con la mostra di Igor Mitoraj
Nel nuovo spazio espositivo “La forma del silenzio”, 41 opere di uno dei più grandi scultori del Novecento
In occasione della mostra “La forma del silenzio”, con 41 opere di Igor Mitoraj, apre a Roma un nuovo spazio espositivo destinato a ridefinire il rapporto tra opera, architettura e spettatore. Il progetto si rafforza sin dalla sua origine grazie alla partnership strategica con la Galleria Contini, realtà di rilievo nel panorama dell’arte contemporanea internazionale.
Voluta dall’art advisor Teldil Moreira e progettata da Giammetta Architects, la Teldil Art Gallery si configura come una galleria d’arte performativa, dove la fruizione si trasforma in un’esperienza incarnata e l’osservatore diventa parte dell’opera.
“Ho pensato questo spazio -dichiara la gallerista Teldil Moreira- come un luogo in cui la memoria possa dialogare con la contemporaneità, dove ogni elemento contribuisca a costruire un’esperienza autentica e immersiva. La galleria, infatti, nasce all’interno di un edificio della Banca d’Italia che risponde proprio a questa volontà: valorizzare la storia e accompagnarla verso nuove forme espressive”.
L’intervento architettonico opera per sottrazione: rimuove, scava, libera lo spazio contaminato da interventi posticci. È un gesto progettuale che restituisce autenticità, riportando alla luce le tracce originarie del luogo.
“All’interno della galleria -ha dichiarato l’architetto Marco Giammetta- il percorso espositivo si articola su tre livelli percettivi: l’opera come nucleo attivo e generatore di senso; la superficie espositiva, neutra e silenziosa; la traccia storica come memoria materica dello spazio. Questi livelli coesistono in un equilibrio dinamico, trasformando la galleria in un organismo attraversabile, dove il corpo diventa misura e interprete”.
“Con l’architetto Marco Giammetta -ha continuato Teldil Moreira- abbiamo condiviso fin da subito un linguaggio comune, dando vita a un progetto in cui architettura e curatela si intrecciano profondamente. Il suo contributo, sia nella definizione dello spazio, sia nella curatela della mostra inaugurale, ha reso possibile tradurre questa visione in una realtà concreta. Con Teldil Art Gallery, anche in virtù dell’esperienza maturata negli anni, desidero rendere l’arte accessibile a un pubblico sempre più trasversale e, al contempo, contribuire a rafforzare il ruolo di Roma nel panorama internazionale, creando un ponte tra visione, memoria e futuro. Roma ha bisogno di spazi in cui l’arte possa continuare a generare valore, dialogo e nuove prospettive”.
Teldil Art Gallery nasce dal desiderio di creare non solo uno spazio espositivo, ma una piattaforma culturale capace di mettere in relazione artisti di rilevanza internazionale, istituzioni e collezionisti consapevoli.
Va in questa direzione la collaborazione con Galleria Contini che consente di presentare opere di grande importanza di artisti che hanno segnato l’arte contemporanea. Ne è esempio la mostra “La forma del silenzio” che inaugura il nuovo spazio espositivo, anche grazie all’Atelier Mitoraj.
“Roma -ha dichiarato Luca Pizzi, direttore dell’Atelier Mitoraj- è sempre stata la città più vicina all'anima di Igor, capace di mescolare in un tutt’uno classicismo e modernità. Non è un caso che qui abbia lasciato alcune delle sue opere più intense. Penso alla Fontana della Dea Roma, alle porte monumentali di Santa Maria degli Angeli, alla testa marmorea di San Giovanni Battista. Per non parlare di Sorgente del centurione a Piazza Mignanelli e dell’esposizione di 60 opere, nel 2004, ai Mercati di Traiano. Ecco perché ho particolarmente apprezzato la scelta della Teldil Art Gallery di inaugurare un nuovo spazio con una quarantina di opere del maestro. Tornare nella Capitale con le sculture di Mitoraj è il compimento di un percorso che l’Atelier ha avviato con il maestro più di vent’anni fa. Le sculture della mostra parlano una lingua che solo Roma sa ascoltare fino in fondo: quella del tempo, della frattura, della bellezza che resiste. L’esposizione è un percorso di confronto con ciò che siamo stati e con ciò che ancora possiamo essere”.
La mostra “La forma del silenzio” di Igor Mitoraj
Nata in collaborazione con l’Atelier Mitoraj e curata da Marco Giammetta, la mostra si sviluppa come una riflessione profonda sul lavoro di uno dei più grandi scultori del secolo scorso, ponendo al centro il tema del frammento come forma compiuta e non come residuo.
Il progetto curatoriale si distanzia da ogni lettura archeologica o nostalgica: le opere non vengono presentate come emulazioni del passato, ma come presenze autonome, che trattengono il senso invece di rivelarlo.
In questo quadro teorico, la forma non è più manifestazione di un’idea, ma luogo di sospensione. “Entrare nel lavoro di Igor Mitoraj -ha spiegato l’architetto e curatore Marco Giammetta- significa confrontarsi con una pratica scultorea che si sottrae tanto alla logica della citazione quanto a quella dell’emulazione. Le sue opere non attivano una memoria dell’antico in senso nostalgico, né costruiscono una narrazione del presente: si collocano piuttosto in una soglia, dove la forma persiste mentre il senso che l’ha originata si ritrae. I corpi monumentali, i volti bendati, le superfici levigate, e al tempo stesso interrotte, non alludono a una perdita, né rimandano a un’unità da ricostruire. Si configurano invece come presenze che assumono la sottrazione come condizione costitutiva.
La scultura diventa così -ha concluso Giammetta- luogo di esperienza: uno spazio in cui il tempo si dilata e la percezione incontra il proprio limite. In Mitoraj, la forma non è ciò che parla, ma ciò che resta: custodisce una possibilità di senso che si dà solo nella distanza, nella sospensione, nella sottrazione”.